Si torna a suonare grazie ai Police

È il 1980: l’Italia è in astinenza di musica dal vivo, una stagione iniziata verso la metà degli anni Settanta, fatta di contestazioni ai concerti, scontri, autoriduzioni. Gli artisti, anche quelli più “impegnati” politicamente, sono vittime di veri e propri “processi” politici da parte di gruppi che si definiscono “autonomi” che li accusano di essersi venduti allo spettacolo capitalista. Non c’è concerto dove gli autonomi non riescano a interrompere lo spettacolo: sfondano i cancelli, si scontrano con le forze dell’ordine e raggiungono il palco. Il clou si tocca proprio a Milano, all’Arena Civica, quando viene una molotov lanciata sul palco dove si sta esibendo Carlos Santana. Nei primi mesi del 1980 Punto Rosso, un’organizzazione di spettacoli vicino alla “sinistra”, decide di rischiare ugualmente e allestisce un’unica data italiana per un gruppo inglese pseudo-punk, i Police, che stanno girando l’Europa per promuovere il loro secondo album dal titolo abbastanza originale: Reggatta del Blanc. I Police suonano così per la prima volta in Italia il 2 aprile 1980, al Palalido di Milano gremito fino all’inverosimile: i biglietti, 5.500 (venduti a 3.000 lire), sono esauriti, così gli organizzatori – per evitare incidenti – preferiscono aprire i cancelli a tutti. Risultato, nel palazzetto di piazza Stuparich riescono a entrare – non si sa come – oltre 9 mila persone. Aprono la serata i Cramps, gruppo punk che sul finale distruggono mezzo palco, poi tocca ai tre finto-biondi, che – dopo un saluto frettoloso – attaccano Walking On The Moon incantando subito la platea che si accorge che quel tipo di musica non si era mai sentita. È una sorta di new wave ricca di spunti, di suggestioni e contaminazioni. Sting e soci, infatti, riescono ad assemblare, con soluzioni spesso geniali, i più disparati generi musicali, dal progressive al garage, dal rock’n’roll al soul, dalla psichedelia al rhythm and blues, dall’hard al funky, al reggae, al jazz. I brani dei due album scorrono via veloci, in un concerto vivace e partecipato, festoso e – per la prima volta dopo dieci anni – senza incidenti. Dopo questo concerto in Italia si torna a suonare dal vivo. La conferma si ha pochi mesi dopo, il 27 giugno, quando Bob Marley si esibisce allo stadio di San Siro davanti a 80mila persone.

4 commenti

4 commenti

  1. vunciun:

    alcune inesattezze…..
    non cominciarono con “walking on the moon” ma con” next to you” ,mi pare….
    la molotov a santana fu lanciata al palalido e non all’arena….e con quel gesto si chiusero per anni i concerti in italia…

  2. luca:

    Sulla scaletta dei Police hai ragione, Walking on the Moon fu la quarta in scaletta, dopo una breve intro, Next To You e So Loneley. Per quanto riguarda la molotov di Santana sbagliamo entrambi: il palco della molotov era montato all’interno del Vigorelli.

  3. vunciun:

    hai ragione….
    mi sono accorto dell’errore più tardi rileggendo…ormai avevo in testa palalido per via dei police…..cmq di quel concerto conservo ancora le bacchette ,o la bacchetta di copeland ,e la scaletta scritta a mano, presumo da sting…
    a proposito del vigorelli ….prima di santana ci furono casini anche con lou reed e led zeppelin….non se ne ebbero con b b king ,e alla ripresa dei concerti dopo anni di vuoto ,non ricordo se suonarono i clash i ramones o i kiss ,si videro ancora alcuni gruppi di “autonomi” con volti coperti er spranghe ,anche se fortunatamente non successe nulla……
    ogni eventuale correzione è ben accetta :-)

  4. maurizio:

    io c’ero al Palalido quando si esibirono i Police, un gruppo quasi sconosciouto a molti e che vennero per la prima volta in Italia proprio grazie al Punto Rosso. Conoscendo alcuni di questa organizzazione, feci, insieme ad altri giovani amici, il cosidetto servizio d’ordine ai cancelli, controllando i biglietti d’ingresso così come per altri memorabili concerti di quegli anni. Risulta comunque veritiera la versione che ad un certo momento, dopo che entrarono quasi tutti quelli muniti di regolare bigliettoi, l’organizzazione, per scongiurare incidenti in considerazione dell’eccezionalità dell’evento, decise di aprire i cancelli anche per tutti gli altri che si rifiutavano di pagare. Vorrei poi aggiungere che il Punto Rosso, organizzazione per così dire antagonista della ben più grande e nota Arci, oltre ai Police riuscì a far conoscere prima di altri in Italia gruppi come Motorheed, Clash, Ramones, Peter Tosh e se non erro Bob Marley ed altri ancora. Peccato poi che questa Organizzazione, dopo aver anche aperto a Milano ( in P.le Lagosta) una discoteca chiamata proprio Punto Rosso, (il locale era un ex cinema) andata dopo poco tempo a fuoco per cause a me sconosciute, praticamente si dissolse (forse per troppi debiti accumulati) privando così quei giovani appassionati di musica, di un contributo di aggregazione importante sia sotto l’aspetto musicale che culturale, oltre che nuovo ed alternativo. Sono fermamente convinto che quelli del mia generazione e che hanno vissuto le mie stesse esperienze rimpiangeranno tutt’ora quegli anni indimenticabili.-

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