1987: tre governi in un anno. Un record

berlusconi-craxi-de-mitaIl 1987 è un anno terribile per la politica italiana, dove l’instabilità regna sovrana. In dodici mesi si sono succeduti tre governi e, a causa del scioglimento anticipato delle Camere, una tornata elettorale. Si inizia con la mancata fiducia da parte della Dc al secondo governo Craxi, cominciato nemmeno un anno prima, il primo agosto 1986, e caduto il 17 aprile del 1987, tra le cause anche la mancata staffetta con il segretario Dc Ciriaco De Mita alla guida del governo. A Craxi succede, dopo cinque tentativi falliti da uomini illustri, un veterano come Fanfani, che guida un governo monocolore democristiano fino al 28 aprile. La Dc ha il fiato corto, e Fanfani e il suo Governo cadono, impallinati anche dagli stessi compagni di partito. Cossiga, dopo aver dato un mandato esplorativo al presidente del Senato Giovanni Spadolini e a quello della Camera Nilde Iotti(prima donna in Italia ad avere un tale incarico) scioglie le camere. Dal voto ne esce un Psi rafforzato (guadagna quasi tre punti arrivando al 14,3%) e una Dc in recupero (dal 32,9 al 34,3%), crolla invece il Pci che arretra di quasi tre punti fermandosi al 29,9%. In Parlamento entrano per la prima volta la Lega Lombarda e la Lista Verde. Questa volta la Dc propone De Mita, ma il Psi si oppone. A formare il Governo tocca a un giovane Dc, Giovanni Goria, ex ministro del Tesoro e del Bilancio del precedente governo Fanfani. Goria guida un pentapartito, ma resterà in carica nemmeno un anno,è costretto a dimettersi a causa della bocciatura del Bilancio. A succedergli (il 13 aprile 1988) sarà, dopo tanta attesa, Ciriaco De Mita.

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