“Mondiali” contro tutto e tutti

Nell’estate del 1982 la nostra nazionale parte per i Campionati mondiali di calcio in Spagna con uno scarso bagaglio di ottimismo e qualche critica. Per la prima volta le finaliste del torneo sono 24 e non più 16: l’allargamento è dovuto alle pressioni delle federazioni africane accettate dalla Fifa, ma la loro partecipazione è accompagnata da scetticismo sul reale apporto tecnico che le squadre potranno aggiungere al torneo.

E invece i risultati smentiscono le previsioni: ed è proprio il Camerun a far tremare l’Italia, che pareggia tutti gli incontri e supera il primo girone solo in virtù della miglior differenza reti.
La squadra è bersaglio di critiche e l’allenatore Enzo Bearzot inventa un’inedita forma di difesa per i suoi ragazzi: il silenzio stampa.

La nuova formula prevede che le prime 2 dei 6 gironi si affrontino in ulteriori 4 gruppi da 3 squadre, con le prime che accedono alle semifinali. L’Italia, inserita nel girone di ferro con Argentina e Brasile, sembra destinata al ritorno a casa, l’impresa è impossibile. Con l’Argentina emerge però il gruppo costruito da Bearzot. Un asfissiante Gentile annulla Maradona; segnano Tardelli e Cabrini. E nella decisiva sfida con il Brasile, dove a loro basta un pareggio per la differenza reti, esplode Paolo Rossi (al rientro dopo i due anni di assenza per la squalifica dello scandalo del calcio-scommesse) che realizza una tripletta.

In semifinale gli azzurri superano la Polonia, nell’altra semifinale la Germania Ovest supera la Francia ai calci di rigore. L’11 luglio va in scena la finale fra Germania e Italia. Nel primo tempo Cabrini perde l’occasione per passare in vantaggio sbagliando un rigore, ma la ripresa vede un calo della squadra tedesca, di cui approfitta per primo Rossi su cross di Gentile. Poi gli azzurri raddoppiano con un tiro dal limite dell’area di Tardelli, il cui urlo di gioia è un’icona di quei Campionati e delle successive avventure della Nazionale, e Altobelli segna la rete del 3-0, seguita dal punto d’onore di Breitner.

Le immagini cult di quel Mondiale sono, oltre al citato urlo di Tardelli, Zoff che prende la Coppa del Mondo dalle mani del re di Spagna e la alza fiero (Guttuso ne farà poi un quadro) e il Presidente della Repubblica Sandro Pertini che gioca a scopa in coppia con Zoff contro Causio e Bearzot, durante il viaggio di ritorno in Italia assieme alla Coppa. « Palla al centro per Muller, ferma Scirea, Bergomi, è finita! Campioni del mondo, Campioni del mondo, Campioni del mondo!!!»

Così, Nando Martellini, termina la telecronaca.

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