Si torna a suonare grazie ai Police

Scritto da: luca  //  Categoria: Musica, Spettacoli

È il 1980: l’Italia è in astinenza di musica dal vivo, una stagione iniziata verso la metà degli anni Settanta, fatta di contestazioni ai concerti, scontri, autoriduzioni. Gli artisti, anche quelli più “impegnati” politicamente, sono vittime di veri e propri “processi” politici da parte di gruppi che si definiscono “autonomi” che li accusano di essersi venduti allo spettacolo capitalista. Non c’è concerto dove gli autonomi non riescano a interrompere lo spettacolo: sfondano i cancelli, si scontrano con le forze dell’ordine e raggiungono il palco. Il clou si tocca proprio a Milano, all’Arena Civica, quando viene una molotov lanciata sul palco dove si sta esibendo Carlos Santana. Continua a leggere…

Un cavallo pazzo nell'Arena di Milano

Scritto da: luca  //  Categoria: Sport

fiasconaNon è un italiano purosangue (è nato in Sudafrica a Città del Capo) e nemmeno un corridore puro (ha comiciato la carriera giocando a rugby): eppure Marcello Fiasconaro è stato soprannominato Cavallo Pazzo, per il suo modo di correre istintivo, con poca tecnica e tanto cuore. Nato in Sudafrica da genitori italiani, a vent’anni si trasferisce in Italia. Appena arrivato a Roma scopre che il rugby in Italia non è uno popolare quanto a Città del Capo e, tanto per praticare uno sport, la scelta cade sull’atletica. Pochi mesi di allenamenti e diventa primatista italiano sui 400 m e 800 m. Un anno dopo, nel 1972, stabilisce il primato mondiale indoor dei 400 con 46”1. Poi, fallisce la sua grande occasione: un infortunio al tendine di Achille gli impedisce di partecipare alle Olimpiadi di Monaco. Passato agli 800 m, il 27 giugno del 1973 batte il record mondiale sulla pista dell’Arena di Milano, correndo contro i più forti specialisti e disputando una gara memorabile, in testa dal primo all’ultimo metro, su una delle piste più penalizzanti del mondo. Nonostante la sua carriera sia sempre stata ostacolata da infortuni, March (come lo chiamano i compagni di nazionale) conquista 5 titoli italiani e batte 8 record nazionali. Dopo un ennesimo infortunio decide di appendere la scarpette al chiodo. Rientra in Sudafrica e torna al primo amore, il rugby. Il tempo di 1’43”7, di quella magica notte milanese, è ancora oggi record italiano da battere, il più duraturo della nostra atletica leggera

San Siro ai piedi del re del reggae

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca, Musica

image12Quello di Bob Marley a San Siro non è stato un soltanto concerto. In quella serata si è scritta una pagina indelebile per oltre 100 mila persone (più o meno giovani) che hanno assistito allo show, tanto che è l’unico evento non sportivo citato nel sito ufficiale dello Stadio Meazza. È il 27 giugno nel 1980, un venerdì: la scaletta prevede che alle 18 si aprano i cancelli e, alle 19, cominci la sfilata dei supporter (il bluesman Roberto Cotti; Pino Daniele, reduce dal successo di Nero a Metà; gruppo funky Average White Band) poi toccherebbe a Marley, intorno alle 21. Continua a leggere…