<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Retrovisore &#124; un sito di Luca Pollini &#187; Renzo Arbore</title>
	<atom:link href="http://www.retrovisore.net/tag/renzo-arbore/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.retrovisore.net</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 29 Jan 2012 14:21:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Le notti cult di Renzo Arbore</title>
		<link>http://www.retrovisore.net/spettacoli/le-notti-cult-di-renzo-arbore/</link>
		<comments>http://www.retrovisore.net/spettacoli/le-notti-cult-di-renzo-arbore/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 20:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Gradimento]]></category>
		<category><![CDATA[Anni Ottanta]]></category>
		<category><![CDATA[Cacao Meravigliao]]></category>
		<category><![CDATA[Indietro tutta]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Ferrini]]></category>
		<category><![CDATA[Nino Frassica]]></category>
		<category><![CDATA[Quelli della notte]]></category>
		<category><![CDATA[Raidue]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Arbore]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Pazzaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto D'Agostino]]></category>
		<category><![CDATA[Simona Laurito]]></category>
		<category><![CDATA[Simona Marchini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrovisore.net/?p=1051</guid>
		<description><![CDATA[Nella seconda metà degli anni Ottanta Arbore realizza due trasmissioni considerate un cult assoluto: Quelli della notte (1985) e Indietro tutta (1987). Sono volutamente cialtrone e caciarone, dove – sempre in diretta &#8211; si suona, si canta, si scherza, tra ironia e nonsense. A Quelli della notte il bersaglio di Arbore, che riesce a ricreare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/03/6a00d83451654569e20120a6694708970c-320wi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1052" title="6a00d83451654569e20120a6694708970c-320wi" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/03/6a00d83451654569e20120a6694708970c-320wi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nella seconda metà degli anni Ottanta Arbore realizza due trasmissioni considerate un cult assoluto: <em>Quelli della notte</em> (1985) e <em>Indietro tutta</em> (1987). Sono volutamente cialtrone e caciarone, dove – sempre in diretta &#8211; si suona, si canta, si scherza, tra ironia e nonsense. A <em>Quelli della notte</em> il bersaglio di Arbore, che riesce a ricreare in tv lo stesso clima della trasmissione radiofonica <em>Alto Gradimento</em>, è chiaramente rivolto nei confronti di “certa” televisione e dei suoi salotti dove si chiacchiera sempre, e inutilmente. Arbore si contorna così di personaggi, comici o attori pressoché sconosciuti al grande pubblico, che ricordano gli “ospiti” o gli “esperti” dei programmi tv del periodo: seduti comodamente su un divano, intorno a un tavolino, tutte le sere il filosofo esperto del “brodo premordiale”, Riccardo Pazzaglia; l’esperto di look e moda Roberto D’Agostino; la “signora bene” Simona Marchini; l’imprenditore romagnolo rappresentante di pedalò Maurizio Ferrini; il frate Antonino da Scasazza (Nino Frassica) che riporta “nanetti” e ricorda le feste patronali; e la “cugina” Simona Laurito, con i suoi problemi di cuore, danno vita a una discussione semiseria sui grandi perché della vita. Il programma, in onda per 32 puntate dal 29 aprile al 14 giugno, ottiene un crescente successo fino a superare il 50% di share. Celebri sono rimaste la sigla di apertura e quella che accompagnava i titoli di coda: rispettivamente, <em>Ma la notte no</em> e <em>Il materasso</em>. <span id="more-1051"></span><em><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/03/Indietro-tutta-2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1053" title="Indietro-tutta-2" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/03/Indietro-tutta-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Indietro tutta</em> va in onda due anni dopo sempre su Raidue. Anche in questo caso Arbore non fa che stigmatizzare un certo tipo di televisione, che proprio negli anni Ottanta inizia a orientarsi verso un genere di intrattenimento sempre più commerciale e di basso livello culturale, fra salotti televisivi sempre più frivoli, ragazze sempre più svestite, e giochi a premi sempre più banali che distribuivano milioni a pioggia. Il programma registra subito uno share altissimo, 29% (prima puntata il 14 dicembre 1987) e raggiunge il 38% nella puntata finale, l’11 marzo 1988. Nota di cronaca: nonostante sia stato più volte ripetuto che il prodotto era di fantasia, per lungo tempo nei supermercati e nelle drogherie la gente chiede una confezione di Cacao Meravigliao – sponsor immaginario del programma &#8211; che, come veniva spiegato, era disponibile nelle versioni “Delicassao”, “Spregiudicao” e “Depressao”. È stata forse la prima dimostrazione della potenza commerciale della tv.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.retrovisore.net/spettacoli/le-notti-cult-di-renzo-arbore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli Ottanta in Triennale</title>
