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	<title>Retrovisore &#124; un sito di Luca Pollini &#187; Adriano Pappalardo</title>
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		<title>Musica tra svolte e trasformismi/1</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 19:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lucio Battisti Alla fine degli anni Settanta Lucio Battisti è un monumento della canzone italiana: quasi tutti i suoi album hanno raggiunto la vetta della classifica e alcune sue canzoni sono considerate dei capolavori. Ma l’inossidabile sodalizio con Mogol, che ha garantito per quasi vent’anni una proficuità inimmaginabile, inizia a scricchiolare: Battisti è sempre più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-944" title="lucio_battisti" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2009/12/lucio_battisti-150x150.jpg" alt="lucio_battisti" width="150" height="150" />Lucio Battisti</strong> Alla fine degli anni Settanta Lucio Battisti è un monumento della canzone italiana: quasi tutti i suoi album hanno raggiunto la vetta della classifica e alcune sue canzoni sono considerate dei capolavori. Ma l’inossidabile sodalizio con Mogol, che ha garantito per quasi vent’anni una proficuità inimmaginabile, inizia a scricchiolare: Battisti è sempre più convinto di intraprendere nuove strade e ricercare nuove soluzioni creative. Il suo amore per la musica anglo-americana, cresce a dismisura; il successo, i soldi, il dominio delle hit-parade, non bastano più. Sente il bisogno di espandere ulteriormente i confini della propria arte, di entrare in contatto con altri universi musicali. <span id="more-943"></span><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-945" title="dg" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2009/12/dg-150x150.jpg" alt="dg" width="150" height="150" />Nel 1979 rilascia la sua ultima intervista: «Tutto mi spinge verso una totale ridefinizione della mia attività professionale. In breve tempo ho conseguito un successo di pubblico ragguardevole. Per continuare la mia strada ho bisogno di nuove mete artistiche, di nuovi stimoli professionali: devo distruggere l&#8217;immagine squallida e consumistica che mi hanno cucito addosso. Non parlerò mai più, perché un artista deve comunicare solo per mezzo del suo lavoro. L&#8217;artista non esiste. Esiste la sua arte». Da allora non parlerà mai più e non si farà vedere. <em>Una giornata uggiosa</em>, uscito nel 1980 è l&#8217;ultimo album della coppia Battisti-Mogol, ormai definitivamente sulla strada del divorzio: titolo malinconico che si addice al triste finale del matrimonio artistico più fortunato della canzone italiana. E nel 1982 incomincia la svolta: Battisti rivendica la propria libertà artistica e dalle regole di mercato e, soprattutto, è affascinato dalla musica elettronica. Nel 1982 incide <em>E già</em>, disco non molto riuscito ma storico: è il primo dopo il divorzio con Mogol (i testi sono firmati dalla moglie Maria Letizia Veronesi, Velezia) e segna il suo passaggio definitivo a sonorità completamente elettroniche.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-946" title="panella" src="http://www.retrovisore.net/wp-content/uploads/2009/12/panella-100x150.jpg" alt="panella" width="100" height="150" />La “svolta” termina nel 1983 quando, grazie ad Adriano Pappalardo, incontra il poeta ermetico Pasquale Panella: nasce il secondo importate sodalizio della carriera; a lui, infatti, affida i testi dei successivi cinque album. Il primo, <em>Don Giovanni</em>, esce nel 1986, disco che segna ancora più nettamente il distacco dal “Battisti classico”. Nei brani, dai testi ermetici, non esistono ritornelli e melodie immediatamente memorizzabili: comprenderlo a fondo richiede tempo e impegno, e forse non tutti sono in grado di farlo. È troppo difficile per chi ha amato e conosciuto il primo Battisti. Da quel momento in poi, ogni due anni, Battisti e Panella pubblicano un lavoro, se possibile sempre più “complicato”, pubblico e certa critica li bollano apertamente come dischi &#8220;cervellotici&#8221; e privi di qualunque spunto d&#8217;interesse decretando così la definitiva morte commerciale. Nell’88 esce <em>L’Apparenza</em>; nel ‘90 <em>La sposa occidentale</em>; quindi <em>Cosa succederà alla ragazza</em> e <em>Hegel</em>, nel 1994, l’ultimo suo album.</p>
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		<title>Mogol-Battisti: il periodo d’oro</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 11:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per Lucio Battisti e Mogol, gli anni Settanta sono un periodo d’oro. Tra giugno e ottobre del 1970 scrivono Fiori rosa fiori di pesco; Il tempo di morire; Emozioni e Anna, brano che sconvolse per una rullata di batteria di ben 72 colpi! Visti i successi li due decidono di mettersi in proprio: fondano la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--><span lang="IT"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-103" title="La canzone del sole" src="http://www.lucapollini.net/wp/wp-content/uploads/2008/07/sole01-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Per Lucio Battisti e Mogol, gli anni Settanta sono un periodo d’oro. Tra giugno e ottobre del 1970 scrivono <em>Fiori rosa fiori di pesco</em>; <em>Il tempo di morire</em>; <em>Emozioni</em> e <em>Anna</em>, brano che sconvolse per una rullata di batteria di ben 72 colpi! Visti i successi li due decidono di mettersi in proprio:<span> </span>fondano la <a href="http://www.italianprog.com/it/books.htm" target="_blank">Numero Uno</a>, etichetta che non pubblica solo Lp di Battisti, ma lancia anche nuovi talenti come la Pfm, Ivan Graziani, Adriano Pappalardo, la Formula 3. Il battesimo della casa discografica è affidato a <em>La canzone del sole</em>, brano che ha fatto storia. Tra il 1972 e il 1978 Battisti confeziona album mitici: nel ’72 escono <em>Umanamente uomo: il sogno</em>, trainato da <em>I giardini di marzo</em> e, a fine anno, <em>Il mio canto libero</em>, forse l’album migliore, con <em>La luce dell’est;</em> <em>Vento nel vento</em>; <em>L’aquila</em>. L’anno dopo è la volta de <em>Il nostro caro angelo</em> che, oltre il brano omonimo, contiene <em>La collina dei ciliegi</em>. Nel ’74 esce <em>Anima latina</em>, uno dei dischi meno immediati e più sperimentale. Nel ’76 incide <em>La batteria, il contrabbasso, </em>dove le hit sono <em>Ancora tu</em>; <em>Un uomo che ti ama</em>; <em>Dove arriva quel cespuglio</em>. Nel ’77<span> </span>scala la classifica con <em>Io, tu, noi tutti</em> grazie al brano <em>Amarsi un po’</em>. Il sodalizio finisce nel 1978: <em>Una donna per amico</em> è l’ultimo album realizzato dalla coppia Mogol-Battisti. Esaurita la vena artistica? Voglia di cambiare? Litigio per una questione di soldi? Nessuno saprà mai qual è la verità. Una cosa è certa: il periodo d’oro di Lucio Battisti, e in parte anche di Mogol, finisce quell’anno.</span><!--EndFragment--></p>
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