Musica Leggera. Anni di piombo

 

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No Reply, 160 pagine. 12 euro

Il volume racconta la canzone ‘politica’, che si forma a Milano tra la metà degli anni Sessanta e la fine degli Anni Settanta, le cui vibrazioni si ripercuoteranno su tutta l’Italia.

Un decennio dove nascono formazioni politiche extraparlamentari, mentre il Paese vive la tensione degli Anni di piombo: una sigla che tutto ingoia, purtroppo anche quelle formidabili spinte culturali che troveranno, soprattutto nella musica, una stagione ricca di creatività.

I giovani comprano i dischi a 33 giri, che diventano oggetti di culto: li conservano come fossero gioielli, studiano la copertina e li ascoltano. Così la formazione politica passa anche dai testi e dalla musica che, in quegli anni, è davvero poco ‘leggera’. Anzi: è diventata una cosa fin troppo seria. La musica non era “un lato” della realtà: ne faceva integralmente parte, ne era un organo vitale, un’arteria imprescindibile.

Musica leggera Anni di piombo, anche attraverso episodi inediti, mette in luce il peso specifico della musica “leggera” in quel periodo, un susseguirsi di episodi anche drammatici e surreali che vanno dai “processi proletari” contro Battisti e De Gregori, ai festival del proletariato giovanile del Parco Lambro di Milano alle progressive prese di distanza di musicisti sempre più increduli della piega che le cose stavano prendendo.

«I nostri non sono dischi. Sono progetti politici» Demetrio Stratos

 «Perché il giudizio universale
non passa per le case
le case dove noi ci nascondiamo bisogna ritornare nella strada nella strada per conoscere chi siamo».  Giorgio Gaber

 

Il booktrailer