Come nacquero i Movimenti giovanili in Italia/3

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca, Musica, Politica

mondo_beat_rivoluzione_sessuale,roccia,carminatiA fine aprile del 1966 il movimento Beat riesce ad affittare un terreno in via Ripamonti e nasce una tendopoli che il Corriere della Sera, in un articolo denuncia, battezza «Nuova Barbonia – abitata da – zazzeruti e anarcoidi senza famiglia». I barboni sono ragazzi scappati di casa, studenti, ex operai, pacifisti di tutto il mondo. Anche se non accade niente, gli articoli dei giornali sono una continua denuncia sugli scandali del campo; il Corriere pubblica un servizio col titolo «A Barbonia City c’è libertà di imparare tutti i peggior vizi: si diventa facilmente omosessuali e, ogni tanto, arriva la droga», Camilla Cederna, Umberto Eco e Giorgio Bocca sono le uniche “voci” a favore. Un giornalista de La Notte, infiltrato all’interno del campeggio travestito da hippie, scrive articoli tutti i giorni parlando di «ninfette tenere e spudorate» e «unioni sacrileghe». All’alba del 12 giugno la polizia, assistita dal Servizio immondizie domestiche del Comune di Milano, armata di lanciafiamme e manganelli fa irruzione nel campeggio e lo rade al suolo. Sulle ceneri del campeggio vengono sparsi quintali di disinfettante. Continua a leggere…

Come nacquero i Movimenti giovanili in Italia/1

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Politica

isac_20eyesIn Italia, all’inizio degli anni Sessanta i juke-box sono quindicimila; la radio dedica ai giovani un programma specifico dal titolo originale… La musica dei giovani; tv e giornali fanno serie inchieste che hanno per unico tema il mondo dei ragazzi. È nelle grandi città che si registra la prima vera svolta sociale e culturale del mondo giovanile: i ragazzi scappano di casa; si ribellano agli atteggiamenti autoritari di scuole e famiglie; si fanno crescere i capelli; indossano i blue-jeans.

Il regno incontrastato dei capelloni e del beat è il Piper Club di Roma in via Tagliamento, un locale totalmente nuovo nella concezione dello spazio di sala da ballo, con una grande pista centrale dalla quale si ergono pedane luminose e, su un lato, un palcoscenico. Il Piper viene inaugurato il 17 febbraio del 1965: è in assoluto il primo locale italiano ad offre musica beat dal vivo, happening e performance: mitica quella di Mario Schifano con le Stelle di Schifano (uno scimmiottamento di Andy Warhol e dei Velvet Underground), lo spettacolo comincia alle 22 e termina alle 5 del mattino! Sul palco del Piper nascono i cantanti beat italiani (Patty Pravo, Caterina Caselli, Rokes, Giganti) e ci passano gruppi del calibro dei Procol Harum e dei Pink Floyd. Tutto fila liscio fino al 1967, quando la polizia proibisce l’apertura pomeridiana del locale a causa delle lamentele dei genitori i cui figli trascurano lo studio per il ballo e la Chiesa, per non essere da meno, denuncia i pericoli dello “shake”, il ballo più in voga del momento: i movimenti sono provocanti e la penombra delle discoteche insidiose. Continua a leggere…

GUEST

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca, Politica

Pino Casamassima, uno che di terrorismo se ne intende, dice la sua sullo scontro tra Adriano Sofri e Mario Calabresi, figlio del commissario assassinato nel ‘72 da un commando di militanti di Lotta Continua

Non sono io il terrorista. Parola di Adriano Sofri

 di Pino Casamassima

«Donnez-nous vos bombardiers et nous vous donnons nos couffins» (Dateci i vostri bombardieri e noi vi daremo i nostri cestini): così risponde Ben M’Hidi, uno dei leader del Fronte di liberazione algerino, al generale francese Jacques Massu, che dopo averlo fatto prigioniero gli urla di vergognarsi di essere un terrorista capace di mandare le donne con i cestini imbottiti di esplosivo fra la gente nei mercati. Un episodio della sanguinosa guerra di liberazione algerina contro i colonialisti francesi, che dimostra quanto sia antica e irrisolta la questione attorno alla definizione di “terrorismo”: “Azione e metodo di lotta politica (per difendere o più spesso per sovvertire o destabilizzare una  struttura di potere) – riporta la Treccani – che, per imporsi, fa uso di atti di estrema violenza, come attentati e sabotaggi, […] allo scopo di suscitare il panico e la reazione emotiva della popolazione […]”. Ma cotanta autorevolezza non basta per chiudere una discussione storicamente lunga. Continua a leggere…