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Costume,
Musica,
Spettacoli
Sanremo è il “grande evento” necessario e prestigioso, che riassume le trasformazioni del nostro Paese, le sue inerzie, le sue sedimentazioni culturali, sociali e politiche. In Italia la musica leggera è un bene di consumo popolare che, come pochi altri, riflette l’immagine che una società vuol dare di sé. E per questo motivo che il Festival si è trasformato rapidamente nello ” specchio dell’Italia”. Ogni anno dal suo palcoscenico si capisce lo stato del Paese, sotto tutti i punti di vista: sociale, politico, economico. Le coordinate le offrono le canzoni, i presentatori, le vallette, gli ospiti, l’arredamento, i vestiti. Tutto. Continua a leggere…
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Costume,
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Spettacoli
A metà dagli anni Sessanta, nelle grandi città italiane, si registra la prima svolta sociale e culturale del mondo giovanile: i ragazzi si fanno crescere i capelli, non portano più la cravatta, indossano i blue jeans, si ribellano agli atteggiamenti autoritari sia dei genitori sia degli insegnanti e, non sono pochi, scappano di casa, chi per seguire un proprio ideale chi, semplicemente, in cerca di avventure. In questo clima, a Roma, il 17 febbraio 1965, nasce il Piper Club, primo locale pensato e realizzato unicamente per i giovani grazie ad Alberico Crocetta, avvocato e imprenditore amico di Renzo Arbore, Giancarlo Bornigia, impresario. È un locale totalmente nuovo nella concezione dello spazio di sala da ballo: la pista centrale, illuminata da 350 luci, contiene oltre 100 persone (è la più grande d’Italia) ed è spezzata da pedane luminose; la scenografia è ideata dall’artista Claudio Cintoli, un’opera pop-art dal titolo Il giardino di Ursula composta da una sequenza di gigantografie – tra le quali due labbra sorridenti – e sculture realizzate con materiali di recupero; sui muri dietro al palco si alternano opere di Andy Wharol, Manzoni, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Robert Rauschenberg. Continua a leggere…
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Cronaca,
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Politica
È passato alla storia come gruppo ‘politico’, ma – in origine – è un gruppo di musica ‘popolare’ che, per caso, si trova in tournée in Italia l’11 settembre del 1973, il giorno del colpo di Stato in Cile per opera di Augusto Pinochet. Da allora gli Inti Illimani (www.inti-illimani.cl), gruppo acustico di musica andina con una formazione che varia tra i 6 e i 9 elementi, hanno fatto soltanto quello che molti cileni hanno fatto di fronte alla dittatura: combatterla. Impossibile, però, non identificarli con il brano El pueblo unido jamàs serà vencido, (http://www.youtube.com/watch?v=NwiML8pCB7E) canzone bandiera e simbolo di una stagione politica, non solo cilena, composta nel 1970 da Sergio Ortega, musicista cileno del gruppo musicale Quilapayùn. La frase «El pueblo unido jamàs serà vencido» prima di diventare il ritornello di una canzone, era uno slogan che si gridava per le strade di Santiago durante i tre anni di presidenza di Salvador Allende e, dopo il golpe che portò al potere i militari guidati da Pinochet, s’è trasformata in uno slogan-simbolo della lotta per il ritorno alla democrazia nel Cile e nel resto del mondo. Continua a leggere…
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Musica,
Spettacoli
Alberto Camerini Brasiliano d’origine, dopo aver collaborato nei dischi di Eugenio Finardi e Claudio Rocchi (ha un’abilità a suonare la chitarra fuori dalla norma) nel 1976 incide, per l’etichetta Cramps di Gianni Sassi, Cenerentola e il pane quotidiano. Nel 1978 esce Comici cosmetici, il suo lavoro migliore caratterizzato da ironia e creatività che riescono a fondersi nella politica e nell’impegno. All’inizio degli anni Ottanta Camerini lascia la Cramps, firma per la CBS e si affida alle cure “elettroniche” di Roberto Colombo che crea il personaggio dell’arlecchino robotico. Nei lavori successivi le ballate sudamericane degli inizi lasciano il posto a ritmi ska e reggae elettronici: scala le classifiche con Serenella, Skatenati, Sintonizzati con me, Rock’n’roll robot, e si aggiudica Dischi d’oro. Continua a leggere…
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Musica,
Spettacoli
