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	<title>Retrovisore &#124; un sito di Luca Pollini &#187; Antonio Ricci</title>
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		<title>Per satira&#8230; ma anche per satiri</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 17:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-weight: normal;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-783" title="drive_in" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2009/09/drive_in-150x150.jpg" alt="drive_in" width="150" height="150" />Pier Paolo Pasolini nel 1972, intervistato da Dacia Maraini per L’Espresso, sosteneva che «In tv la donna è considerata a tutti gli effetti un essere inferiore: viene delegata a incarichi di importanza minima, come per esempio informare del programmi della giornata; ed è costretta a farlo in un modo mostruoso, cioè con femminilità. Ne risulta una specie di puttana che lancia al pubblico sorrisi di imbarazzante complicità e fa laidi occhietti. Oppure viene adoperata ancillarmente come “valletta” (del “maschio”). E non è nemmeno concepibile che a lei si affidi la lettura delle gravi e importanti notizie del giornale radio».<span id="more-782"></span> Passano dieci anni dove, in effetti, il ruolo femminile in tv non va oltre i ruoli dell’annunciatrice, promossa poi a “signorina buonasera”, e valletta, soprattutto ai telequiz condotti da Mike Bongiorno e al Festival di Sanremo. Finché, nel 1983, Antonio Ricci non s’inventa, per la trasmissione <em>Drive In</em>, le “ragazze fast food”, le “madri” di tutte le “veline” di oggi. Fanno per lo più da contorno ai conduttori, accennano a qualche passo di danza ma sono lì, soprattutto, per farsi vedere. Sono alte almeno 1,75, hanno la terza di reggiseno come minimo, gambe lunghe e sono vestite con una sorta di tutù coi colori della bandiera americana, costumi che coprono più di un bikini. Non sono volgari, per niente, anzi: Beppe Recchia, il regista della trasmissione, dice a loro che devono essere «come un piatto di pasta».  Nessuno si è lamentato perché l’ironia è chiara e lampante: tutti colgono l’aspetto fumettistico del personaggio e nessuna femminista o organizzazione cattolica protesta. Sono maliziose ma spiritose, sexy ma ironiche.</span></strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-784" title="colpo_grosso5" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2009/09/colpo_grosso51-150x150.jpg" alt="colpo_grosso5" width="150" height="150" />Come detto, le “ragazze fast food” hanno generato. Le prime sono state le “ragazze coccodè” volute da Renzo Arbore a Indietro tutta, trasmissione, in onda nel 1987, che prendeva in giro tutta la tv degli anni Ottanta: c’era la parodia della <em>Ruotona della fortunona</em>, il bambino pestifero, lo sponsor <em>Cacao Meravigliao</em> e non potevano mancare le ragazze un po’ spogliate, anche loro “ragazze della porta accanto”, un po’ meno procaci della “fast food”. È stata poi la volta delle Ragazze Cin Cin di Colpo Grosso (1987, queste, però si spogliano davvero); le Veline di Striscia la notizia (1988); le Letterine di Passaparola (1999); le Letteronze di Mai dire Gol (2001); le Professorine de L’eredità (2002); le Schedine di Quelli che il calcio (2004); le Paperette di Paperissima (2007). Certo, con l’andare degli anni questo “ruolo” si è evoluto: ora sono molto più preparate e meno “ragazze della porta accanto”, tanto che alcune di loro hanno anche fatto carriera politica.</p>
<p>Recentemente, sul <em>Financial Times</em>, Adrian Michels – dopo aver fatto zapping sui nostri canali tv -  ha scritto che siamo un popolo ossessionato dal corpo femminile, spesso smutandato in qualsiasi genere di format televisivo.</p>
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		<title>Ridateci lo Scrondo</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 11:28:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--><span><a href="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2008/09/l_65ff9d62c3e5458ee4f455fc130c2753.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-289" title="l_65ff9d62c3e5458ee4f455fc130c2753" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2008/09/l_65ff9d62c3e5458ee4f455fc130c2753-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Verde, basso, capelli biondastri sempre spettinati, con la coda e le orecchie a punta. Forse anche un po’ sporco. Un mostro? No, è lo Scrondo, il primo personaggio che è riuscito a sfondare il muro del perbenismo televisivo. Nato a metà degli anni Ottanta dalle menti di <strong>Stefano</strong> <strong>Disegni e Massimo Caviglia</strong> come protagonista di un fotoromanzo per la rivista <em>TuttiFrutti</em></span><span>, Scrondo debutta in televisione vent’anni fa, nell’autunno del 1988 su Italia 1 in <em>Matrioska</em>, come co-conduttore a fianco di una splendida Moana Pozzi, trasmissione chiusa dopo una puntata dall’editore Silvio Berlusconi per i suoi contenuti giudicati volgari e, solo dopo la minaccia di dimissioni da parte dell’autore Antonio Ricci, ripresa poco dopo con il titolo di <em>Araba Fenice</em>. Un mostro e una pornostar, un’accoppiata perfetta, fortemente voluta da Ricci ma che fece venire i brividi sin da subito a Silvio Berlusconi. <span id="more-287"></span>Passa poco più di un mese e Berlusconi riesce a chiudere quella follia televisiva che giudica «politicamente scorretta» con la banale scusa degli “indici di ascolto” (allora si chiamavano ancora così) troppo bassi, o comunque non in linea con le aspettativa della rete. Scrondo era ingestibile, anarchico, se la prendeva con tutto e tutti. Ruttava e scoreggiava continuamente, ha vomitato sui monitor televisivi quando trasmettevano immagini di Pippo Baudo, Giulio Andreotti e Raffaella Carrà; strangolato il corvo Rockfeller, inchiappettato l’Ape Maia. Semplicemente geniale. Tanto geniale che Berlusconi ha chiuso la trasmissione perché non ne poteva più di quelle «volgarità gratuite». Scrondo è stato senz’altro il personaggio tv più brutto di tutti i tempi, ma forse tra i più rimpianti, per la sua schiettezza, comicità e capacità di anticipare le tendenze. Oggi, secondo me, la Tv avrebbe ancora bisogno dello Scrondo. </span><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/EE7jQ7fikb8&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/EE7jQ7fikb8&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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