		<link>http://www.retrovisore.net/libri/gli-ottanta-in-triennale/</link>
		<comments>http://www.retrovisore.net/libri/gli-ottanta-in-triennale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 18:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Abruzzese]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Tomba]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredino Rampi]]></category>
		<category><![CDATA[Anni Ottanta]]></category>
		<category><![CDATA[Bettino Craxi]]></category>
		<category><![CDATA[Ciriaco De Mita]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Cecchetto]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Abatantuono]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Tortora]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cossiga]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Loggia P2]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Wojtyla]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Di Malta]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Arbore]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Pertini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrovisore.net/?p=1041</guid>
		<description><![CDATA[Martedì 30 marzo alle ore 18.30 alla Triennale di Milano sarà presentato Gli Ottanta - L’Italia tra evasione e illusione Durante la presentazione si potrà scoprire cosa è restato di quegli anni grazie ai dati emersi da Cosa è restato di quegli anni Ottanta, indagine socio-demoscopica condotta su scala nazionale da Arché, società di ricerche di mercato di Milano. Alla presentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/03/Invito_Ottanta_Triennale4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1048" title="Invito_Ottanta_Triennale" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/03/Invito_Ottanta_Triennale4-300x146.jpg" alt="" width="300" height="146" /></a></p>
<p><strong>Martedì 30 marzo </strong>alle ore <strong>18.30 <span style="font-weight: normal;">alla <strong>Triennale di Milano <span style="font-weight: normal;">sarà presentato</span></strong></span></strong></p>
<p><strong>Gli Ottanta - L’Italia tra evasione e illusione</strong></p>
<p>Durante la presentazione si potrà scoprire cosa è restato di quegli anni grazie ai dati emersi da <em>Cosa è restato di quegli anni Ottanta</em>, indagine socio-demoscopica condotta su scala nazionale da Arché, società di ricerche di mercato di Milano. Alla presentazione parteciperanno alcuni protagonisti del decennio a cominciare da <strong>Claudio Cecchetto</strong>, che ha scritto la prefazione al libro; la cantante del <strong>Gruppo Italiano Patrizia Di Malta</strong>; il sociologo <strong>Alberto Abruzzese</strong>; <strong>Sergio Scalpelli</strong>, all’epoca segretario della Casa della Cultura e dirigente del Pci; il designer <strong>Guido <span style="font-weight: normal;"><strong>Venturini</strong>, creatore di alcuni oggetti per Alessi.</span></strong></p>
<p><strong>L</strong><strong>’</strong><strong>INDAGINE <span style="font-weight: normal;">Dall’indagine (frutto di 1.000 interviste telefoniche su un campione nazionale di italiani, metà uomini e metà donne, di età compresa fra i 40 e i 70 anni – che in quel decennio avevano tra i 15 e i 45 anni) emerge che gli episodi rimasti più impressi sono la caduta del Muro e la vittoria dei mondiali di calcio in Spagna. Tutti ricordano il “dramma di Vermicino” (la morte del bambino Alfredo Rampi, caduto accidentalmente in un pozzo artesiano) e l’attentato a Papa Wojtila; meno “indimenticabili”, invece, l’arresto di Enzo Tortora e lo scandalo della Loggia P2. E quasi nessuno cita la strage dell’Heysel, (quando i tifosi della Juventus vennero aggrediti da quelli del Liverpool in occasione della finale di coppa dei Campioni del 1985). Ed ecco i personaggi simbolo degli Ottanta: davanti a tutti Papa Wojtila e il presidente della Repubblica Sandro Pertini, seguiti dai politici italiani Craxi, De Mita e Cossiga. Poi, i “divi” dello spettacolo (Claudio Cecchetto, protagonista su più fronti, dalla Tv alla Radio alla musica; la “banda” di Renzo Arbore di <em>Quelli della notte</em>; il “terrunciello” Diego Abatantuono) e quelli sportivi come Alberto Tomba e Paolo Rossi.</span></strong></p>
<div><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: small;"><br />
</span></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.retrovisore.net/libri/gli-ottanta-in-triennale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Piper Revolution</title>
		<link>http://www.retrovisore.net/costume/piper-revolution/</link>
		<comments>http://www.retrovisore.net/costume/piper-revolution/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 07:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Warhol]]></category>
