È passato alla storia come gruppo ‘politico’, ma – in origine – è un gruppo di musica ‘popolare’ che, per caso, si trova in tournée in Italia l’11 settembre del 1973, il giorno del colpo di Stato in Cile per opera di Augusto Pinochet. Da allora gli Inti Illimani (www.inti-illimani.cl), gruppo acustico di musica andina con una formazione che varia tra i 6 e i 9 elementi, hanno fatto soltanto quello che molti cileni hanno fatto di fronte alla dittatura: combatterla. Impossibile, però, non identificarli con il brano El pueblo unido jamàs serà vencido, (http://www.youtube.com/watch?v=NwiML8pCB7E) canzone bandiera e simbolo di una stagione politica, non solo cilena, composta nel 1970 da Sergio Ortega, musicista cileno del gruppo musicale Quilapayùn. La frase «El pueblo unido jamàs serà vencido» prima di diventare il ritornello di una canzone, era uno slogan che si gridava per le strade di Santiago durante i tre anni di presidenza di Salvador Allende e, dopo il golpe che portò al potere i militari guidati da Pinochet, s’è trasformata in uno slogan-simbolo della lotta per il ritorno alla democrazia nel Cile e nel resto del mondo. Continua a leggere…
Rai, trent'anni fa nasceva la Terza rete
Scritto da: luca // Categoria: Politica
I primi di gennaio del 1975 si rende operativa la tanto agognata riforma della Rai. Vengono costituite delle nuove strutture centrali, Reti, Testate, Dipartimento scolastico-educativo e Supporti, ciascuna con ruoli e compiti ben precisi. All’ideazione e realizzazione dei programmi televisivi sono preposte due Reti (Raiuno e Raidue) mentre i due Telegiornali (TG1 e TG2) assicurano l’informazione; alla ideazione e realizzazione dei programmi radiofonici risultano preposte tre Reti e altrettanti Giornali Radio. A questi, si affiancano poi le strutture radiotelevisive del Dipartimento trasmissioni scolastiche ed educative per adulti, della Direzione tribune e accesso, della Direzione servizi giornalistici e programmi per l’estero. Il 15 marzo iniziano i nuovi telegiornali e Giornali Radio, riorganizzati a seguito della riforma. L’11 aprile è il giorno tanto atteso: il Senato e la Camera approvano la riforma nella struttura della Rai. Il controllo dell’azienda, da questo momento, passa dal Governo al Parlamento. Un’apposita commissione vigila d’ora in avanti sulle reti televisive, ciascuna col proprio direttore di rete e telegiornale. A capo di ciascuna rete e testata vengono messi dirigenti indicati dai maggiori partiti. È l’inizio di quella che, d’ora in avanti, sarà conosciuta come la ‘lottizzazione’ degli organi d’informazione. Continua a leggere…
Il 14 settembre 1982, su Retequattro, ancora di proprietà della Mondadori, va in onda per la prima volta il Maurizio Costanzo Show che a tutt’oggi, con 4.373 puntate, è il talk show più longevo d’Italia. Con questo show Costanzo porta a termine un percorso cominciato nel 1976 con Bontà loro, e proseguito con Acquario e Grand’Italia, che pone la conversazione al centro dello spettacolo. Questa volta, però, sul palco non chiama solo ospiti famosi, trovano il loro momento di celebrità anche gente comune, che ha qualcosa da raccontare o da denunciare. Continua a leggere…
Moda e King, l'ironia patinata
Scritto da: luca // Categoria: Media
Vittorio Corona, giornalista con un passato in quotidiani nazionali, nel 1983 entra alla Rai con il compito di curare la prima rivistadella Nuova Eri, casa editrice controllata dalla Rai: lo stesso anno esce in edicola Moda, mensile femminile di costume, attualità e, ovviamente, moda. In pochi mesi la rivista, di grande formato, elegante, con carta patinata, è in grado di rompere molti schemi editoriali tipici di quel periodo: sono apprezzati, dai lettori e dagli addetti ai lavori del settore fashion, i contenuti, lo stile di scrittura, la qualità della grafica e dell’immagine. Visto il crescente successo, la Rai decide di affiancare alla rivista una trasmissione settimanale dallo stesso titolo (in onda su Raidue) legata ai temi della rivista, e, nel 1988, lancia King, l’equivalente di Moda al maschile, diretto dallo stesso Corona. Le riviste s’impongono grazie al nuovo linguaggio, verbale e grafico, e perché vanno in controtendenza ai miti del periodo, il denaro, il successo e l’apparire: Moda e King hanno l’ironia intelligente di scherzare con il divismo della moda e dello star system.
