Scritto da: luca // Categoria:
Costume,
Cronaca,
Musica,
Politica,
Spettacoli
«…tenteremo, assistiti dal Verbo che ci ispira dal cielo, di giovare alla lingua della gente illetterata…» queste parole sono tratte dalla prima canzone italiana. Risale al Trecento, s’intitola De vulgari eloquentia e l’ha scritta Dante Alighieri. A chiamarla “canzone”, infatti, è lo stesso Dante, che definisce il suo scritto «Un’opera compiuta di chi propone parole in armonia tra loro in vista di una modulazione musicale». Da allora la canzone diventa il genere musicale più caratteristico del nostro Paese attraverso il quale è possibile ripercorrere tutta la storia degli ultimi centocinquanta anni: le guerre e la dittatura, la ricostruzione e il boom economico, le lotte politiche e quelle giovanili, gli anni di Piombo e quelli dell’evasione. Una sorta di specchio che riflette i cambiamenti del costume e della nostra società. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Costume
Il segreto della sua longevità? Forse l’essere stata democratica, sempre e comunque, sin dalla sua nascita, nel 1911. Una mattina di quell’anno, il dottor Oscar Troplowitz (proprietario della Beiersdorf), Paul Gerson dermatologo, e Isaac Lifschutz, chimico, mettono a punto la formula di quella che doveva diventare, ed è diventata, la crema per tutti, la Nivea, chiamata così perché bianca come la neve (dall’aggettivo latino niveus/nivea/niveum), diventata famosa al pubblico anche grazie all’inconfondibile confezione rotonda di alluminio blu. La Nivea con sua confezione lineare e rigorosa, quasi minimalista, disegnata all’epoca per distinguersi ai decori e agli ornamenti dell’Art Nouveau, è passata indenne tra guerre mondiali, cambiamenti sociali e culturali e- nonostante abbia cent¹anni -sprigiona ancora il suo fascino elegante, da gusto rétro. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Costume
Li chiamano immortali, sono prodotti di uso quotidiano rimasti uguali nel tempo. Gli anni passano, le mode cambiano ma nulla e niente sembra intaccare il loro fascino. Il merito è da ricercare in più ambiti, e non è soltanto merito del design, della genialità dell’invenzione o della funzionalità dell’oggetto; ma possono anche aver cambiato il modo di vivere o ricordare qualcosa del nostro passato. La penna Bic, ad esempio, ci ha fatto scrivere alle elementari e, ancora oggi, la portiamo nel taschino o in borsetta. Oppure il segreto della longevità sta nelle ricette particolarmente indovinate: la Nutella non ha eguali, il suo sapore è unico e per questo viene spalmata sul pane da intere generazioni; così come la Coca Cola, stesso marchio e stessa bottiglietta di vetro dalle curve sinuose dal giorno della sua nascita, negli anni Venti, che è riuscita a dissetare popolazioni in cinque continenti, sopravvivendo a concorrenze spietate e persino a boicottaggi politici. Il merito può anche essere di comunicazioni geniali, come lo slogan “Il passatempo più sano ed economico” che sopravvive, assieme alla Settimana Enigmistica, sempre uguale a sé stessa, dal 23 gennaio del 1932, fregandosene allegramente di nuovi passatempi come videogiochi e multimedialità. I sociologi concordano nel sostenere che queste merci che hanno compiuto il miracolo della durata, fondano la quotidianità dell’individuo: il loro successo deriva semplicemente dall’insieme di unicità e qualità che, una volta sommate, producono la capacità di resistenza. Sono pochi gli oggetti che possono vantare percorsi luminosi e durevoli, che assumono il peso e l’onore di essere simbolo, cultura e persino emozione condivisa da persone, generazioni e Paesi distanti nella geografia e nel tempo. Con oggi pubblicherò, di volta in volta, una breve rassegna di questi oggetti “immortali”. E la prima non poteva essere che lei, la Coca Cola!
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Scritto da: luca // Categoria:
Cinema,
Spettacoli
A Berlino, il 10 gennaio del 1927, viene proiettato per la prima volta Metropolis, capolavoro del regista austriaco Fritz Lang. Il film, muto, è considerato uno dei capisaldi dell’espressionismo cinematografico e ed universalmente riconosciuto come modello di gran parte del cinema di fantascienza moderno. Ha ispirato pellicole come Blade Runner e Brazil. La lavorazione del film durò diciannove mesi, e vennero prodotti oltre 600 mila metri di pellicola e vennero impiegate 36 mila comparse.l film è costruito come un’opera lirica divisa in tre parti: il “Prologo”, che dura per l’intera prima metà del film, seguito da un breve “Intermezzo”, e si conclude con “Furioso” che contiene le scene finali. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Costume
Finalmente qualcuno si è accorto di loro. E, come si fa con le cose importanti, vengono celebrati in una mostra. Stiamo parlando di loghi, o più comunemente “marchi”, semplici fregi, segni, disegni e immagini che hanno fatto non solo la storia dell’imprenditoria, ma anche quella d’Italia e che ci hanno accompagnato per tutto il Novecento, esposti a Castel Sant’Angelo, a Roma, all’interno della mostra Loghi d’Italia. Storie dell’arte di eccellere, fino al 25 gennaio. Alcuni loghi sono diventati famosi grazie a Carosello, alcuni per i testimonial, altri ancora per l’estrema creatività o un design particolarmente azzeccato, fatto sta che ciascuno di loro nasconde un segreto, sia esso industriale o personale, o una storia grazie alla quale l’oggetto o l’azienda, reclamizzata è stato trasformato in mito. La mostra, curata dall’architetto Cornelia Bujin per Innovarte, si propone come una narrazione, viva e interattiva, delle commistioni tra il mondo artistico-culturale e le principali aziende italiane, e abbraccia opere e i contributi artistici più disparati, dal lungometraggio di Bertolucci al documentario di Antonioni, dai Caroselli di Armando Testa agli interventi artistici di Wahrol e Dalì, dalle affiches di Depero, Dudovich e Carboni ai versi di D’Annunzio, Marinetti, Pasolini, dai progetti architettonici di Cucinella e Fuksas alle sculture di Palladino, senza dimenticare il design, con Sapper, Zanuso e Superstudio e molti altri. Continua a leggere…