La cabina degli innamorati

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca

Un parallelepipedo di acciaio e vetri (molto sporchi), da un lato due porte tipo saloon regolate da una molla sempre troppo dura, per terra un tappeto di mozziconi di sigarette, l’aria stantia. In questo ambiente più di una generazione di innamorati – con le tasche gonfie di gettoni o monete – ha passato ore a parlare e sognare con i rispettivi fidanzati. La descrizione è della cabina del telefono, oggetto ormai desueto e quasi letterario, ideato dalla società Stipel sessant’anni fa per rendere più comodo l’uso dei telefoni pubblici che sino ad allora erano piazzati nei bar, nelle edicole e nei luoghi chiusi appositamente attrezzati. La prima cabina è installata il 10 febbraio 1952 a Milano, nella centralissima piazza San Babila, pochi mesi dopo spuntano in tutte le grandi città ed entrano, di diritto, a far parte del paesaggio urbano. Oggi, che il telefonino è diventato un bene di tutti, la Telecom vorrebbe smantellarle tutte (sul territorio sono poco meno di centomila) perché, cifre alla mano, dice che oltre il settanta per cento delle cabine viene utilizzato per fare al massimo due telefonate al giorno e che per mantenerle funzionanti – spesso sono oggetto di atti di vandalismi – costa parecchio, anche se già sul finire degli anni Ottanta cominciano a lasciare il posto a quella sorta di chiostri aperti che sono in funzione ancora oggi. Continua a leggere…

Sessant’anni di storia nei clic dell’Ansa

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca

 “Il lavoro più duro non è stato l’allestimento, ma la scelta delle immagini. Erano tantissime” confessa un collega che ha partecipato all’organizzazione della mostra. E non si può che dargli ragione: dal 1945, anno in cui Giuseppe Liverani, Primo Parrini e Amerigo Terenzi fondano l’agenzia Ansa (sulle ceneri dell’Agenzia Stefani, ormai marchiata dal fascismo) le foto in archivio sono oltre 4 milioni e mezzo. Un archivio che ogni giorno cresce di circa 200 nuove immagini, tante sono le foto che l’Ansa lancia in rete quotidianamente. E’ facile perciò immaginare che lavoro immane dev’essere stato estrarre gli scatti per la mostra “Fotografiamoci: 60 anni di vita italiana nelle immagini dell’Ansa”, allestita al Vittoriano a Roma. La mostra, una sorta di libro di storia illustrato, racconta la vita italiana dal Dopoguerra ad oggi, grazie alle immagini che la più grande agenzia del Paese ha trasmesso alle redazioni, documentando il vorticoso cambiamento dell’Italia tra cronaca, politica, costume, spettacolo, sport. Continua a leggere…

Guerre, lotte e disimpegno tra canzoni e canzonette (2a parte)

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca, Musica, Politica, Spettacoli

Alla fine della seconda guerra mondiale si diffusero rapidamente tutte le mode musicali di origine straniera ostacolate negli anni precedenti dal regime. Per contrastare questa tendenza, e favorire il ritorno alla canzone melodica all’italiana, nel 1951 nasce il Festival di Sanremo, annunciato come “una nuova iniziativa volta a valorizzare la canzone italiana”. I venti brani in gara raccontano un’Italia del tutto ripiegata nel privato: dodici trattano storie o temi d’amore e magnificano bellezze paesaggistiche; tre sono incentrati sulla nostalgia del passato o sulla critica dei tempi moderni; due raccontano favole per bambini. Nulla di nuovo, dunque, tanto che dopo il Festival il Radiocorriere titolerà: «Il mondo cambia, le canzoni no». Continua a leggere…

