<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Retrovisore &#124; un sito di Luca Pollini &#187; Pink Floyd</title>
	<atom:link href="http://www.retrovisore.net/tag/pink-floyd/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.retrovisore.net</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 29 Jan 2012 14:21:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Piper Revolution</title>
		<link>http://www.retrovisore.net/costume/piper-revolution/</link>
		<comments>http://www.retrovisore.net/costume/piper-revolution/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 07:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Warhol]]></category>
		<category><![CDATA[Anni Sessanta]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Caselli]]></category>
		<category><![CDATA[Christian De Sica]]></category>
		<category><![CDATA[Formula 3]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Boncompagni]]></category>
		<category><![CDATA[i Camaleonti]]></category>
		<category><![CDATA[I Giganti]]></category>
		<category><![CDATA[Loredana Bertè]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Rotella]]></category>
		<category><![CDATA[Mita Medici]]></category>
		<category><![CDATA[Patty Pravo]]></category>
		<category><![CDATA[Pink Floyd]]></category>
		<category><![CDATA[Procol Harum]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaella Carrà]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Zero]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Arbore]]></category>
		<category><![CDATA[Rokes]]></category>
		<category><![CDATA[Shel Shapiro]]></category>
		<category><![CDATA[Sylvie Vartan]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrovisore.net/?p=991</guid>
		<description><![CDATA[A metà dagli anni Sessanta, nelle grandi città italiane, si registra la prima svolta sociale e culturale del mondo giovanile: i ragazzi si fanno crescere i capelli, non portano più la cravatta, indossano i blue jeans, si ribellano agli atteggiamenti autoritari sia dei genitori sia degli insegnanti e, non sono pochi, scappano di casa, chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/02/Piper-insegna.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-992" title="Piper insegna" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/02/Piper-insegna-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a>A metà dagli anni Sessanta, nelle grandi città italiane, si registra la prima svolta sociale e culturale del mondo giovanile: i ragazzi si fanno crescere i capelli, non portano più la cravatta, indossano i blue jeans, si ribellano agli atteggiamenti autoritari sia dei genitori sia degli insegnanti e, non sono pochi, scappano di casa, chi per seguire un proprio ideale chi, semplicemente, in cerca di avventure. In questo clima, a Roma, il 17 febbraio 1965, nasce il Piper Club, primo locale pensato e realizzato unicamente per i giovani grazie ad Alberico Crocetta, avvocato e imprenditore amico di Renzo Arbore, Giancarlo Bornigia, impresario. È un locale totalmente nuovo nella concezione dello spazio di sala da ballo: la pista centrale, illuminata da 350 luci, contiene oltre 100 persone (è la più grande d’Italia) ed è spezzata da pedane luminose; la scenografia è ideata dall&#8217;artista Claudio Cintoli, un’opera pop-art dal titolo <em>Il giardino di Ursula</em> composta da una sequenza di gigantografie – tra le quali due labbra sorridenti &#8211; e sculture realizzate con materiali di recupero; sui muri dietro al palco si alternano opere di Andy Wharol, Manzoni, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Robert Rauschenberg.<span id="more-991"></span><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/02/Piper-Concerto.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-993" title="Piper Concerto" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/02/Piper-Concerto-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a> Ma la vera rivoluzione è che il Piper è il primo locale che offre la musica beat e rock da vivo in un momento in cui si può ballare soltanto davanti al juke box, visto che nei locali da ballo si suona soltanto il liscio. E il successo è immediato: il piccolo palcoscenico di via Tagliamento diventa tappa obbligatoria per i gruppi del momento. Qui sono cresciute Patty Pravo, la Ragazza del Piper (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=wQ5EWtUZeqY">http://www.youtube.com/watch?v=wQ5EWtUZeqY</a>), e Caterina Caselli; i Giganti, i Camaleonti e gli inglesi Rokes, guidati da Shel Shapiro, e i Primitives di Mal hanno mosso in primi passi per la conquista del mercato discografico italiano. Ci sono poi i Ragazzi del Piper (cubisti ante litteram) tra i quali figurano Mita Medici, Mia Martini, Renato Zero, Loredana Bertè. In brevissimo tempo il Piper diventa sempre più un locale di tendenza: suonano gruppi del calibro dei Procol Harum, Who, Pink Floyd, Byrds e tra il pubblico si mischiano star come Sylvie Vartan, Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Raffaella Carrà, Alberto Bevilacqua, Franco Interlenghi e Antonella Lualdi, Mita Medici, Christian De Sica, Rudolph Nureyev. Ci si veste e si balla come si vuole, senza inibizioni e limiti. Il Piper diventa un fenomeno di costume, tutti ne parlano e tutti ci vogliono andare almeno una volta: fuori Via Tagliamento la fila si forma sin dalle otto di sera, nonostante il locale apra alle 22. Tutto fila più o meno liscio fino al 1967, quando la polizia proibisce l’apertura al pomeriggio del locale a causa delle lamentele dei genitori, i cui figli trascurano lo studio per il ballo. Poco dopo ci si mette anche la chiesa, che denuncia i pericoli dello “shake”, il ballo più in voga del momento, perché i movimenti sono provocanti, soprattutto se svolto nell’insidia della penombra del locale.Il periodo d’oro termina verso la fine del decennio, ma il Piper sopravvive al tempo e alle mode. Dal beat al pop, dal jazz al rock: sul palco salgono Lucio Battisti accompagnato dalla Formula Tre, David Bowie, i Genesis, Duke Ellington e i Nirvana, James Taylor Quartet e Mario Biondi. E ancora oggi (www.piper.it) continua a sviluppare il suo progetto artistico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.retrovisore.net/costume/piper-revolution/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>S&#039;è spento lo spinello</title>
