Guerre, lotte e disimpegno tra canzoni e canzonette (1a parte)

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca, Musica, Politica, Spettacoli

«…tenteremo, assistiti dal Verbo che ci ispira dal cielo, di giovare alla lingua della gente illetterata…» queste parole sono tratte dalla prima canzone italiana. Risale al Trecento, s’intitola De vulgari eloquentia e l’ha scritta Dante Alighieri. A chiamarla “canzone”, infatti, è lo stesso Dante, che definisce il suo scritto «Un’opera compiuta di chi propone parole in armonia tra loro in vista di una modulazione musicale». Da allora la canzone diventa il genere musicale più caratteristico del nostro Paese attraverso il quale è possibile ripercorrere tutta la storia degli ultimi centocinquanta anni: le guerre e la dittatura, la ricostruzione e il boom economico, le lotte politiche e quelle giovanili, gli anni di Piombo e quelli dell’evasione. Una sorta di specchio che riflette i cambiamenti del costume e della nostra società. Continua a leggere…

Il Rex e l’orgoglio del Nastro Azzurro

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca

A Genova, il primo agosto del 1931 – con 48 ore di ritardo per il cattivo tempo – davanti a oltre centomila persone la regina Elena, accompagnata dal marito re Vittorio Emanuele III,  battezza il Rex,  la più grande nave da crociera battente bandiera italiana, fino al varo della Costa Classica avvenuto nel 1991. Caratterizzato dai tipici fumaioli bassi a strisce rosse e verdi, come consuetudine della marina italiana negli anni Trenta, il Rex quando tocca l’acqua è  il terzo transatlantico al mondo per stazza, lungo 268,20 metri e largo 29,50 metri, con un’altezza di 37 metri; il motore eroga 136 mila cavalli tramite quattro gruppi di turbine che azionano quattro eliche di circa 5 metri di diametro. Per completare i lavori, tra questi gli splendidi arredi, occorre poco più di un anno. Finalmente, il 27 settembre del 1932  il Rex salpa da Genova, destinazione New York, per il suo viaggio inaugurale con a bordo 1872 passeggeri entusiasti, perché la nave è magnifica e sembra padrona del mare. Continua a leggere…

Due pezzi di storia

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Spettacoli

Ha più di sessant’anni, ma non li dimostra affatto. Anzi, è più in forma che mai, riempie le vetrine ed è sempre sotto i riflettori. Il costume dello scandalo, che deve il suo nome ad un atollo, quello di Bikini tristemente famoso grazie agli americani che nel 1946 l’avevano scelto per compiere del test atomici, è stato “inventato” non da uno stilista, ma da un ingegnere francese, Louis Réard, disegnatore di automobili. Réard, dopo il lavoro in ufficio, aiutava la madre, sarta che confezionava biancheria intima. Ed ecco che, un bel giorno, ha pensato di “trasformare” mutande e reggiseno in un costume da bagno. Il bikini, negli anni Quaranta, era però considerato troppo osé, tanto che Réard per parecchio tempo non riuscì a trovare una modella disposta a indossarlo; e così gli venne un’altra idea geniale: farlo indossare da una spogliarellista che lo esibì, per la prima volta, nella famosa piscina Deligny, nel cuore di Parigi. I fotografi accorsi scattarono migliaia di foto che, in un batti baleno, fecero il giro del mondo, sollevando curiosità e le accuse della Chiesa. In Italia, e in altri paesi cattolici, il costume venne messo al bando: a sdoganarlo e farlo entrare nel mercato di massa ci pensarono, agli inizio degli anni Sessanta, Brigitte Bardot, che lo esibì nel film “E Dio creò la donna” e sulle spiagge di Saint Tropez., e Ursula Andress in 007 Licenza di uccidere.

 

Totocalcio, nascita e morte del sogno consumista

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca, Sport

È stata la compagna della domenica preferita dagli italiani: raramente baciata o accarezzata, quasi sempre strapazzata, insultata o fatta a pezzi. Ma tant’è, la settimana dopo si voleva ancora passare la domenica in sua compagnia. La schedina del Totocalcio ha accompagnato l’Italia e gli italiani alla rinascita, a sogni milionari: un azzardo innocuo che negli anni Cinquanta infiamma un popolo distrutto dalla guerra ma pronto a scommettere. Così, in pochi anni, la crescita del montepremi cresce rapidamente, quasi come l’industria, il reddito medio e le strade. Il Totocalcio diventa una sorta di emblema del miracolo economico di un Paese ferito a pronto a rialzarsi. È il 1946, l’anno del referendum “monarchia-repubblica”. L’Italia si lecca le ferite di una lunga guerra: circolano pochissime automobili, la maggior parte viaggia in treno, stipati in carrozze di terza classe, e non sono pochi quelli che non sanno se, a fine giornata, riescono a cenare. Senza quella povertà non si capirebbe l’imminente trionfo del nuovo gioco popolare creato da un giornalista, Massimo Della Pergola, aiutato da due suoi colleghi, Fabio Jegher e Geo Molo, inventano “la schedina Sisal”, concorso a premi legato al campionato di calcio che, tra mille difficoltà logistiche, si apprestava a ricominciare con la serie A divisa in due gironi, uno al Nord, l’altro al Sud. Continua a leggere…

