Rai, trent'anni fa nasceva la Terza rete
Scritto da: luca // Categoria: Politica
I primi di gennaio del 1975 si rende operativa la tanto agognata riforma della Rai. Vengono costituite delle nuove strutture centrali, Reti, Testate, Dipartimento scolastico-educativo e Supporti, ciascuna con ruoli e compiti ben precisi. All’ideazione e realizzazione dei programmi televisivi sono preposte due Reti (Raiuno e Raidue) mentre i due Telegiornali (TG1 e TG2) assicurano l’informazione; alla ideazione e realizzazione dei programmi radiofonici risultano preposte tre Reti e altrettanti Giornali Radio. A questi, si affiancano poi le strutture radiotelevisive del Dipartimento trasmissioni scolastiche ed educative per adulti, della Direzione tribune e accesso, della Direzione servizi giornalistici e programmi per l’estero. Il 15 marzo iniziano i nuovi telegiornali e Giornali Radio, riorganizzati a seguito della riforma. L’11 aprile è il giorno tanto atteso: il Senato e la Camera approvano la riforma nella struttura della Rai. Il controllo dell’azienda, da questo momento, passa dal Governo al Parlamento. Un’apposita commissione vigila d’ora in avanti sulle reti televisive, ciascuna col proprio direttore di rete e telegiornale. A capo di ciascuna rete e testata vengono messi dirigenti indicati dai maggiori partiti. È l’inizio di quella che, d’ora in avanti, sarà conosciuta come la ‘lottizzazione’ degli organi d’informazione. Continua a leggere…

Enrico Berlinguer, storico segretario del Pci, viene colto da un ictus cerebrale il 7 giugno 1984, durante un comizio a Padova in occasione delle elezioni per il rinnovo del parlamento europeo. Muore quattro giorni dopo. Ai funerali, che si svolgono a Roma in un assolato e caldissimo pomeriggio, partecipano poco meno di due milioni persone. Alla camera ardente, a rendere omaggio a un uomo politico nemico ma di cui stimava l’onestà e la correttezza, si presenta anche il segretario del Movimento sociale Giorgio Almirante. Alle elezioni, la settimana dopo, il Pci raggiunge il 33,3% e per la prima e unica volta sorpassa la Dc che ottiene il 33%. A fine mese il comitato centrale del partito elegge segretario Alessandro Natta che, nel suo discorso di investitura, chiarisce che ha una concezione meno solenne e più laica del ruolo del segretario. È un momento in cui il Partito si trova a fare i conti con una situazione generale in profondo movimento: sul fronte nazionale deve fare i conti con un continuo calo degli iscritti, sconfitte elettorali, la secca sconfitta al referendum sulla scala mobile voluto da Berlinguer e le crisi di molte giunte locali, amministrate col Psi.
Nell’autunno del 1978 a Padova, per dare voce all’area aggregatasi attorno ai Collettivi Politici del Veneto per il Potere Operaio, i Cpv, nasce il giornale Autonomia, la redazione è ospite nei locali di Radio Sherwood. Nello stesso periodo si salda un rapporto politico-organizzativo con collettivi autonomi milanesi e torinesi che editano il giornale Rosso che, proprio per palesare la ricerca di una nuova omogeneità della linea politica e editoriale, viene denominato Rosso per il Potere Operaio. Un anno dopo, il 7 aprile, il Procuratore della Repubblica di Padova, Pietro Calogero, incrimina diversi esponenti del gruppo extraparlamentare di Autonomia Operaia: è una retata in grande stile in cui cadono i leader del movimento come Franco Piperno, già leader di Potere Operaio romano; Oreste Scalzone, ex della segreteria nazionale di Potere Operaio e delegato, tra l’altro, alla responsabilità, del lavoro illegale; e Toni Negri, da tutti riconosciuto come l’ideologo del gruppo. 
