La signora dei fagioli

È il 3 ottobre del 1983 quando Raiuno, per contrastare le reti Fininvest che nella fascia oraria del mezzogiorno hanno il dominio assoluto con il Pranzo è servito condotto da Corrado, manda in onda Pronto, Raffaella?, trasmissione condotta da Raffaella Carrà e diretta da Gianni Boncompagni. Il format è innovativo perché la Carrà, che in diretta canta, balla e intervista, davanti alle telecamere si comporta come una semplice padrona di casa, colloquiando per telefono con gli spettatori, facendoli sentire in famiglia. Lo studio è adibito come un appartamento, con tanto di finestra che riflette le condizioni meteorologiche di Roma. All’interno del programma non mancano i momenti comici con i giovani della Premiata Ditta, lo spazio per i bambini con Punto e Virgola (rispettivamente cane e gatto della trasmissione, amati da tutti i bambini) e, soprattutto, i giochi-quiz con domande alla portata di tutti. Memorabile è quello dei “fagioli”, che consisteva nell’indovinare il numero esatto dei fagioli all’interno del barattolo, un tormentone andato avanti per mesi. Di puntata in puntata si è creata una suspense sempre maggiore, sia per l’aumentare del montepremi, sia per l’avvicinarsi al momento ineluttabile della soluzione dell’enigma, tant’è che la stampa parla di una sorta di “orgasmo” televisivo collettivo. Lo stesso Boncompagni ha poi ammesso che il famosissimo gioco dei fagioli è stato copiato da un programma che andava in onda su una tv privata toscana, Tele Libera Firenze, condotto da una giovanissima Cesara Buonamici. Per la cronaca i fagioli erano 10.944. Nella conduzione la Carrà è affiancata da una sorta di maggiordomo “meccanico”, David Zed. Il successo è immediato: la media degli spettatori incollati davanti al video è di 4,5 milioni – con punte di 9 – e nel giro di poco tempo la trasmissione diventa una sorta di fenomeno culturale (tanto che il format è analizzato dalle emittenti di tutto il mondo, da quelle americane fino a quelle dell’Est): la Carrà mostra impensabili doti di anchor woman, si trova a suo agio con tutti, cantanti, casalinghe, manager e politici; ispira simpatia e calore umano, ma la chiave del successo del programma è l’inedita formula di interazione con il pubblico attraverso le telefonate in diretta, le lettere e i giochi. E diventa una vera amica della tv, soprattutto delle casalinghe.  Il programma consacra la Carrà come migliore presentatrice, conduttrice e show girl della storia della televisione italiana tanto da essere il secondo personaggio più popolare del momento. Visto il successo, l’anno successivo la trasmissione raddoppia: ogni giovedì, alle 20.30, va in onda Buonasera Raffaella, il format resta simile, aumentano soltanto le interviste a personaggi dello spettacolo e della cultura, cinque puntate del programma sono trasmesse in diretta da New York. Il successo della trasmissione è enorme, tanto da continuare anche dopo l’uscita dal programma della Carrà, nel 1985, anno in cui comincia a occuparsi esclusivamente di Buonasera Raffaella. Il testimone passa poi a Enrica Bonaccorti, ma resta tutto uguale, si cambia soltanto il nome che, da Pronto, Raffaella?, diventa Pronto, chi gioca?.

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