Cento candeline per l’Alfa

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca

È il 24 giugno del 1910 quando nasce L’Alfa (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili): la sede è a Milano e a guidarla sono un gruppo di imprenditori che rilevano la filiale italiana della francese Darracq. La prima vettura che esce dallo stabilimento al Portello, in zona Fiera, è la 24 HP: il motore, di 4084 cm3 di 42 CV, permette di superare i 100 chilometri l’ora, velocità notevole per l’epoca. La sportività, d’altra parte, è una caratteristica che accompagnerà, per cento anni, quasi tutti i modelli della casa del biscione. Pochi anni più tardi, con lo scoppio della guerra, l’azienda versa in gravi difficoltà economiche: a salvarla è l’ingegnere Nicola Romeo, che unisce il proprio nome al marchio. E la prima auto con lo stemma “Alfa Romeo” è del 1930: si chiama Torpedo che un giovane pilota, Enzo Ferrari (sì, proprio lui) porta al secondo posto alla Targa Florio.  Le corse sono state sempre una grande vetrina per l’Alfa  Romeo, tanto che negli anni Cinquanta, per lanciare la 1900 Sprint viene coniato lo slogan “la macchina da famiglia che vince le corse”.

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Quell’estate a seno nudo

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume

In spiaggia, la prima pancia nuda di una donna appare nel 1940: il costume si chiama Self Ra: è un pantaloncino accompagnato da un super-reggiseno che “tira su” e copre le forme con “poco scandalo”. Negli anni Cinquanta scompare l’effetto pantaloncino: si abbassa la mutandina e il reggiseno si scolla di più. Nel 1960 è Raquel Welch a fare scalpore: la mutandina si riduce ancora di più (ai fianchi solo una stringa) e i due seni sono coperti da semplici coppe, unite anche loro da una stringa. Manca poco al gran salto. Il Paese che ha scoperto per la prima volta il seno femminile è forse il più puritano di tutti. È il 3 giugno del 1965 quando una bionda modella americana diciannovenne, Toni Lee Shelley,  si presenta su una spiaggia del Michigan vicino a Chicago, indossando sotto l’accappatoio un costume nero ascellare privo del reggiseno, sostenuto da due bretelline filiformi: il costume è opera dello stilista californiano Rudi Gernreich. Quando esce dall’acqua  trova non solo una frotta di fotografi, ma anche due agenti (nella foto dell’arresto) che l’accusano per  atti osceni in luogo pubblico. Da sottolineare il fatto che le foto del modello di costume dello stilista Gernreich, vennero rifiutate pochi giorni prima dal settimanale Life: «Il nostro è un giornale per famiglie, mica pornografico!» disse il direttore dell’epoca. Poi è la volta di Jane Fonda che nel 1966 ostenta un topless disinvolto in un bagno in piscina nella sua villa, e da allora tutto è cambiato. Continua a leggere…

L'ambasciatrice del design

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca, Politica

È stata la macchina per scrivere più venduta, utilizzata e amata d’Italia. Progettata nel 1950 da Giuseppe Beccio e disegnata Marcello Nizzoli per la Olivetti, la Lettera 22 diventa presto l’amica insostituibile per grandi e piccoli scrittori. Forma semplice e minimalista, spigoli arrotondati, meccanica robusta, leggera e compatta, facile da trasportare (la prima custodia era di cartone, poi sostituita con una più elegante, in similpelle con cerniera) è il prototipo della macchina per scrivere portatile. Concepita mentre il Paese è impegnato nella ricostruzione post-bellica, è adottata soprattutto dai giornalisti, che ne apprezzano la leggerezza e la possibilità di appoggiarla verticalmente sul tavolo, in modo da far spazio sulla scrivania. Continua a leggere…

Il progresso nasce ai Pavesini

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume

L’Autogrill nasce alla fine degli anni Quaranta, ed è il primo luogo di consumo specificatamente destinato agli automobilisti. Ad inventarlo è Mario Pavesi, l’industriale dei Pavesini, ma in quei punti di ristoro si specchia tutta l’Italia del boom economico: la rete autostradale, la motorizzazione di massa e i nuovi consumi. Nel febbraio 1957 va in onda per la prima volta Carosello, a luglio viene presentata la Fiat 500, un anno prima è stata posata la prima pietra dell’Autostrada del Sole: è il 1962 quando si inaugura il primo Autogrill Pavesi a ponte (battezzati poi da tutti i “Pavesini” come i biscotti) sulla Autostrada A4, la Milano-Novara, a cavallo di entrambe le corsie di marcia, in modo da poter servire chi viaggia nei due sensi di marcia. Una scommessa – a boom economico ancora da venire – che si rivelerà vincente. Continua a leggere…