		<category><![CDATA[Anni Sessanta]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Caselli]]></category>
		<category><![CDATA[Christian De Sica]]></category>
		<category><![CDATA[Formula 3]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Boncompagni]]></category>
		<category><![CDATA[i Camaleonti]]></category>
		<category><![CDATA[I Giganti]]></category>
		<category><![CDATA[Loredana Bertè]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Rotella]]></category>
		<category><![CDATA[Mita Medici]]></category>
		<category><![CDATA[Patty Pravo]]></category>
		<category><![CDATA[Pink Floyd]]></category>
		<category><![CDATA[Procol Harum]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaella Carrà]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Zero]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Arbore]]></category>
		<category><![CDATA[Rokes]]></category>
		<category><![CDATA[Shel Shapiro]]></category>
		<category><![CDATA[Sylvie Vartan]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrovisore.net/?p=991</guid>
		<description><![CDATA[A metà dagli anni Sessanta, nelle grandi città italiane, si registra la prima svolta sociale e culturale del mondo giovanile: i ragazzi si fanno crescere i capelli, non portano più la cravatta, indossano i blue jeans, si ribellano agli atteggiamenti autoritari sia dei genitori sia degli insegnanti e, non sono pochi, scappano di casa, chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/02/Piper-insegna.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-992" title="Piper insegna" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/02/Piper-insegna-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a>A metà dagli anni Sessanta, nelle grandi città italiane, si registra la prima svolta sociale e culturale del mondo giovanile: i ragazzi si fanno crescere i capelli, non portano più la cravatta, indossano i blue jeans, si ribellano agli atteggiamenti autoritari sia dei genitori sia degli insegnanti e, non sono pochi, scappano di casa, chi per seguire un proprio ideale chi, semplicemente, in cerca di avventure. In questo clima, a Roma, il 17 febbraio 1965, nasce il Piper Club, primo locale pensato e realizzato unicamente per i giovani grazie ad Alberico Crocetta, avvocato e imprenditore amico di Renzo Arbore, Giancarlo Bornigia, impresario. È un locale totalmente nuovo nella concezione dello spazio di sala da ballo: la pista centrale, illuminata da 350 luci, contiene oltre 100 persone (è la più grande d’Italia) ed è spezzata da pedane luminose; la scenografia è ideata dall&#8217;artista Claudio Cintoli, un’opera pop-art dal titolo <em>Il giardino di Ursula</em> composta da una sequenza di gigantografie – tra le quali due labbra sorridenti &#8211; e sculture realizzate con materiali di recupero; sui muri dietro al palco si alternano opere di Andy Wharol, Manzoni, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Robert Rauschenberg.<span id="more-991"></span><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/02/Piper-Concerto.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-993" title="Piper Concerto" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/02/Piper-Concerto-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a> Ma la vera rivoluzione è che il Piper è il primo locale che offre la musica beat e rock da vivo in un momento in cui si può ballare soltanto davanti al juke box, visto che nei locali da ballo si suona soltanto il liscio. E il successo è immediato: il piccolo palcoscenico di via Tagliamento diventa tappa obbligatoria per i gruppi del momento. Qui sono cresciute Patty Pravo, la Ragazza del Piper (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=wQ5EWtUZeqY">http://www.youtube.com/watch?v=wQ5EWtUZeqY</a>), e Caterina Caselli; i Giganti, i Camaleonti e gli inglesi Rokes, guidati da Shel Shapiro, e i Primitives di Mal hanno mosso in primi passi per la conquista del mercato discografico italiano. Ci sono poi i Ragazzi del Piper (cubisti ante litteram) tra i quali figurano Mita Medici, Mia Martini, Renato Zero, Loredana Bertè. In brevissimo tempo il Piper diventa sempre più un locale di tendenza: suonano gruppi del calibro dei Procol Harum, Who, Pink Floyd, Byrds e tra il pubblico si mischiano star come Sylvie Vartan, Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Raffaella Carrà, Alberto Bevilacqua, Franco Interlenghi e Antonella Lualdi, Mita Medici, Christian De Sica, Rudolph Nureyev. Ci si veste e si balla come si vuole, senza inibizioni e limiti. Il Piper diventa un fenomeno di costume, tutti ne parlano e tutti ci vogliono andare almeno una volta: fuori Via Tagliamento la fila si forma sin dalle otto di sera, nonostante il locale apra alle 22. Tutto fila più o meno liscio fino al 1967, quando la polizia proibisce l’apertura al pomeriggio del locale a causa delle lamentele dei genitori, i cui figli trascurano lo studio per il ballo. Poco dopo ci si mette anche la chiesa, che denuncia i pericoli dello “shake”, il ballo più in voga del momento, perché i movimenti sono provocanti, soprattutto se svolto nell’insidia della penombra del locale.Il periodo d’oro termina verso la fine del decennio, ma il Piper sopravvive al tempo e alle mode. Dal beat al pop, dal jazz al rock: sul palco salgono Lucio Battisti accompagnato dalla Formula Tre, David Bowie, i Genesis, Duke Ellington e i Nirvana, James Taylor Quartet e Mario Biondi. E ancora oggi (www.piper.it) continua a sviluppare il suo progetto artistico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.retrovisore.net/costume/piper-revolution/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per satira&#8230; ma anche per satiri</title>
