Un cuore in cielo per costruire legami forti

Muoviamoci è il titolo di una mostra in cui fotografia, parole, musica e voci si fondono per raccontare gli alberi e il cielo come metafore della malattia, la Sclerosi laterale amiotrofica, e della speranza. Gli alberi: vivi e immobili come i malati di Sla. Gli autori delle fotografie sono Roberto Besana, che ha ideato e curato la mostra, e Cristiano Vassalli. La foto in alto è quella che è stata scelta per essere abbinata a un mio testo. È l’immagine di un cuore formato da una nuvola: il cuore è il simbolo dell’amore.

«Erano i ragazzi che nel 1965 tentarono di cambiare il mondo, lo stile di vita, la cultura. E di creare un mondo d’amore. Naturalmente non è successo, ed è stata una grande delusione per tutti, anche per noi, per quelli della mia generazione, in Italia. Erano gli Hippie, la Love Generation, movimento capace di scrutare a fondo nell’anima dell’uomo per raggiungere la verità nei rapporti fra le persone, avere più rispetto per la natura e più voce per gridare no alla guerra. Principi che il movimento dei Figli dei fiori ha individuato cinquant’anni fa ma che ancora oggi sono attuali e quanto mai urgenti, allora li accusavano di essere solo dei sognatori, innamorati dell’amore.

Quella del Peace & Love non è stato solo uno stravagante stile di vita, ma una filosofia vera e propria basata sulla volontà di costruire un mondo fondato su alti valori. E così gli hippie diffondono l’amore, inteso come modo di porsi di fronte alle cose, alle persone, alla natura, agli animali, agli alberi, alla vita. La ‘rivoluzione dell’amore’ è così dilagata confidando soprattutto nella condivisione e nell’aiuto reciproco tra le persone.

Oggi amore e bene sono tra le parole più usate e, forse, abusate; mentre la Love Generation aveva scoperto che il vero amore e il vero bene si ottengono quando si offrono a chi ne ha bisogno, un’attenzione che rende felice chi necessita d’aiuto e chi lo offre.

Dedicarsi a chi soffre dà un senso alla propria vita e costruisce legami più forti. E mai come oggi ne abbiamo bisogno.

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