Quando i sorcini abbandonarono il predicatore

Zerofobia, Zerolandia e EroZero, sono stati per Renato Zero tre dischi che l’hanno consacrato al grande pubblico e gli hanno fatto conquistare le classifiche. Nel 1979 ha girato tutta Italia con il tour Zerolandia, spettacolo di oltre due ore montato sotto un vero tendone da circo, nel quale ha chiamato a raccolta tutti i suoi “sorcini”, deliziati poi col film Ciao Nì, una sorta di documentario sulla sua carriera fino a quel momento. E proprio da quel momento decide di cambiare rotta. Zero entra negli anni Ottanta abbandonando trucchi e cerone, i suoi testi diventano più maturi e riflessivi. La vena creativa non gli manca: in dieci anni pubblica la bellezza di undici album, di cui sei doppi. Nel 1980 esce Icaro, doppio dal vivo, e Tregua (doppio), da molti definito come il suo disco più politico, sia per i temi trattati sia per il titolo, che contiene, tra l’altro, il singolo Amico. L’anno dopo esce un altro doppio album, Artide Antartide (tutt’oggi considerato tra i più riusciti) seguito da Via Tagliamento, sempre doppio, un omaggio al Piper di Roma, locale dove Zero ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo: il disco è promosso in televisione, grazie alle sigle Soldi e Viva la Rai, nel corso della trasmissione Fantastico. Da qui in poi comincia una parabola discendente: Zero sforna dischi a raffica ma, col passare del tempo, il pubblico si accorge che comincia a mancargli l’ispirazione. E infatti, nel 1984, esce la sua prima raccolta, Identikit Zero, seguita da Leoni si Nasce, disco poco riuscito. Il periodo buio si fa sempre più fitto: Zero scopre che la sua immagine non è più trasgressiva, che i sorcini non lo seguono più. E se ne accorge soprattutto in occasione del tour Soggetti Smarriti, nel 1986, quando i Palasport delle grandi città vengono sostituiti con teatri di provincia che, però, restano semi vuoti. La parabola artistica tocca il fondo nel 1987 con un nuovo doppio album, Zero, che in classifica non entra nemmeno nelle prime venti posizioni. Zero scompare dalle scene per due anni e si ripresenta alla fine del 1989 con Voyeur, album registrato a Londra che ottiene un discreto successo, grazie al quale – abbandonato definitivamente prediche e travestimenti – inizia una lenta rinascita che lo ha portato sino all’autocelebrazione, lo scorso anno, con sei megaconcerti a Roma in occasione del suo sessantesimo compleanno.

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