Grazie a una serie di “vaffanculo” urlati attraverso i microfoni della Bbc si resero improvvisamente famosi: era il 1977 e dei Sex Pistols, prima di allora, nessuno ne sapeva nulla. Ma le trovate “pubblicitarie” non si limitarono agli insulti: Rotten, Cook, Jones e Vicious durante i loro concerti si tagliavano il corpo con lamette e si spegnevano sigarette addosso, oltre, ovviamente, distruggere gli strumenti, insultare e sputare sul pubblico; il loro singolo God Save The Queen, venne pubblicato appositamente durante le nozze d’argento della regina d’Inghilterra e venne considerato un attacco alla monarchia e al nazionalismo inglesi.
L’agenda Smemoranda, o confidenzialmente Smemo, è un fenomeno di costume degli anni Ottanta. La prima è del 1979, dura 16 mesi, è nera e in copertina ha semplicemente disegnata una mela verde, nelle pagine al posto delle righe ci sono i quadretti (una novità) e costa 2.500 lire. È un po’ agenda e un po’ diario, come spiegano gli editori, ma è anche una sorta di rivista annuale. Ogni anno, infatti, l’agenda si ispira a un tema (dall’ecologia a Garibaldi, dall’amore al Giallo, passando per le Americhe, il sogno e l’utopia, il Made in Italy…) trattato e sviscerato nelle sue pagine con articoli, opinioni, saggi, notizie, poesie, canzoni, quiz, disegni, vignette. La scelta editoriale, spesso in controtendenza rispetto ai punti di vista conservatori della società, assicura un largo successo soprattutto nelle giovani generazioni, ma non mancano polemiche e critiche per la sua connotazione (atipica per un’agenda prettamente scolastica) di ‘pubblicazione di sinistra’ (effettivamente vi sono molti autori e vignettisti vicini a tale parte politica). I due curatori, ideatori, editori, Gino & Michele, hanno coinvolto le maggiori firme tra i comici, i disegnatori satirici italiani, ma anche personalità di ogni campo come sportivi, medici, attori, scienziati, professori, registi, poeti. Tra questi Lella Costa, Enzo Jannacci, Emanuele Pirella, Setfano Benni, la redazione di Radio Popolare, Ugo Volli, Enzo Gentile, Paolo Guzzanti, Ivan Della Mea, Natalia Aspesi, Michele Serra, Altan, Ellekappa, Sergio Staino, Morando Morandini, Licia Granello, Gianni Mura, Lucio Dalla, Fabio Treves, Daniela Hamaui, Ivano G. Casamonti, Enzo Braschi, Maurizio Porro, Giuliano, Disegni & Caviglia, Lorenzo Beccati, Carlo Castellaneta, Sergio Ferrentino, Stefano Bartezzaghi, Leopoldo Mastelloni, Gianni Morandi, Dario Fo, Mariangela Melato, i Gemelli Ruggeri, Milva, Viviana Kasman, Cemak, Vauro, Angese, Contemori, Ombretta Colli, Giorgio Gaber, Sandro Luporini, Giorgio Strehler, Italo Cucci, Fulvio Collovati, Livia Cerini, Laura Asnaghi.
Carlo De Benedetti nel 1976 ha la fama di essere un manager dinamico e pieno di talento, tanto che l’ex compagno di scuola Umberto Agnelli e suo fratello Gianni lo chiamano con loro alla Fiat. Appena messo piede in Corso Marconi è subito soprannominato “la Tigre”, per la ferocia con cui tratta i vecchi dirigenti. Lo stesso Avvocato più di una volta cerca di placarlo. Una mattina, incontrandolo in corridoio, gli dice: «Ingegnere, non le manca nulla: è giovane, bello, ha soldi. Perché non pensa un po’ anche a divertirsi?» Ma lui è fatto così e capisce che lì non è aria. E, dopo appena 100 giorni, se ne va dalla Fiat sbattendo la porta. Fonda la Cir (Compagnie Industriali Riunite), trasformando una piccola conceria in una delle più importanti holding private italiane e, poco dopo, la Cofide (Compagnia Finanziaria De Benedetti). Nel 1978 si assicura una partecipazione importante alla Olivetti ed è nominato amministratore delegato portandola in attivo in poco tempo e, forte di questa esperienza, comincia ad acquistare altre aziende in difficoltà.
