CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca, Libri, Media

Tra pochi giorni uscirà in tutte (tutte? magari!) le librerie la seconda edizione de I Settanta – Gli anni che cambiarono l’Italia. Cinque anni fa, quando è stato pubblicato la prima volta, mai e poi mai avrei pensato di riuscire a fare la “seconda” edizione di un mio libro. E invece, non si sa come sia potuto accadere,  la prima edizione è andata esaurita, e il mio editore – Francesco Bevivino – ha pensato così di riproporre questa nuova versione de I Settanta che avrà anche  il compito di aprire la strada trainare, lanciare il nuovo libro, Gli Ottanta – L’Italia tra evasione e illusione, in uscita a febbraio, con la prefazione di Claudio Cecchetto. Tornando ai Settanta, il libro racconta la cronaca di un decennio che ha segnato, in modo indelebile, la storia del nostro Paese. Sono stati gli anni del terrorismo, della legge sul divorzio e sull’aborto, degli scontri di piazza e della crisi, sono nate le domeniche a piedi e le targhe alterne, le tv e le radio private. Anni in cui la generazione dei ventenni faceva domande alle quali, spesso, non veniva data risposta Perché erano domande scomode o perché, a quella generazione, non era consentito farle. Oggi, a distanza di quarant’anni, molte pagine degli Anni Settanta sono ancora d’attualità: il processo di piazza Fontana, il massacro del Circeo, l’omicidio di Pasolini, il rapimento di Aldo Moro, le gesta di Vallanzasca, la tv a colori e quella di Berlusconi… Sempre più spesso capita di guardare indietro, verso quegli anni, forse per cercare un ragionamento oppure per trovare la forza di uscire dall’ovatta che sembra foderare questo primo decennio del nuovo secolo.

Questa edizione si avvale di una nuova prefazione scritta da Claudio Rocchi, cantautore milanese simbolo di quel periodo, nuovi capitoli, illustrazioni e diversi aggiornamenti.

Dalla prefazione di Claudio Rocchi: «I più dormivano sonni di beata ignoranza cullati da anestetici in bianco e nero televisivo, epidermidi celate, democrazie cattoliche, sogni di plastica narcotizzanti. Poi, all’improvviso, l’onda lunga di uno tsunami trasversale ha travolto e inondato, spazzato via e distrutto, ucciso e trasformato il Vecchio Mondo».

Maurizio Costanzo Flop

Scritto da: luca  //  Categoria: Media

Il quotidiano L’Occhio, edito da Rizzoli, esce nell’ottobre del 1979. Diretto da Maurizio Costanzo, sostituito verso la fine Pier Augusto Macchi, è stato il principale tentativo di realizzare in Italia un quotidiano di tipo popolare sul modello dei tabloid inglesi a larga diffusione. Sul nuovo quotidiano trovano spazio argomenti che sui giornali tradizionali, venivano penalizzati: cronaca rosa e nera, poca politica, e largo spazio ai personaggi della tv. L’Occhio si presenta subito come un quotidiano totalmente nuovo nel panorama italiano, adottando una grafica aggressiva attinta direttamente dal britannico Daily Mirror.  Continua a leggere…

Ridateci lo Scrondo

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Spettacoli

Verde, basso, capelli biondastri sempre spettinati, con la coda e le orecchie a punta. Forse anche un po’ sporco. Un mostro? No, è lo Scrondo, il primo personaggio che è riuscito a sfondare il muro del perbenismo televisivo. Nato a metà degli anni Ottanta dalle menti di Stefano Disegni e Massimo Caviglia come protagonista di un fotoromanzo per la rivista TuttiFrutti, Scrondo debutta in televisione vent’anni fa, nell’autunno del 1988 su Italia 1 in Matrioska, come co-conduttore a fianco di una splendida Moana Pozzi, trasmissione chiusa dopo una puntata dall’editore Silvio Berlusconi per i suoi contenuti giudicati volgari e, solo dopo la minaccia di dimissioni da parte dell’autore Antonio Ricci, ripresa poco dopo con il titolo di Araba Fenice. Un mostro e una pornostar, un’accoppiata perfetta, fortemente voluta da Ricci ma che fece venire i brividi sin da subito a Silvio Berlusconi. Continua a leggere…