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	<title>Retrovisore &#124; un sito di Luca Pollini &#187; Loggia P2</title>
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		<title>Gli Ottanta in Triennale</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 18:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 30 marzo alle ore 18.30 alla Triennale di Milano sarà presentato Gli Ottanta - L’Italia tra evasione e illusione Durante la presentazione si potrà scoprire cosa è restato di quegli anni grazie ai dati emersi da Cosa è restato di quegli anni Ottanta, indagine socio-demoscopica condotta su scala nazionale da Arché, società di ricerche di mercato di Milano. Alla presentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/03/Invito_Ottanta_Triennale4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1048" title="Invito_Ottanta_Triennale" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/03/Invito_Ottanta_Triennale4-300x146.jpg" alt="" width="300" height="146" /></a></p>
<p><strong>Martedì 30 marzo </strong>alle ore <strong>18.30 <span style="font-weight: normal;">alla <strong>Triennale di Milano <span style="font-weight: normal;">sarà presentato</span></strong></span></strong></p>
<p><strong>Gli Ottanta - L’Italia tra evasione e illusione</strong></p>
<p>Durante la presentazione si potrà scoprire cosa è restato di quegli anni grazie ai dati emersi da <em>Cosa è restato di quegli anni Ottanta</em>, indagine socio-demoscopica condotta su scala nazionale da Arché, società di ricerche di mercato di Milano. Alla presentazione parteciperanno alcuni protagonisti del decennio a cominciare da <strong>Claudio Cecchetto</strong>, che ha scritto la prefazione al libro; la cantante del <strong>Gruppo Italiano Patrizia Di Malta</strong>; il sociologo <strong>Alberto Abruzzese</strong>; <strong>Sergio Scalpelli</strong>, all’epoca segretario della Casa della Cultura e dirigente del Pci; il designer <strong>Guido <span style="font-weight: normal;"><strong>Venturini</strong>, creatore di alcuni oggetti per Alessi.</span></strong></p>
<p><strong>L</strong><strong>’</strong><strong>INDAGINE <span style="font-weight: normal;">Dall’indagine (frutto di 1.000 interviste telefoniche su un campione nazionale di italiani, metà uomini e metà donne, di età compresa fra i 40 e i 70 anni – che in quel decennio avevano tra i 15 e i 45 anni) emerge che gli episodi rimasti più impressi sono la caduta del Muro e la vittoria dei mondiali di calcio in Spagna. Tutti ricordano il “dramma di Vermicino” (la morte del bambino Alfredo Rampi, caduto accidentalmente in un pozzo artesiano) e l’attentato a Papa Wojtila; meno “indimenticabili”, invece, l’arresto di Enzo Tortora e lo scandalo della Loggia P2. E quasi nessuno cita la strage dell’Heysel, (quando i tifosi della Juventus vennero aggrediti da quelli del Liverpool in occasione della finale di coppa dei Campioni del 1985). Ed ecco i personaggi simbolo degli Ottanta: davanti a tutti Papa Wojtila e il presidente della Repubblica Sandro Pertini, seguiti dai politici italiani Craxi, De Mita e Cossiga. Poi, i “divi” dello spettacolo (Claudio Cecchetto, protagonista su più fronti, dalla Tv alla Radio alla musica; la “banda” di Renzo Arbore di <em>Quelli della notte</em>; il “terrunciello” Diego Abatantuono) e quelli sportivi come Alberto Tomba e Paolo Rossi.</span></strong></p>
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</span></div>
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		<title>La forca sul ponte di Londra</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 07:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 18 giugno 1982 a Londra, sotto il Blackfriars bridge, viene trovato impiccato il banchiere italiano Roberto Calvi, iscritto alla P2. Nel 1975 Roberto Calvi era diventato presidente del Banco Ambrosiano attraverso la creazione di una rete di “scatole vuote”: filiali off shore alle Bahamas, holding in Lussemburgo, società fantasma in America Latina, conti segreti [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-656" title="fotointro" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2009/06/fotointro-150x150.gif" alt="fotointro" width="150" height="150" />Il 18 giugno 1982 a Londra, sotto il Blackfriars bridge, viene trovato impiccato il banchiere italiano Roberto Calvi, iscritto alla P2. Nel 1975 Roberto Calvi era diventato presidente del Banco Ambrosiano attraverso la creazione di una rete di “scatole vuote”: filiali off shore alle Bahamas, holding in Lussemburgo, società fantasma in America Latina, conti segreti in Svizzera. D’intesa con lo Ior <span> </span>(l’Istituto Opere Religiose del Vaticano) guidato da monsignor Paul Marcinkus, crea un impero finanziario che, tra le altre cose, si occupa di riciclaggio di denaro sporco, traffico d’armi e finanziamenti illeciti ai partiti. <span id="more-654"></span><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-657" title="a1982e" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2009/06/a1982e-150x150.jpg" alt="a1982e" width="150" height="150" />Nel 1977, però, qualcosa comincia ad andare storto. Nel mese di novembre Michele Sindona tappezza Milano di manifesti che denunciano presunte irregolarità del Banco Ambrosiano. Sindona si vendica così Calvi, che si era rifiutato di tappare i buchi delle sue banche. Il giudice Emilio Alessandrini (in seguito ucciso dai terroristi rossi di Prima linea) coordina ispezioni che in effetti portano alla luce gravi e diffuse irregolarità del Banco Ambrosiano. Ma scatta la controffensiva: il governatore della Banca d&#8217;Italia Paolo Baffi e il capo della vigilanza Mario Sarcinelli, che avevano ordinato le ispezioni all’Ambrosiano, sono accusati dal magistrato Antonio Alibrandi di alcune irregolarità e posti agli arresti (domiciliari per Baffi). Saranno assolti nel 1983. <!--more-->La crisi definitiva dell&#8217;Ambrosiano arriva nel 1981 con l’esplosione dello scandalo P2. Svanita la protezione, Calvi  è arrestato per reati valutari e in seguito condannato. Una volta in libertà provvisoria (e dopo un tentativo di suicidio in carcere), Calvi entra in contatto col finanziere Flavio Carboni, legato alla Banda della Magliana. Calvi fugge a Londra dove qualche giorno dopo viene trovato cadavere. La magistratura inglese inizialmente archivia la morte di Calvi come suicidio, ma sei mesi dopo l&#8217;Alta Corte annulla la sentenza per vizi formali e sostanziali. Nel 1988 inizia in Italia una causa civile che stabilisce che Roberto Calvi è stato ucciso. Si cercano ancora gli esecutori e i mandanti. </p>
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		<title>La notte del principe nero</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 11:25:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2008/12/borghese.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-494" title="borghese1" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2008/12/borghese-198x300.jpg" alt="" /></a>Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre del 1970, tutto è pronto. A Roma, un gran numero di uomini è stato raccolto da <strong>Junio Valerio Borghese</strong></span><span>, ex Ufficiale di Marina a capo della X Mas durante la guerra mondiale, in stretta collaborazione con le organizzazioni di destra <strong>Avanguardia nazionale</strong></span><span> e <strong>Ordine nuovo</strong></span><span>. Borghese, assieme ad alti funzionari dei ministeri e delle forze armate, ha predisposto un piano che prevede l’occupazione dei ministeri degli Interni e della Difesa, la sede della Rai e delle telecomunicazioni, l’arresto dei segretari dei partiti e di altri esponenti parlamentari. Al termine, sarà lo stesso Borghese a leggere in tv un proclama e, successivamente, dopo l’intervento delle Forze armate, si insedierà la <em>Giunta nazionale</em></span><span>, già attiva e organizzata in clandestinità dai primi di luglio. I militanti di Avanguardia nazionale, comandati da <strong>Stefanio Delle Chiaie</strong></span><span>, entrano al ministero degli Interni; <strong>Sandro Saccucci</strong></span><span> assieme a