		<link>http://www.retrovisore.net/cronaca/se-spento-lo-spinello/</link>
		<comments>http://www.retrovisore.net/cronaca/se-spento-lo-spinello/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 15:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Anni Settanta]]></category>
		<category><![CDATA[Pink Floyd]]></category>
		<category><![CDATA[Spinello]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Rosso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrovisore.net/?p=240</guid>
		<description><![CDATA[Certo il lutto non farà clamore come quello di Wright dei Pink Floyd, però, per chi come me si è formato nei Settanta, la notizia lo fa fermare a pensare. Stefano Rosso, cantautore romano, è morto ieri sera a sessant&#8217;anni. Stefano chi? Stefano Rosso, quello &#8220;dello spinello&#8221;. Stefano, garbato con la &#8220;erre&#8221; moscia, cantante e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2008/09/ansa_13914788_46230.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-983" title="ansa_13914788_46230" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2008/09/ansa_13914788_46230-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Certo il lutto non farà clamore come quello di Wright dei Pink Floyd, però, per chi come me si è formato nei Settanta, la notizia lo fa fermare a pensare. Stefano Rosso, cantautore romano, è morto ieri sera a sessant&#8217;anni. Stefano chi?<strong> Stefano Rosso</strong>, quello &#8220;dello spinello&#8221;. Stefano, garbato con la &#8220;erre&#8221; moscia, cantante e chitarrista, vero cognome Rossi, faceva parte della scuola dei cantautori romani. E negli anni ha mantenuto uno zoccolo duro di fan. Aveva debuttato nel 1969, in coppia col fratello nel duo Romolo e Remo, con la canzone <em>Io vagabondo, </em>ma balzò improvvisamente alla ribalta nel 1976 grazie a <em>La storia disonesta</em> dove cantava che a lui bastava «due amici una chitarra e lo spinello» e tutto il resto non gli importava niente. Forse, aveva ragione lui.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.retrovisore.net/cronaca/se-spento-lo-spinello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il buono dei Pink Floyd</title>
		<link>http://www.retrovisore.net/musica/il-buono-dei-pink-floyd/</link>
		<comments>http://www.retrovisore.net/musica/il-buono-dei-pink-floyd/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 11:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Anni Settanta]]></category>
		<category><![CDATA[Pink Floyd]]></category>
		<category><![CDATA[Pop]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrovisore.net/?p=228</guid>
		<description><![CDATA[Se n’è andato in punta dei piedi, in silenzio. Così come discretamente ha vissuto la sua vita da rock star. Richard Wright, morto di cancro a 63 anni, è stato sempre visto come “il lato buono dei Pink Floyd”, sarà stato per la sua faccia da bravo ragazzo, o per la sua compostezza nei concerti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2008/09/richard-wright.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-229" title="richard-wright" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2008/09/richard-wright.jpg" alt="" width="180" height="223" /></a>Se n’è andato in punta dei piedi, in silenzio. Così come discretamente ha vissuto la sua vita da rock star. <strong>Richard Wright</strong>, morto di cancro a 63 anni, è stato sempre visto come “il lato buono dei <strong>Pink Floyd</strong>”, sarà stato per la sua faccia da bravo ragazzo, o per la sua compostezza nei concerti seduto alle tastiere, anche nell’epoca della psichedelia più dura. <span id="more-228"></span>Assieme a Roger Waters, Nick Mason e Syd Barret ha fondato i Pink Floyd, gruppo che, almeno fino ad ora, aveva resistito stoicamente a morti (se non si considera quella di Syd Barrett) e separazioni (rischiate più volte dai litigi continui tra Gilmor e Waters) era una delle band più longeve della storia che proprio quest’anno ha festeggiato i 35 anni della pubblicazione di quello che per quasi tutti gli amanti del pop-rock è considerato l’album perfetto, <em>The Dark Side Of The Moon</em><span> l’ottavo dei Pink Floyd, uno dei più venduti nella storia, dove buona parte degli arrangiamenti si devono proprio a Wright. </span><em>The Dark Side…</em><span>, uscito nell’aprile del 1973, ha venduto oltre quarantamilioni di copie ed è rimasto per 724 settimane nella classifica <a title="Billboard" href="www.billboard.com" target="_blank"><span>Billboard</span></a> 200 dell’omonima rivista musicale americana. Forse nemmeno Wright e compagni avevano immaginare quale capolavoro avevano realizzato. Wright era ottimo tastierista, un originale compositore e, soprattutto, un geniale arrangiatore. È stata sua l’idea, infatti, di creare la base ritmica di </span><em>Money</em><span> con il tintinnio di monetine e i rumori dei registratori di cassa: per far sì che il suono si adattasse al ritmo in 7/4, Wright ha tagliato e reincollato il nastro più volte, usando un righello per assicurarsi che i battiti fossero giusti. Con questo disco i Pink Floyd danno l’addio all’illusione psichedelica, perseguita negli album precedenti come </span><em>Ummagumma</em><span>, </span><em>Atom Heart Mother </em><span>e </span><em>Meddle</em><span>, e virano decisamente verso il pop. Il seguito di The Dark Side è un altro capolavoro: </span><em>Wish You Where Here</em><span>, uscito nel 1975 e dedicato a compagno Syd Barret.<strong></strong></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.retrovisore.net/musica/il-buono-dei-pink-floyd/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