		<link>http://www.retrovisore.net/costume/per-satira-ma-anche-per-satiri/</link>
		<comments>http://www.retrovisore.net/costume/per-satira-ma-anche-per-satiri/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 17:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Anni Ottanta]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Ricci]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Recchia]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo Grosso]]></category>
		<category><![CDATA[Dacia Maraini]]></category>
		<category><![CDATA[Financial Times]]></category>
		<category><![CDATA[Indietro tutta]]></category>
		<category><![CDATA[Italia 1]]></category>
		<category><![CDATA[L'Espresso]]></category>
		<category><![CDATA[Mai dire Gol]]></category>
		<category><![CDATA[Paperissima]]></category>
		<category><![CDATA[Passaparola]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Paolo Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[Quelli che il calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Ragazze Cin Cin]]></category>
		<category><![CDATA[Ragazze Fast Food]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Arbore]]></category>
		<category><![CDATA[Schedine]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia la notizia]]></category>
		<category><![CDATA[Veline]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrovisore.net/?p=782</guid>
		<description><![CDATA[Pier Paolo Pasolini nel 1972, intervistato da Dacia Maraini per L’Espresso, sosteneva che «In tv la donna è considerata a tutti gli effetti un essere inferiore: viene delegata a incarichi di importanza minima, come per esempio informare del programmi della giornata; ed è costretta a farlo in un modo mostruoso, cioè con femminilità. Ne risulta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-weight: normal;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-783" title="drive_in" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2009/09/drive_in-150x150.jpg" alt="drive_in" width="150" height="150" />Pier Paolo Pasolini nel 1972, intervistato da Dacia Maraini per L’Espresso, sosteneva che «In tv la donna è considerata a tutti gli effetti un essere inferiore: viene delegata a incarichi di importanza minima, come per esempio informare del programmi della giornata; ed è costretta a farlo in un modo mostruoso, cioè con femminilità. Ne risulta una specie di puttana che lancia al pubblico sorrisi di imbarazzante complicità e fa laidi occhietti. Oppure viene adoperata ancillarmente come “valletta” (del “maschio”). E non è nemmeno concepibile che a lei si affidi la lettura delle gravi e importanti notizie del giornale radio».<span id="more-782"></span> Passano dieci anni dove, in effetti, il ruolo femminile in tv non va oltre i ruoli dell’annunciatrice, promossa poi a “signorina buonasera”, e valletta, soprattutto ai telequiz condotti da Mike Bongiorno e al Festival di Sanremo. Finché, nel 1983, Antonio Ricci non s’inventa, per la trasmissione <em>Drive In</em>, le “ragazze fast food”, le “madri” di tutte le “veline” di oggi. Fanno per lo più da contorno ai conduttori, accennano a qualche passo di danza ma sono lì, soprattutto, per farsi vedere. Sono alte almeno 1,75, hanno la terza di reggiseno come minimo, gambe lunghe e sono vestite con una sorta di tutù coi colori della bandiera americana, costumi che coprono più di un bikini. Non sono volgari, per niente, anzi: Beppe Recchia, il regista della trasmissione, dice a loro che devono essere «come un piatto di pasta».  Nessuno si è lamentato perché l’ironia è chiara e lampante: tutti colgono l’aspetto fumettistico del personaggio e nessuna femminista o organizzazione cattolica protesta. Sono maliziose ma spiritose, sexy ma ironiche.</span></strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-784" title="colpo_grosso5" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2009/09/colpo_grosso51-150x150.jpg" alt="colpo_grosso5" width="150" height="150" />Come detto, le “ragazze fast food” hanno generato. Le prime sono state le “ragazze coccodè” volute da Renzo Arbore a Indietro tutta, trasmissione, in onda nel 1987, che prendeva in giro tutta la tv degli anni Ottanta: c’era la parodia della <em>Ruotona della fortunona</em>, il bambino pestifero, lo sponsor <em>Cacao Meravigliao</em> e non potevano mancare le ragazze un po’ spogliate, anche loro “ragazze della porta accanto”, un po’ meno procaci della “fast food”. È stata poi la volta delle Ragazze Cin Cin di Colpo Grosso (1987, queste, però si spogliano davvero); le Veline di Striscia la notizia (1988); le Letterine di Passaparola (1999); le Letteronze di Mai dire Gol (2001); le Professorine de L’eredità (2002); le Schedine di Quelli che il calcio (2004); le Paperette di Paperissima (2007). Certo, con l’andare degli anni questo “ruolo” si è evoluto: ora sono molto più preparate e meno “ragazze della porta accanto”, tanto che alcune di loro hanno anche fatto carriera politica.</p>