Franco Battiato – Studioso di musica classica elettronica, incide i primi dischi negli anni Settanta per la Bla Bla, etichetta sperimentale. Fetus, Pollution, Sulle corde di Aries, Clic, tutti lavori complessi di musica d’avanguardia. Nel 1977, con l’album L’Egitto prima delle sabbie vince il premio Stockhausen quel miglior composizione al pianoforte. Poi, coadiuvato dal maestro di violino Giusto Pio e dal manager discografico Angelo Carrara, decide di approdare alla forma canzone. Continua a leggere…
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Musica
Lucio Battisti Alla fine degli anni Settanta Lucio Battisti è un monumento della canzone italiana: quasi tutti i suoi album hanno raggiunto la vetta della classifica e alcune sue canzoni sono considerate dei capolavori. Ma l’inossidabile sodalizio con Mogol, che ha garantito per quasi vent’anni una proficuità inimmaginabile, inizia a scricchiolare: Battisti è sempre più convinto di intraprendere nuove strade e ricercare nuove soluzioni creative. Il suo amore per la musica anglo-americana, cresce a dismisura; il successo, i soldi, il dominio delle hit-parade, non bastano più. Sente il bisogno di espandere ulteriormente i confini della propria arte, di entrare in contatto con altri universi musicali. Continua a leggere…
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Musica
Ora è un momento buio, dove si spopola solo in Sudamerica (grazie a Laura Pausini) e in Germania (con Gianna Nannini e Zucchero): ma una trentina di anni fa i cantanti italiani scalavano le classifiche di tutto il mondo, Usa e Inghilterra comprese. Su tutti c’è il caso anomalo di Raf. Raffaele Riefoli, foggiano d’origine, agli inizio degli anni Ottanta vive a Londra. Nel 1984 riesce a ottenere un contratto con una casa discografica Francese, la Carrere, è incide un singolo, in lingua inglese: Self Control. Pochi mesi dopo l’uscita, grazie al tam tam radiofonico, è in vetta alle classifica di mezza Europa e, dopo, raggiunge il primo posto anche negli Stati Uniti. Continua a leggere…
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Costume,
Musica,
Spettacoli
Grazie a una serie di “vaffanculo” urlati attraverso i microfoni della Bbc si resero improvvisamente famosi: era il 1977 e dei Sex Pistols, prima di allora, nessuno ne sapeva nulla. Ma le trovate “pubblicitarie” non si limitarono agli insulti: Rotten, Cook, Jones e Vicious durante i loro concerti si tagliavano il corpo con lamette e si spegnevano sigarette addosso, oltre, ovviamente, distruggere gli strumenti, insultare e sputare sul pubblico; il loro singolo God Save The Queen, venne pubblicato appositamente durante le nozze d’argento della regina d’Inghilterra e venne considerato un attacco alla monarchia e al nazionalismo inglesi. Continua a leggere…
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Musica
I primi anni Sessanta, per gli Stati Uniti, sono gli anni del conflitto Vietnam che sta spazzando via un’intera generazione, della Guerra Fredda, la minaccia di un mondo ignoto al di là della Cortina di Ferro, del maccartismo, combattuto con la ricerca persecutoria del nemico comunista all’interno dell’Università e del mondo culturale. Sono anni in cui va in crisi il movimento sindacale mentre l’economia è in espansione: si affermano le corporations del “complesso militare-industriale”, si espandono a velocità impressionante le grandi aree legate al pieno impiego dei settori di popolazione che la Depressione post bellica aveva colpito e costretto ad emigrare. Per gli americani si sta aprendo la prospettiva di una stabilità economica e l’ingresso in quella middle-class in cui, sempre di più, si identifica il cittadino medio. Continua a leggere…
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Cronaca,
Musica
È morta per una rara malattia autoimmunitari Lucy O’Donnell, 46 anni: è lei che ispirò nel 1967 la canzone dei Beatles Lucy in the Sky with Diamonds, inserita nell’album Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Il titolo è stato suggerito da Julian, figlio di John Lennon, che aveva portato a casa un suo disegno ispirato alla O’Donnell, sua compagna di classe, spiegando al papà: «È Lucy nel cielo con i diamanti». Lei allora aveva 3 anni, lui 4. Molti credono tuttora che il brano sia un riferimento all’Lsd (le iniziali del titolo), la famosa droga allucinogena, ma la stessa Lucy, in un’intervista alla Bbc di un paio di anni fa, ha rivelato due anni fa di esserne l’ignara ispiratrice: «Julian aveva fatto un disegno e quel giorno il padre è venuto con l’autista a prenderlo a scuola». Lucy Vodden, questo il nome da sposata, è morta all’ospedale St. Thomas di Londra dopo una lunga battaglia contro la malattia. Negli ultimi anni Julian era tornato in contatto con la ex compagna di classe.