O la si amava, o la si odiava. Non esistevano vie di mezzo, non si poteva essere indifferenti davanti alla piccola mocciosa lentigginosa. Pippi Calzelunghe, a metà degli anni Settanta, ha diviso in due l’Italia adolescente, quella che s’incollava davanti alla Tv. Una stagione intera, 21 episodi, andanti in onda sul primo canale della Rai (Raiuno era ancora di là da venire) dove la protagonista era lei, Pippilotta Viktualia Rullgardina Succiamenta Efraisilla Calzelunghe, per tutti semplicemente Pippi Calzelunghe, una bambina che viveva da sola in una grande villa, Villacolle, non andava a scuola e aveva come unici amici un cavallo a pois neri, Zietto, e una scimmietta, Signor Nilsson. Continua a leggere…
Raramente, nella sua carriera ultratrentennale, Claudio Cecchetto ha sbagliato un colpo: pochi come lui, nel mondo dello spettacolo, hanno saputo progettare, innovare, scoprire personaggi, inventare nuove cose. Dove è passato ha sempre lasciato il segno: ha lavorato nella prima radio privata (Radio Milano International); ha fondato il primo network radiofonico (Rete 105); ha fondato la radio più ascoltata (Radio Deejay). In Tv è stato tra i pionieri di Telemilano 58 (futura Canale 5); poi in Rai ha condotto Discoring, Fantastico, Festival di Sanremo, Festivalbar. Continua a leggere…
Bella, sensuale, maliziosa, intraprendente, anticonformista, libera, lontana da tabù e luoghi comuni: lei è Valentina, personaggio creato da Guido Crepax nel 1965 che, poco tempo dopo, diventa il prototipo della donna moderna e dell’emancipazione femminile. Valentina è la protagonista di un fumetto – pubblicato su Linus – ambientato in una metropoli con storie fantastiche, d’amore e di passione, disegnate rigorosamente a china e scritte con diverse concessioni al gergo giovanile dell’epoca. Il suo esordio nel mondo dei fumetti, però, la vede comprimaria. La prima storia dove compare il personaggio, La curva di Lesmo, vede protagonista Philip Rembrandt, alias Neutron. Rembrandt è un critico d’arte investigatore dilettante, dotato di particolari poteri psichici, che gli consentivano di paralizzare con lo sguardo, qualsiasi individuo o qualsiasi macchina. Questa capacità era dovuta al suo legame di parentela con i cavalieri degli abissi, una popolazione cieca che viveva nel sottosuolo a 20.000 metri di profondità. Continua a leggere…
Stavano compiendo una rivoluzione, stavano entrando nella storia… …ma non lo sapevano. Milanesi, nemmeno trentenni, appassionati di musica, quattro giovani passavano le serate, e le nottate, con le orecchie incollate alle radio ad ascoltare Radio Luxemburg e Radio Monte Carlo (la prima, quella che trasmetteva dal Principato di Monaco). Un giorno, siamo nei primi di marzo del 1975, decidono di rompere gli indugi: investono i loro risparmi, poco più di un milione di lire, e acquistano un trasmettitore militare usato, un mixer, e un giradischi. Trasferiscono il tutto in un appartamento sfitto al nono piano di via Locatelli (di proprietà dei genitori di due fratelli), insieme agli impianti stereo di casa e a tutti i loro dischi 45 e 33 giri. Un paio di giorni per mettere a punto gli impianti e poi, il 10 marzo, la prima radio libera italiana comincia ufficialmente le trasmissioni. Angelo e Rino Borra e Piero e Nino Cozzi, assieme ad altri amici (nella foto, scattata nello studio di via Locatelli, c’è Francesca Cozzi, Pino Beccaria, Claudio Cecchetto, Anna Mucci, Rino Borra, Nino Cozzi e Piero Cozzi, in arte P3) sono i primi a violare l’etere, fino ad allora monopolio della Rai. Una “violazione” che non passa inosservata per le strade e – soprattutto – nelle scuole di Milano: un fitto passaparola tra i giovani fa sì che, in pochissimi giorni, centinaia di apparecchi radiofonici passano dalle onde medie alla modulazione di frequenza (sino ad allora totalmente ignorata) per ascoltare Radio Milano International che può essere ascoltata nel raggio di 40 chilometri in linea d’aria. Continua a leggere…
La crescita verticale di radio e televisioni private da metà degli anni Settanta ha fatto sì che gli spazi pubblicitari siano aumentati a ritmo vertiginoso, anno dopo anno. Ogni mese in edicola, poi, compaiono nuovi periodici, specializzati e non, capaci di attrarre nuovi inserzionisti. Ed è in questa atmosfera che matura la decisione della Rai di mandare in pensione Carosello, la mitica striscia pubblicitaria che alle 20,30 entra nelle case di tutti gli italiani tutte le sere initerrottamente dal 1957, tranne una sospensione di tre giorni nel dicembre del 1969, in occasione della strage di piazza Fontana. L’ultimo Carosello viene trasmesso il primo gennaio 1976, con una Raffaella Carrà commossa (sembra veramente) che recita l’addio al programma brindando con un bicchiere di Stock 84 e ringraziando tutti quelli che vi hanno lavorato, pubblicitari, attori, registi. Da quel giorno la pubblicità in televisione non è più la stessa: arrivano gli spot che vengono disseminati durante tutto l’arco della giornata, con un linguaggio sicuramente più penetrante, ma molto più prepotente e, a volte, anche volgare. Continua a leggere…
Domenica 2 dicembre 1973, in seguito alla crisi petrolifera seguita alla guerra del Kippur dell’ottobre precedente, entra in vigore il divieto di circolare in automobile nei giorni festivi per risparmiare carburante. Il provvedimento, è varato dal governo Rumor assieme ad altri, il pacchetto Austerity, come la chiusura dei bar a mezzanotte e la buonanotte delle signorine buonasera della Rai anticipata alle 23. Nella prima domenica di austerità si risparmiano 50 milioni di litri di benzina. Alcuni mesi dopo viene permessa la circolazione una domenica alle targhe con cifra finale pari e quella successiva alle dispari. L’ingegno degli italiani diventa inesauribile anche in questa occasione: si affittano perfino le auto giuste a chi la domenica è appiedato. Continua a leggere…
