Gli anni Ottanta in 30 secondi. Così si potrebbe definire questo spot della Ramazzotti, una pubblicità che è entrata, nel bene e nel male, nella storia del nostro Paese. Lo spot, commissionato nel 1987 dalla Ramazzotti alla RSCG, mostrava la metropoli milanese viva, allegra, giovane e ottimista, fresca e vivace. E, con la colonna sonora del brano Birdland dei Weather Report, una voce fuori campo recitava: «Sì, Milano. La città dell’amaro Ramazzotti, la città di chi vive e lavora, la città della vita, di una giornata che non è mai finita. (…) Questa Milano da vivere, da sognare, da godere, questa Milano da bere».
Londra, autunno 1958. Alle 13 si ritrovano sei uomini per un pranzo di lavoro. A tavola si discute di affari ma, arrivati al dessert, i discorsi si fanno un po’ meno impegnati. Si parla di donne, motori, vacanze… Uno di loro è appena tornato dall’Italia, dalla Sardegna, che descrive come un paradiso terrestre. «Bisogna proteggere quella terra o l’edilizia la distruggerà e l’unico modo per farlo è comprarla. Per me, bastano 25.000 dollari a testa». Usciti dal ristorante i sei uomini si ripromettono di incontrarsi a breve per salvare quella splendida costa dell’isola italiana e creare un piccolo rifugio per vacanze ad uso privato. Pranzi e incontri proseguono fino al 1962 e, da piccolo rifugio privato, si arriva a pensare di destinare l’area a sviluppo turistico e si acquista il terreno.
Non è un italiano purosangue (è nato in Sudafrica a Città del Capo) e nemmeno un corridore puro (ha comiciato la carriera giocando a rugby): eppure Marcello Fiasconaro è stato soprannominato Cavallo Pazzo, per il suo modo di correre istintivo, con poca tecnica e tanto cuore. Nato in Sudafrica da genitori italiani, a vent’anni si trasferisce in Italia. Appena arrivato a Roma scopre che il rugby in Italia non è uno popolare quanto a Città del Capo e, tanto per praticare uno sport, la scelta cade sull’atletica. Pochi mesi di allenamenti e diventa primatista italiano sui 400 m e 800 m. Un anno dopo, nel 1972, stabilisce il primato mondiale indoor dei 400 con 46”1. Poi, fallisce la sua grande occasione: un infortunio al tendine di Achille gli impedisce di partecipare alle Olimpiadi di Monaco. Passato agli 800 m, il 27 giugno del 1973 batte il record mondiale sulla pista dell’Arena di Milano, correndo contro i più forti specialisti e disputando una gara memorabile, in testa dal primo all’ultimo metro, su una delle piste più penalizzanti del mondo. Nonostante la sua carriera sia sempre stata ostacolata da infortuni, March (come lo chiamano i compagni di nazionale) conquista 5 titoli italiani e batte 8 record nazionali. Dopo un ennesimo infortunio decide di appendere la scarpette al chiodo. Rientra in Sudafrica e torna al primo amore, il rugby. Il tempo di 1’43”7, di quella magica notte milanese, è ancora oggi record italiano da battere, il più duraturo della nostra atletica leggera.
Il 22 giugno 1983 Emanuela Orlandi, 15 anni, cittadina vaticana e figlia di un impiegato della Segreteria di Stato, scompare dopo essere uscita in anticipo dalla scuola di musica che frequentava in Piazza Santa Apollinare a Roma. Prima aveva telefonato alla sorella Natalina per chiedere consiglio su una proposta di lavoro che le era stata appena fatta. Si trattava di distribuire volantini durante una sfilata di moda per conto della Avon, un’azienda di cosmetici, per il cui lavoro sarebbe stata pagata 375mila lire. La sorella, però, non si fida della proposta e le suggerisce di lasciar perdere. Emanuela risponde che ne parlerà con i genitori. Da quel momento di lei non si sa più nulla. La Orlandi, secondo alcuni testimoni, avrebbe poi incontrato un’amica che frequentava la sua stessa scuola di musica, mettendola al corrente della proposta; verso le 19,30 l’avrebbe accompagnata alla fermata dell’autobus dove un vigile urbano l’avrebbe vista parlare con un misterioso uomo a bordo di una BMW scura e – forse - salirvi all’interno. Viene realizzato un identikit che coincide, secondo i carabinieri, a una persona sospettata non più presente in Italia. Nessuno, però, comunica il nome.
