Sanremo, da sessant’anni specchio d’Italia

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Musica, Spettacoli

Sanremo è il “grande evento” necessario e prestigioso, che riassume le trasformazioni del nostro Paese, le sue inerzie, le sue sedimentazioni culturali, sociali e politiche. In Italia la musica leggera è un bene di consumo popolare che, come pochi altri, riflette l’immagine che una società vuol dare di sé. E per questo motivo che il Festival si è trasformato rapidamente nello ” specchio dell’Italia”. Ogni anno dal suo palcoscenico si capisce lo stato del Paese, sotto tutti i punti di vista: sociale, politico, economico. Le coordinate le offrono le canzoni, i presentatori, le vallette, gli ospiti, l’arredamento, i vestiti. Tutto. Continua a leggere…

Musica tra svolte e trasformismi/3

Scritto da: luca  //  Categoria: Musica, Spettacoli

ALBERTO CAMERINIAlberto Camerini Brasiliano d’origine, dopo aver collaborato nei dischi di Eugenio Finardi e Claudio Rocchi (ha un’abilità a suonare la chitarra fuori dalla norma) nel 1976 incide, per l’etichetta Cramps di Gianni Sassi, Cenerentola e il pane quotidiano. Nel 1978 esce Comici cosmetici, il suo lavoro migliore caratterizzato da ironia e creatività che riescono a fondersi nella politica e nell’impegno. All’inizio degli anni Ottanta Camerini lascia la Cramps, firma per la CBS e si affida alle cure “elettroniche” di Roberto Colombo che crea il personaggio dell’arlecchino robotico. Nei lavori successivi le ballate sudamericane degli inizi lasciano il posto a ritmi ska e reggae elettronici: scala le classifiche con Serenella, Skatenati, Sintonizzati con me, Rock’n’roll robot, e si aggiudica Dischi d’oro. Continua a leggere…

De Benedetti, pioniere della nuova Italia

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca, Politica

big_debenedetticarloCarlo De Benedetti nel 1976 ha la fama di essere un manager dinamico e pieno di talento, tanto che l’ex compagno di scuola Umberto Agnelli e suo fratello Gianni lo chiamano con loro alla Fiat. Appena messo piede in Corso Marconi è subito soprannominato “la Tigre”, per la ferocia con cui tratta i vecchi dirigenti. Lo stesso Avvocato più di una volta cerca di placarlo. Una mattina, incontrandolo in corridoio, gli dice: «Ingegnere, non le manca nulla: è giovane, bello, ha soldi. Perché non pensa un po’ anche a divertirsi?» Ma lui è fatto così e capisce che lì non è aria. E, dopo appena 100 giorni, se ne va dalla Fiat sbattendo la porta. Fonda la Cir (Compagnie Industriali Riunite), trasformando una piccola conceria in una delle più importanti holding private italiane e, poco dopo, la Cofide (Compagnia Finanziaria De Benedetti). Nel 1978 si assicura una partecipazione importante alla Olivetti ed è nominato amministratore delegato portandola in attivo in poco tempo e, forte di questa esperienza, comincia ad acquistare altre aziende in difficoltà. Continua a leggere…

Trabant, resta il nome cambia la storia

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca, Politica

wall-trabantC’era da aspettarselo. Dopo il “nuovo” Maggiolino, la “nuova”Mini, la “nuova” Cinquecento e l’annuncio che Citroen lancerà la “nuova” Ds, ecco che arriva la “nuova” Trabant, l’auto simbolo della Germania dell’Est comunista. Una follia? Forse no, visto che tutt’oggi in Germania è il secondo modello di auto più rubato dietro alla Porsche. Il fascino del brutto, d’altra parte, è sempre esistito.  La Trabant è stata un’auto unica: soprannominata “l’ammazzaforeste” grazie al mostruoso tasso d’inquinamento che sprigionava il suo vecchio motore a 2 tempi di 500 cm3, era disponibile solo in tre colori (crema, blu o verde pastello), non raggiungeva i 100 orari e aveva una carrozzeria plastica che conteneva fibre di cotone (non solo per risparmiare: all’epoca l’acciaio era merce rara). Continua a leggere…

Sessant'anni in punta di dito

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Sport

subbuteo-10-modSessant’anni fa, in Inghilterra, di coperte militari ce n’erano tante, la guerra era appena finita e non si sapeva bene cosa fare. E così, a Peter Adolph, un soldato tifoso dei Queen Park Rangers, venne l’idea di trasformarla in un campo di calcio. Verde era verde, con un gessetto bianco tracciò le righe, i giocatori erano pezzetti di cartone incollati su un piedistallo di gomma e la palla era un galleggiante da pesca di sughero. E iniziò a giocare con ex commilitone. Pochi mesi dopo, con qualche piccola modifica, Adolph si presentò all’ufficio brevetti: chiese di registrare il suo gioco con il nome di Hobby, non glielo permisero perché troppo generico, e così scelse Subbuteo. Continua a leggere…

GUEST

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca, Politica

Manuel Gandin, amico e collega, mi regala questo articolo dove – lucidamente e a freddo – analizza i fatti accaduti sugli spalti a Sofia durante la partita di calcio Bulgaria-Italia. E ricorda a noi, e a Gigi Riva, che più di una volta l’Italia si deve vergognare dei propri tifosi.

La memoria corta di Rombo di Tuono

di Manuel Gandin

Gigi Riva dice che lui è nell’ambiente della Nazionale di calcio dal 1963 e che certe cose non le aveva mai viste, riferendosi ai tifosi fascisti che hanno seguito l’Italia in Bulgaria. Allora, precisiamo: i tifosi fascisti sono sempre esistiti. È che è cambiato il modo di intendere la partita di calcio in generale, e quella della Nazionale in particolare. Quando Riva segnava con la maglia azzurra numero undici, i tifosi non erano stati ancora istigati a una sorta di farsesco senso di italianità che fa ribrezzo (facce dipinte e urla belluine su improbabili elmi di Scipio) ma che porta dritti dritti fino a Sofia. Nessuno, ai tempi di Riva, si faceva problemi se i giocatori non cantavano l’inno, perché saggiamente si pensava che la cosa migliore fosse che quegli undici dessero tutto in campo, facendo ciò per cui erano lì: tirare calci al pallone e non canticchiare stonando. Continua a leggere…

La storia la cambiano i killer

Scritto da: luca  //  Categoria: Classifiche, Cronaca, Politica

La storia italiana sarebbe stata sicuramente diversa se non avessero ammazzato

Enrico Mattei                                                            27 ottobre 1962

Aldo Moro                                                                  9 maggio 1978

Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I                  28 settembre 1978

Roberto Calvi                                                            17 giugno 1982

Michele Sindona                                                        22 marzo 1986

Giovanni Falcone                                                     23 maggio 1992

Paolo Borsellino                                                          19 luglio 1992

Raul Gardini                                                                23 luglio 1993