un gruppo di paracadutisti è pronto ad arrestare i politici. <span id="more-491"></span>Al <strong>generale</strong></span><span> <strong>Casero</strong></span><span> e al <strong>colonnello Lo Vecchio</strong></span><span> il compito di occupare il ministero della Difesa. Un altro militare, il <strong>maggiore Berti</strong></span><span>, tra l’altro già condannato per apologia di collaborazionismo, si piazza davanti al portone della Rai in via Teulada assieme a una colonna di allievi della Guardia Forestale. Ormai sembra fatta. Invece, pochi minuti prima dell’ora X arriva il contrordine di <strong>Borghese</strong></span><span> e l’azione viene improvvisamente interrotta. Le ragioni sono ignote, lo stesso <strong>Borghese</strong></span><span> non ha mai voluto spiegarne i motivi. Tuttavia le supposizioni non mancano. Si dice che all’ultimo momentto sarebbero venute a meno la disponibilità dell’Arma dei Carabinieri e l’assicurazione dell’appoggio degli Stati Uniti; un’altra ipotesi parla di mancanza di appoggi dai politici ‘amici’ e che quindi il tentativo di colpo di Stato fu abbandonato perché, intanto, sarebbero arrivate ‘coperture’ politiche e finanziarie che poi, puntualmente, scattarono. Ma c’è anche un’altra tesi, secondo cui l’ordine di lasciare perdere arrivò da <strong>Licio Gelli</strong></span><span>, massone a capo della <strong>Loggia P2</strong></span><span>: si dice che il tentativo di Golpe fosse stato utilizzato da Gelli come una sorta di arma di ricatto verso la calsse politica del Paese.</span></p>
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		<title>In Tv sbarcano i cattivi</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 18:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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<p class="MsoNormal"><span><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2008/11/dallas_lhagman2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-391" title="dallas_lhagman2" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2008/11/dallas_lhagman2.jpg" alt="" width="125" height="150" /></a>È il 1981. Scoppia lo scandalo P2 (soldi), vengono trasmesse le nozze di Carlo e Diana (sesso) in diretta, così come in diretta (per 18 ore con punte di 28 milioni di telespettatori) viene raccontata la fine di Alfredino Rampi, un bambino che perde la vita cadendo in un pozzo artesiano (sangue). Per strada e nella società dilaga lo “yuppismo”. E viene trasmessa la prima puntata di <em><a href="http://www.dallasforever.com" target="_blank">Dallas</a></em>. Alzi la mano chi non ha visto almeno una volta in tv il viso di Larry Hagman, l’attore che interpretava J.R, col faccione da tipico texano, tutto donne, petrolio e dollari. <em>Dallas</em> – telefilm prodotto negli Usa nel 1978 e sbarcato in Italia qualche anno dopo, ha avuto il merito di far svoltare pagina alla Tv di casa nostra. <span id="more-388"></span>Ha sdoganato il politicamente scorretto, ha fatto sì che il “cattivo” diventasse simpatico. E a <em>Dallas</em> di “cattivi” non c’era che l’imbarazzo della scelta. Tutti hanno cornificato tutti, tutti hanno rubato soldi a tutti, tutti hanno imbrogliato tutti. Il successo è stato enorme. E il motivo è semplice: <em>Dallas</em> ha messo in scena la vita di tutti i giorni, fatta di sesso, soldi, sangue. Il trittico che fa vendere i giornali da sempre, negli anni Ottanta ha sbancato la tv: la P2 (soldi), il matrimonio (Carlo e Diana) e la morte di Alfredino (sangue), hanno aperto la strada ai telefilm americani come <em>Dallas</em> o <em>Dynasty</em>, dove tutti sono cattivi, ossessionati dai soldi, dal sesso, dal potere. In Italia <em>Dallas</em> è stato un vero e proprio fenomeno di costume, tanto che nel 1991, dopo 10 anni di trasmissioni, Retequattro gli ha dedicato un giorno intero, la <em>Dallas Story</em>,24 ore di trasmissione ininterrotta. E non pochi bambini nati in quegli anni si chiamano Sue Ellen, Bobby, Pamela e, in casi limite, anche J.R.</span></p>
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