La freccia del Sud

201303211041-400-pietromenneaPietro Mennea è stato il più grande velocista che l’atletica italiana abbia mai espresso, il primo atleta al mondo ad arrivare in finale ai Giochi olimpici in 4 edizioni consecutive. A vent’anni partecipa alle prime Olimpiadi, a Monaco nel 1972, e conquista due inattese medaglie: una di bronzo nei 200 metri piani, dietro il russo Valery Borzov e l’americano Black; e una di bronzo nella staffetta 4×100.

L’appuntamento clou del 1974 sono i Campionati Europei in programma a Roma: sui 100 è ancora secondo dietro a Borzov ma tre giorni dopo, la Freccia del Sud, così chiamato dalla stampa per essere nato a Barletta, si prende la rivincita e vince i 200 m.

Per le Olimpiadi del 1976 a Montreal tutti lo indicano come il favorito numero uno per le gare veloci: Mennea, però, si presenta alle gare in precarie condizioni fisiche e psicologiche, anche perché ci sono duri contrasti fra il suo preparatore atletico, Vittori, e la Federazione e arriva soltanto 4° nei 200 m. A dispetto di chi lo dà per finito, risorge due anni dopo a Praga, in occasione degli Europei e centra la doppietta: due medaglie d’oro sui 100 m e 200 m.

Ma l’appuntamento con la storia dell’atletica mondiale è fissato per il 1979 quando il 12 settembre. In occasione delle Universiadi di Città del Messico, sui 200 m blocca il cronometro a 19”72: è record del mondo.

Sono dovuti passare 18 anni prima che un altro atleta riuscisse ad abbassare quel tempo.

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