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	<title>Retrovisore &#124; un sito di Luca Pollini &#187; Arena Civica</title>
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		<title>Si torna a suonare grazie ai Police</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 16:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È il 1980: l’Italia è in astinenza di musica dal vivo, una stagione iniziata verso la metà degli anni Settanta, fatta di contestazioni ai concerti, scontri, autoriduzioni. Gli artisti, anche quelli più “impegnati” politicamente, sono vittime di veri e propri “processi” politici da parte di gruppi che si definiscono “autonomi” che li accusano di essersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/04/91-Police-Ticket.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1062" title="91 Police Ticket" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2010/04/91-Police-Ticket-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>È il 1980: l’Italia è in astinenza di musica dal vivo, una stagione iniziata verso la metà degli anni Settanta, fatta di contestazioni ai concerti, scontri, autoriduzioni. Gli artisti, anche quelli più “impegnati” politicamente, sono vittime di veri e propri “processi” politici da parte di gruppi che si definiscono “autonomi” che li accusano di essersi venduti allo spettacolo capitalista. Non c’è concerto dove gli autonomi non riescano a interrompere lo spettacolo: sfondano i cancelli, si scontrano con le forze dell’ordine e raggiungono il palco. Il clou si tocca proprio a Milano, all’Arena Civica, quando viene una molotov lanciata sul palco dove si sta esibendo Carlos Santana. <span id="more-1061"></span>Nei primi mesi del 1980 Punto Rosso, un’organizzazione di spettacoli vicino alla “sinistra”, decide di rischiare ugualmente e allestisce un’unica data italiana per un gruppo inglese pseudo-punk, i Police, che stanno girando l’Europa per promuovere il loro secondo album dal titolo abbastanza originale: <em>Reggatta del Blanc</em>. I Police suonano così per la prima volta in Italia il 2 aprile 1980, al Palalido di Milano gremito fino all’inverosimile: i biglietti, 5.500 (venduti a 3.000 lire), sono esauriti, così gli organizzatori – per evitare incidenti – preferiscono aprire i cancelli a tutti. Risultato, nel palazzetto di piazza Stuparich riescono a entrare – non si sa come – oltre 9 mila persone. Aprono la serata i Cramps, gruppo punk che sul finale distruggono mezzo palco, poi tocca ai tre finto-biondi, che – dopo un saluto frettoloso – attaccano <em>Walking On The Moon</em> incantando subito la platea che si accorge che quel tipo di musica non si era mai sentita. È una sorta di new wave ricca di spunti, di suggestioni e contaminazioni. Sting e soci, infatti, riescono ad assemblare, con soluzioni spesso geniali, i più disparati generi musicali, dal progressive al garage, dal rock&#8217;n'roll al soul, dalla psichedelia al rhythm and blues, dall&#8217;hard al funky, al reggae, al jazz. I brani dei due album scorrono via veloci, in un concerto vivace e partecipato, festoso e – per la prima volta dopo dieci anni &#8211; senza incidenti. Dopo questo concerto in Italia si torna a suonare dal vivo. La conferma si ha pochi mesi dopo, il 27 giugno, quando Bob Marley si esibisce allo stadio di San Siro davanti a 80mila persone.</p>
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		<title>Un cavallo pazzo nell&#039;Arena di Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 07:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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<p class="MsoNormal"><img class="alignleft size-full wp-image-673" title="fiascona" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2009/06/fiascona.jpg" alt="fiascona" width="342" height="487" />Non è un italiano purosangue (è nato in Sudafrica a Città del Capo) e nemmeno un corridore puro (ha comiciato la carriera giocando a rugby): eppure Marcello Fiasconaro è stato soprannominato Cavallo Pazzo, per il suo modo di correre istintivo, con poca tecnica e tanto cuore. Nato in Sudafrica da genitori italiani, a vent’anni si trasferisce in Italia. Appena arrivato a Roma scopre che il rugby in Italia non è uno popolare quanto a Città del Capo e, tanto per praticare uno sport, la scelta cade sull’atletica. Pochi mesi di allenamenti e diventa primatista italiano sui 400 m e 800 m. Un anno dopo, nel 1972, stabilisce il primato mondiale indoor dei 400 con 46”1. Poi, fallisce la sua grande occasione: un infortunio al tendine di Achille gli impedisce di partecipare alle Olimpiadi di Monaco. Passato agli 800 m, il 27 giugno del 1973 batte il record mondiale sulla pista dell’Arena di Milano, correndo contro i più forti specialisti e disputando una gara memorabile, in testa dal primo all’ultimo metro, su una delle piste più penalizzanti del mondo. Nonostante la sua carriera sia sempre stata ostacolata da infortuni, March (come lo chiamano i compagni di nazionale) conquista 5 titoli italiani e batte 8 record nazionali. Dopo un ennesimo infortunio decide di appendere la scarpette al chiodo. Rientra in Sudafrica e torna al primo amore, il rugby. Il tempo di 1’43”7, di quella magica notte milanese, è ancora oggi record italiano da battere, il più duraturo della nostra atletica leggera<strong>. </strong></p>
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		<title>San Siro ai piedi del re del reggae</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 14:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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<p class="MsoNormal"><span><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-645" title="image12" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2009/05/image12-150x150.jpg" alt="image12" width="150" height="150" />Quello di Bob Marley a San Siro non è stato un soltanto concerto. In quella serata si è scritta una pagina indelebile per oltre 100 mila persone (più o meno giovani) che hanno assistito allo show, tanto che è l’unico evento non sportivo citato nel sito ufficiale dello Stadio Meazza. È il 27 giugno nel 1980, un venerdì: la scaletta prevede che alle 18 si aprano i cancelli e, alle 19,<span> </span>cominci la sfilata dei supporter (il bluesman Roberto Cotti; Pino Daniele, reduce dal successo di Nero a Metà; gruppo funky Average White Band) poi toccherebbe a Marley, intorno alle 21. <span id="more-644"></span>Ma alle 15 Franco Mamone, che ha organizzato il concerto, s’accorge che la calca intorno ai cancelli dallo stadio – che per la prima volta apre a eventi non sportivi &#8211; ha raggiunto i livelli di guardia e dà l’ordine di aprire e alle 16 il prato è già pieno. L’Italia viene da anni di digiuno di musica dal vivo, una stagione iniziata verso la metà degli anni Settanta, fatta di contestazioni ai concerti, scontri, autoriduzioni: il clou si tocca proprio a Milano, all’Arena Civica, quando viene una molotov lanciata sul palco dove si sta esibendo Carlos Santana. Quella sera a San Siro (che, va ricordato, è ancora sprovvisto del terzo anello e dei seggiolini) non accade nulla: 100mila persone hanno ballato e cantato assieme al re del Reggae accompagnato dai fidi Wailers e dalla moglie Rita. Marley, con il fisico già minato dal terribile male che lo ucciderà in meno di un anno, non si risparmia: canta per oltre due ore trascinando la folla con sé, forse sapendo che quello era uno dei suoi ultimi show. Un concerto diventato leggenda. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-646" title="72-ticket" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2009/05/72-ticket-150x150.jpg" alt="72-ticket" width="150" height="150" /><br />
</span></p>
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