Il buono dei Pink Floyd

Se n’è andato in punta dei piedi, in silenzio. Così come discretamente ha vissuto la sua vita da rock star. Richard Wright, morto di cancro a 63 anni, è stato sempre visto come “il lato buono dei Pink Floyd”, sarà stato per la sua faccia da bravo ragazzo, o per la sua compostezza nei concerti seduto alle tastiere, anche nell’epoca della psichedelia più dura. Assieme a Roger Waters, Nick Mason e Syd Barret ha fondato i Pink Floyd, gruppo che, almeno fino ad ora, aveva resistito stoicamente a morti (se non si considera quella di Syd Barrett) e separazioni (rischiate più volte dai litigi continui tra Gilmor e Waters) era una delle band più longeve della storia che proprio quest’anno ha festeggiato i 35 anni della pubblicazione di quello che per quasi tutti gli amanti del pop-rock è considerato l’album perfetto, The Dark Side Of The Moon l’ottavo dei Pink Floyd, uno dei più venduti nella storia, dove buona parte degli arrangiamenti si devono proprio a Wright. The Dark Side…, uscito nell’aprile del 1973, ha venduto oltre quarantamilioni di copie ed è rimasto per 724 settimane nella classifica Billboard 200 dell’omonima rivista musicale americana. Forse nemmeno Wright e compagni avevano immaginare quale capolavoro avevano realizzato. Wright era ottimo tastierista, un originale compositore e, soprattutto, un geniale arrangiatore. È stata sua l’idea, infatti, di creare la base ritmica di Money con il tintinnio di monetine e i rumori dei registratori di cassa: per far sì che il suono si adattasse al ritmo in 7/4, Wright ha tagliato e reincollato il nastro più volte, usando un righello per assicurarsi che i battiti fossero giusti. Con questo disco i Pink Floyd danno l’addio all’illusione psichedelica, perseguita negli album precedenti come Ummagumma, Atom Heart Mother e Meddle, e virano decisamente verso il pop. Il seguito di The Dark Side è un altro capolavoro: Wish You Where Here, uscito nel 1975 e dedicato a compagno Syd Barret.

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