Barbie, e la bambola non sarà più la stessa

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca

È il 1959 e Ruth Handler, che pochi anni prima aprì un’azienda di cornici per quadri assieme al marito, si accorge che i giocattoli non rispecchiano la realtà che circonda il bambino. I trenini di legno non assomigliano a quelli veri, gli orsacchiotti hanno delle forme improbabili, per non parlare delle bambole, che hanno sempre l’aspetto delle neonate ma che le bambine, su tutte la figlia della stessa Ruth, mentre gioca gli affida ruoli da donna adulta. Ruth coglie l’opportunità e comincia subito a studiare un nuovo modello di bambola, vuole creare un prodotto nel quale le bambine e le ragazzine possano proiettare le loro fantasie di adulti, perché tutti – quando si è piccoli – si vuole fare le cose da grandi. Ne parla con il marito, che però non sembra troppo convinto, ma lei non demorde. E così, pochi mesi dopo, nasce Barbie. E da allora, la bambola non sarà più la stessa. Viene presentata alla fiera del giocattolo di New York e si preannuncia come un fenomeno commerciale senza precedenti. Barbie, dà inizio a una dinastia pluriennale, fatta di personaggi e parenti. Biondissima (almeno la prima), corpo sinuoso (a volte anche troppo, tanto da attirare le critiche dei benpensanti), Barbie si presenta sempre alla moda, glamour e sorridente. Durante il 1959 ne sono vendute più di 350 mila al prezzo di 3 dollari ciascuna. Tale trionfo si deve in gran parte alla geniale intuizione di Ruth di commercializzare la bambola e, contemporaneamente, un ampio guardaroba fatto di abiti e accessori venduti separatamente. Continua a leggere…

Renault 4, anticonformista per vocazione

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca

È stata definita l’auto-blue jeans, per suo stile anticonformista e pratico e – proprio come i pantaloni, la Renault 4 ha lasciato un segno nella storia. Presentata a Parigi nel 1961, la cinque porte francese ha venduto, fino al 1993 anno dell’uscita di produzione, oltre otto milioni di esemplari in tutto il mondo, cifra che la mette al primo posto delle auto francesi più vendute davanti a un altro mito, la Citroën 2 CV, con sette milioni di unità.  L’R4 è uno di quei (rari) modelli, come la stessa 2CV, il Maggiolino, la Mini Minor o la Fiat 500, che ha segnato un’epoca e uno stile di vita. La concorrenza, si sa, fa aguzzare l’ingegno: e la nascita dell’R4 la si deve proprio all’incredibile successo che la 2CV stava avendo verso la fine degli anni Cinquanta. Ai progettisti Renault, infatti, l’indicazione dei vertici aziendali è stata chiara: bisogna  realizzare un’auto essenziale e anticonformista, pratica e spaziosa, in grado di arginare l’incredibile successo di vendite della piccola di casa Citroen; “L’auto blue jeans”, questo il nome scelto per il progetto da Pierre Dreyfus, all’epoca presidente della Renault. Continua a leggere…

La nostra storia passa anche da Sanremo

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Musica

Per anni il Festival di Sanremo ha formato nostra vox populi: motivetti, slogan, battute e canzoni partoriti al Casinò o all’Ariston sono tuttora tra noi. E Sanremo story. 60 anni di canzoni in mostra, esposizione ideata da Pepi Morgia e allestita a Genova, negli spazi Magazzini del Cotone al Porto Antico, intende celebrare la più nota rassegna musicale italiana ripercorrendo un itinerario che attraverso le canzoni, i personaggi e i luoghi che lo hanno alimentato, analizza i contesti, i cambiamenti e l’evoluzione dei costumi del nostro Paese. E in sessant’anni di foto, voci e suoni c’è buona parte della storia almeno quattro generazioni: dal dopoguerra al boom economico, dalla contestazione giovanile agli anni della Milano da bere; da Tangentopoli al nuovo millennio. Sono esposti cimeli, come la lettera che la Rai inviò alle case discografiche nel 1950, in cui s’invitava a partecipare con canzoni in lingua italiana; filmati delle teche Rai, abiti di scena prestati dagli artisti che hanno solcato l’ambito palco, memorabilia, dischi originali dell’epoca, copertine, pass, autografi e spartiti originali, e non mancano i quotidiani, i rotocalchi e le riviste specializzate con le copertine dedicate alla manifestazione. Continua a leggere…

Gli immortali/2

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume

Ecco un nuovo elenco di prodotti di uso comune resistenti alle mode, che hanno confitto il passare del tempo e fanno rivivere emozioni e ricordi.

