Ci hanno rubato la parola amore. Hippie a teatro

Un conflitto generazionale tra una nonna e una nipote diciottenne, alla quale è negato il permesso di partecipare a una manifestazione ambientalista. Poi la nipote scopre che la nonna in gioventù era una hippie. È la storia di Ci hanno rubato la parola amore, lo spettacolo che ho scritto – tratto dal libro Hippie, la rivoluzione mancata – con la regia di Adele Merati. Sul palco dodici attori, nove dei quali under 20.
Il testo si snoda su due livelli – la scena stessa è divisa in due – dove la nonna racconta alla nipote la sua esperienza di vita in una Comune a metà degli anni Sessanta a San Francisco ricordando il suo arrivo, lo stile di vita, gli ideali e le battaglie del movimento dei figli dei fiori, interagendo con i suoi vecchi amici in quell’America che viveva tra conflitti razziali, assassini di esponenti politici e con la guerra del Vietnam, che ha minacciato un’intera generazione di giovani.
Ci hanno rubato la parola amore – la frase denuncia contro il consumismo e la pubblicità pronunciata dall’hippie Jerry Rubin a metà degli anni Sessanta a San Francisco – è un racconto hippie che, tra contestazione, guerra, passione e amicizia, unisce più generazioni.

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