Girato con pochi soldi ma con una discreta mano, il film ottiene un buon successo di pubblico, tanto che ne ripropone subito formula e protagonista (sempre la Czemerys) nel successivo La gatta in calore (1972), concedendo qualcosa in più al voyeurismo, anche grazie alla fotografia di Aristide Massaccesi, futuro campione del soft e hardcore italiano. Gira poi diversi film che già dai titoli cercano di solleticare la morbosità del pubblico: da Buona parte di Paolina (1973) a La nipote (1975) con la magnifica Orchidea De Santis, fino a L’infermiera (1976), che fa centro grazie al sex appeal di Ursula Andress. Va ricordato Io zombo, tu zombi, lei zomba (1979), con Renzo Montagnani e Nadia Cassini trasportati dalle commedie erotiche in una sgangherata farsa horror. La trama racconta la storia di un becchino e tre morti per incidente che, a causa di una formula voodoo letta su un foglio, diventano zombie. I quattro, per sfamarsi, hanno bisogno di carne umana. Fallito un agguato stradale, assumono la gestione del motel di uno di loro, con l’intenzione di mangiarsi i clienti, ma qualcosa va sempre storto per loro e dritto per gli ospiti. Film di budget bassissimo, tanto che lo stesso Renzo Montagnani, si lamenta in un’intervista pochi giorni prima dell’uscita: per contenere i costi interni ed esterni vengono registrati al Sylvan di Roma, modestissimo motel alle porte della città.
Non è un italiano purosangue (è nato in Sudafrica a Città del Capo) e nemmeno un corridore puro (ha comiciato la carriera giocando a rugby): eppure Marcello Fiasconaro è stato soprannominato Cavallo Pazzo, per il suo modo di correre istintivo, con poca tecnica e tanto cuore. Nato in Sudafrica da genitori italiani, a vent’anni si trasferisce in Italia. Appena arrivato a Roma scopre che il rugby in Italia non è uno popolare quanto a Città del Capo e, tanto per praticare uno sport, la scelta cade sull’atletica. Pochi mesi di allenamenti e diventa primatista italiano sui 400 m e 800 m. Un anno dopo, nel 1972, stabilisce il primato mondiale indoor dei 400 con 46”1. Poi, fallisce la sua grande occasione: un infortunio al tendine di Achille gli impedisce di partecipare alle Olimpiadi di Monaco. Passato agli 800 m, il 27 giugno del 1973 batte il record mondiale sulla pista dell’Arena di Milano, correndo contro i più forti specialisti e disputando una gara memorabile, in testa dal primo all’ultimo metro, su una delle piste più penalizzanti del mondo. Nonostante la sua carriera sia sempre stata ostacolata da infortuni, March (come lo chiamano i compagni di nazionale) conquista 5 titoli italiani e batte 8 record nazionali. Dopo un ennesimo infortunio decide di appendere la scarpette al chiodo. Rientra in Sudafrica e torna al primo amore, il rugby. Il tempo di 1’43”7, di quella magica notte milanese, è ancora oggi record italiano da battere, il più duraturo della nostra atletica leggera.
A Demetrio Stratos, cantante degli Area, viene riscontrata un’ aplasia midollare, una rara forma di leucemia, nell’aprile del 1979 e, per essere curato, si trasferisce subito negli Stati Uniti, al Memorial Hospital di New York, all’epoca l’unico ospedale in grado di affrontare la malattia. Le speranze di vita sono legate a un filo e, per le cure, occorrono parecchi soldi. Gianni Sassi e tutto l’ambiente della Cramps si muovono: viene l’idea di raccogliendo fondi che servono alla cura attraverso un concerto, da tenere all’Arena Civica di Milano.