Bacio Perugina Il bacio più famoso, e gustoso, del nostro Paese, da quasi un secolo fa cadere in tentazione gli italiani, è nato da una storia d’amore travagliata tra Luisa, moglie del proprietario della Perugina (allora piccola azienda dolciaria) e il giovane Giovanni, figlio della famiglia Buitoni, di 14 anni più giovane di lei. Un legame celebrato dall’invenzione di Luisa del cioccolatino tondeggiante, farcito con gianduia, granella e nocciola che Giovanni, in onore della donna amata, battezza semplicemente “Bacio Perugina”.  Sempre Giovanni chiama il pittore Seneca per disegnare la scatola: l’artista rielabora l’immagine de “Il bacio”, quadro di Francesco Hayez, su sfondo blu e ha l’intuizione di inserire in ciascuna confezione del cioccolatino, il bigliettino con le frasi d’amore. E forse anche a questi che il Bacio Perugina è passato indenne attraverso la storia. Continua a leggere…

Manzi, maestro di un milione di italiani

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca

Il maestro elementare Alberto Manzi è stato una delle personalità più originali della pedagogia italiana contemporanea, il primo che ha saputo usare il mezzo televisivo per il sociale. Manzi ha infatti contribuito all’alfabetizzazione del Paese alla soglia del boom economico grazie a “Non è mai troppo tardi”, trasmissione televisiva dedicata ad adulti analfabeti, in onda sul primo canale (l’unico della Rai fino al 4 novembre 1961, quando inizia a trasmettere il secondo) dal 1959 al 1968 da lunedì al venerdì, nella fascia pre-serale, intorno alle 19. I segreti del successo di Manzi, signore garbato che si presenta in giacca e cravatta impugnando un gessetto con alle spalle una lavagna, sono il linguaggio, semplice colorito e mai pedante; e la struttura delle lezioni, a metà strada tra contenuto didattico e intrattenimento, facendo ricorso a scenette, brevi documentari, ospiti. Continua a leggere…

Sessanta candeline per Snoopy & Co.

Scritto da: luca  //  Categoria: Libri, Spettacoli

A ottobre Snoopy, il suo amico Woodstock, il suo padrone Charlie Brown e tutta la compagnia dei Peanuts creata da Charles Schulz, compie sessant’anni: era il 2 ottobre del 1950 quando sono pubblicati per la prima volta. All’epoca i fumetti sono stampati su grande formato che permette disegni elaborati e dettagliati; la serie dei Peanuts, però, è proposta con un formato piccolo, pensato in modo tale da impaginare le vignette anche in verticale per farle stare in una singola colonna del giornale. Schulz riesce a trarre vantaggio da questa restrizione di spazio, e sviluppa un segno sintetico e uno stile scarno, statico e povero di dettagli; esalta l’essenza di tutti i soggetti, disegnandoli frontalmente o di lato: è la sua forza espressiva che rende il suo lavoro così valido, tanto che questo fumetto è uno dei più popolari di tutti i tempi, pubblicato per quasi cinquant’anni su 1.600 quotidiani in 75 paesi. I protagonisti sono dei bambini che frequentano le elementari – i “grandi” non compaiono mai – che spesso pensano e agiscono da adulti, riflettendone le nevrosi. Schulz, attraverso i Peanuts, ricorda che le paure e le insicurezze infantili non sono molto differenti da quelle degli adulti. Nel novembre del 1999 Schulz, che ha settantasette anni, è colpito da un ictus, poi gli diagnosticano un cancro. Continua a leggere…

Quei “reportage sociali” degli anni Cinquanta

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Spettacoli

Quella che oggi chiamano, in maniera dispregiativa, “fotografia scandalistica”, intorno  alla fine degli anni Cinquanta, era “fotografia d’assalto”. In quel periodo, per la prima volta, personaggi dello spettacolo (solo del cinema, quelli della tv non sono considerati) e vip (teste coronate e nobili borghesi, nessun politico) vengono immortalati contro la loro volontà, in pose tutt’altro che “studiate”, con visi ed espressioni che rivelavano la vera identità – e, soprattutto la “vera” bellezza – del personaggio. Una cosa, però, va subito precisata: che invece di banali baci, effusioni, seni gonfi e lifting cadente come accade oggi sempre più spesso, le immagini scattate in quegli anni, soprattutto a Roma durante le “notti movimentate” in via Veneto, sono veri e propri reportage sociali sulla vita notturna.  A Riccione, nei locali di Villa Mussolini in viale Milano, è stata allestita Gli anni della Dolce Vita, mostra fotografica che, a cinquant’anni dall’uscita del capolavoro di Federico Fellini, rende omaggio al film e allo stesso tempo, grazie al supporto di oltre 150 istantanee, ricostruisce quel clima e quelle sensazioni particolari che regnavano nella capitale alla fine degli anni Cinquanta, quegli gli stessi luoghi e sensazioni che servirono di ispirazione al regista riminese.

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