Il 18 giugno 1982 a Londra, sotto il Blackfriars bridge, viene trovato impiccato il banchiere italiano Roberto Calvi, iscritto alla P2. Nel 1975 Roberto Calvi era diventato presidente del Banco Ambrosiano attraverso la creazione di una rete di “scatole vuote”: filiali off shore alle Bahamas, holding in Lussemburgo, società fantasma in America Latina, conti segreti in Svizzera. D’intesa con lo Ior (l’Istituto Opere Religiose del Vaticano) guidato da monsignor Paul Marcinkus, crea un impero finanziario che, tra le altre cose, si occupa di riciclaggio di denaro sporco, traffico d’armi e finanziamenti illeciti ai partiti.
A Demetrio Stratos, cantante degli Area, viene riscontrata un’ aplasia midollare, una rara forma di leucemia, nell’aprile del 1979 e, per essere curato, si trasferisce subito negli Stati Uniti, al Memorial Hospital di New York, all’epoca l’unico ospedale in grado di affrontare la malattia. Le speranze di vita sono legate a un filo e, per le cure, occorrono parecchi soldi. Gianni Sassi e tutto l’ambiente della Cramps si muovono: viene l’idea di raccogliendo fondi che servono alla cura attraverso un concerto, da tenere all’Arena Civica di Milano.
Oggi è finito in B, mestamente. Anzi: volgarmente, con un rissa in campo contro i giocatori del Genoa perché… …perché hanno vinto una partita inutile (per il Genoa). Comunque, speriamo tutti che risalga nella massima serie; risalga velocemente, perché il Torino (e non solo quello “Grande”) è un po’ nel cuore di tutti gli italiani sportivi (Juventini esclusi, ovvio). Ora dovrebbero cambiare i vertici, direttori sportivi e allenatore. Magari puntando a un giovane, come quello che arrivò nell’estate del 1975, un tecnico pieno di idee e aperto alle novità che fa del calcio, e del suo meticoloso studio, una specie di scienza: Gigi Radice. Continua a leggere…
Quello di Bob Marley a San Siro non è stato un soltanto concerto. In quella serata si è scritta una pagina indelebile per oltre 100 mila persone (più o meno giovani) che hanno assistito allo show, tanto che è l’unico evento non sportivo citato nel sito ufficiale dello Stadio Meazza. È il 27 giugno nel 1980, un venerdì: la scaletta prevede che alle 18 si aprano i cancelli e, alle 19, cominci la sfilata dei supporter (il bluesman Roberto Cotti; Pino Daniele, reduce dal successo di Nero a Metà; gruppo funky Average White Band) poi toccherebbe a Marley, intorno alle 21.
Tanto belle quanto inutili. Sono la Raffaello e la Michelangelo, i due transatlantici gemelli, fiore all’occhiello della nostra marina: due navi stupende, varate agli inizi degli anni Sessanta, quando ormai per andare negli Stati Uniti i transatlantici non li usa più nessuno, visto che in sole 8 ore, e non i 8 giorni, ci arriva comodamente un aereo.
Nino Benvenuti, istriano, è uno dei più grandi campioni nella storia del pugilato italiano. Dopo aver vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma nel 1960, passa al professionismo e nel 1965, davanti a 40mila persone allo stadio di San Siro di Milano, sfida Sandro Mazzinghi per la corona mondiale dei welter: è un evento memorabile per la portata della sfida in quanto Mazzinghi e Benvenuti dividono in due l’Italia della boxe, come fecero Coppi e Bartali nel ciclismo. Benvenuti vince e nel 1967 passa di categoria e conquista il titolo mondiale dei medi battento l’americano Emil Griffith nel Madison Square Garden di New York: è il primo italiano campione del mondo pesi Medi. Continua a leggere…