<p>Recentemente, sul <em>Financial Times</em>, Adrian Michels – dopo aver fatto zapping sui nostri canali tv -  ha scritto che siamo un popolo ossessionato dal corpo femminile, spesso smutandato in qualsiasi genere di format televisivo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.retrovisore.net/costume/per-satira-ma-anche-per-satiri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#039;insostenibile Dago-spot</title>
		<link>http://www.retrovisore.net/costume/linsostenibile-dago-spot/</link>
		<comments>http://www.retrovisore.net/costume/linsostenibile-dago-spot/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 09:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Adelphi]]></category>
		<category><![CDATA[Anni Ottanta]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Ferrini]]></category>
		<category><![CDATA[Milan Kundera]]></category>
		<category><![CDATA[Raidue]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Arbore]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto D'Agostino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrovisore.net/?p=323</guid>
		<description><![CDATA[Doveva passare alla storia come il primo volume di una collana di una, allora, giovane casa editrice, invece L’insostenibile leggerezza dell’essere, romanzo dello scrittore Milan Kundera, è passato alla storia come primo libro da leggere assolutamente perché… “di moda”. Scelto da Adelphi per inaugurare la collana Fabula, il romanzo diventa subito un tormentone televisivo. Nell&#8217;ottobre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2008/10/kunderaleggerezza.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-324" title="kunderaleggerezza" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2008/10/kunderaleggerezza.jpg" alt="" width="95" height="150" /></a>Doveva passare alla storia come il primo volume di una collana di una, allora, giovane casa editrice, invece <em>L’insostenibile leggerezza dell’essere</em></span><span>, romanzo dello scrittore Milan Kundera, è passato alla storia come primo libro da leggere assolutamente perché… “di moda”. Scelto da <a href="http://www.adelphi.it/" target="_blank">Adelphi</a> per inaugurare la collana <em>Fabula</em></span><span>, il romanzo diventa subito un tormentone televisivo. Nell&#8217;ottobre del 1984, anno in cui è stato, è passato quasi inosservato. Ma il 29 aprile del 1985 va in onda la prima puntata di <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quelli_della_notte" target="_blank">Quelli della notte</a></em></span><span>, trasmissione cult di Raidue condotta da Renzo Arbore: e le cose, per Adelphi e il suo romanzo, cambiano radicalmente.<span id="more-323"></span> A Quelli della notte i personaggi-spalla di Arbore si identificano per un “tormentone”. Per mesi, quindi,<span>  </span>il “filosofo” Riccardo Pazzaglia cita il “brodo premordiale”; Maurizio Ferrini ripete «non lo capisco ma mi adeguo», Nino Frassica ha il «cuore toro» e racconta «nanetti» e <a href="http://www.dagospia.com/" target="_blank">Roberto D’Agostino</a>, nei panni del lookologo della trasmissione, ogni sera nel suo intervento dice: «<em>…come scrive Milan Kundera ne L’insostenibile leggerezza dell’essere…</em></span><span>» facendo così la fortuna del volume. Per molti, i critici in primis, è un libro “normale”, non un “capolavoro” ma, grazie a D’Agostino e alle sue continua citazioni, è giunto alla ventottesima edizione. Il “tormentone”<span>  </span>di D’Agostino su Kundera inaugura un nuovo modo di promuovere i libri: le case editrici capiscono, loro malgrado, la regola che un romanzo può avere successo indipendentemente dal contenuto, a volte basta “azzeccare il titolo” o avere l’autore in grado di “bucare” il mezzo televisivo. E, come se non bastasse, a decretare il successo dell’<em>Insostenibile</em></span><span> ci si mette anche Antonello Venditti che gli dedica persino una canzone.</span></p>
<p><!--EndFragment--><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jYwH5n2DY8k&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/jYwH5n2DY8k&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.retrovisore.net/costume/linsostenibile-dago-spot/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

