È il 1980: l’Italia è in astinenza di musica dal vivo, una stagione iniziata verso la metà degli anni Settanta, fatta di contestazioni ai concerti, scontri, autoriduzioni. Gli artisti, anche quelli più “impegnati” politicamente, sono vittime di veri e propri “processi” politici da parte di gruppi che si definiscono “autonomi” che li accusano di essersi venduti allo spettacolo capitalista. Non c’è concerto dove gli autonomi non riescano a interrompere lo spettacolo: sfondano i cancelli, si scontrano con le forze dell’ordine e raggiungono il palco. Il clou si tocca proprio a Milano, all’Arena Civica, quando viene una molotov lanciata sul palco dove si sta esibendo Carlos Santana. Continua a leggere…
Il 12 dicembre 1969 un ordigno contenente sette chilogrammi di tritolo esplode alle 16,37, nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il bilancio delle vittime è di 16 morti e 87 feriti. Nei giorni successivi alla strage, solo a Milano, sono 84 le persone fermate tra anarchici, militanti di estrema sinistra e due appartenenti a formazioni di destra. Dal quel giorno l’Italia entra ufficialmente negli Anni di piombo, una fase storica che durerà per più di un decennio. Per la prima volta la gente muore non più per mano della mafia, di un rapinatore o della Polizia, ma per mano ‘ignota’. Il Sessantotto ha portato la gente in piazza, studenti e operai che manifestano per un ideale. Il ’69, ha portato le bombe.
Come nacquero i Movimenti giovanili in Italia/3
Scritto da: luca // Categoria: Costume, Cronaca, Musica, Politica
A fine aprile del 1966 il movimento Beat riesce ad affittare un terreno in via Ripamonti e nasce una tendopoli che il Corriere della Sera, in un articolo denuncia, battezza «Nuova Barbonia – abitata da – zazzeruti e anarcoidi senza famiglia». I barboni sono ragazzi scappati di casa, studenti, ex operai, pacifisti di tutto il mondo. Anche se non accade niente, gli articoli dei giornali sono una continua denuncia sugli scandali del campo; il Corriere pubblica un servizio col titolo «A Barbonia City c’è libertà di imparare tutti i peggior vizi: si diventa facilmente omosessuali e, ogni tanto, arriva la droga», Camilla Cederna, Umberto Eco e Giorgio Bocca sono le uniche “voci” a favore. Un giornalista de La Notte, infiltrato all’interno del campeggio travestito da hippie, scrive articoli tutti i giorni parlando di «ninfette tenere e spudorate» e «unioni sacrileghe». All’alba del 12 giugno la polizia, assistita dal Servizio immondizie domestiche del Comune di Milano, armata di lanciafiamme e manganelli fa irruzione nel campeggio e lo rade al suolo. Sulle ceneri del campeggio vengono sparsi quintali di disinfettante. Continua a leggere…
Quello di Bob Marley a San Siro non è stato un soltanto concerto. In quella serata si è scritta una pagina indelebile per oltre 100 mila persone (più o meno giovani) che hanno assistito allo show, tanto che è l’unico evento non sportivo citato nel sito ufficiale dello Stadio Meazza. È il 27 giugno nel 1980, un venerdì: la scaletta prevede che alle 18 si aprano i cancelli e, alle 19, cominci la sfilata dei supporter (il bluesman Roberto Cotti; Pino Daniele, reduce dal successo di Nero a Metà; gruppo funky Average White Band) poi toccherebbe a Marley, intorno alle 21. Continua a leggere…
Stavano compiendo una rivoluzione, stavano entrando nella storia… …ma non lo sapevano. Milanesi, nemmeno trentenni, appassionati di musica, quattro giovani passavano le serate, e le nottate, con le orecchie incollate alle radio ad ascoltare Radio Luxemburg e Radio Monte Carlo (la prima, quella che trasmetteva dal Principato di Monaco). Un giorno, siamo nei primi di marzo del 1975, decidono di rompere gli indugi: investono i loro risparmi, poco più di un milione di lire, e acquistano un trasmettitore militare usato, un mixer, e un giradischi. Trasferiscono il tutto in un appartamento sfitto al nono piano di via Locatelli (di proprietà dei genitori di due fratelli), insieme agli impianti stereo di casa e a tutti i loro dischi 45 e 33 giri. Un paio di giorni per mettere a punto gli impianti e poi, il 10 marzo, la prima radio libera italiana comincia ufficialmente le trasmissioni. Angelo e Rino Borra e Piero e Nino Cozzi, assieme ad altri amici (nella foto, scattata nello studio di via Locatelli, c’è Francesca Cozzi, Pino Beccaria, Claudio Cecchetto, Anna Mucci, Rino Borra, Nino Cozzi e Piero Cozzi, in arte P3) sono i primi a violare l’etere, fino ad allora monopolio della Rai. Una “violazione” che non passa inosservata per le strade e – soprattutto – nelle scuole di Milano: un fitto passaparola tra i giovani fa sì che, in pochissimi giorni, centinaia di apparecchi radiofonici passano dalle onde medie alla modulazione di frequenza (sino ad allora totalmente ignorata) per ascoltare Radio Milano International che può essere ascoltata nel raggio di 40 chilometri in linea d’aria. Continua a leggere…
