Immortali. Storia e gloria di oggetti leggendari

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Morellini, 160 pagine. 20 euro

L’Amarena Fabbri, il Bacio Perugina, la penna e l’accendino Bic, il Cicciobello, il Cremino Fiat, la Coccoina, il Martini Rosso, il Fernet Branca, il Monopoli, le Timberland e la Pasta d’acciughe Balena. Ma anche la Cedrata Tassoni, la Crema Nivea, l’Ovomaltina, la Moka Bialetti, la polo Lacoste, gli occhiali Ray-Ban…

Sono alcuni dei prodotti raccontati “Immortali” con fotografie di Barbara Lei e la prefazione di Tommaso Labranca. Su questi articoli il tempo passa sopra senza lasciare il segno: sono stati indossati, mangiati, bevuti e utilizzati da intere generazioni perché la legge implacabile della moda non è riuscita a sostituirli e per questo diventati, per l’appunto, immortali.

Che sia l’effetto del giusto mix di creatività, innovazione, marketing e comunicazione o della più fortunata dose di casualità, questi prodotti geniali e intramontabili celano tutti storie uniche e inaspettate. Accanto alle storie emergono importanti nomi dell’arte, del cinema, della canzone e della moda, testimoni forse inconsapevoli di un successo che verrà perpetuato ben oltre il XX secolo.

Dalla prefazione di Tommaso Labranca:

«Se Freud fosse nato ai tempi del baby-boom l’”Interpretazione dei Sogni” invece che una sequela di sfoghi onirici di isteriche signore viennesi sarebbe stata un più interessante catalogo di marchi e prodotti celebri…quelli che da decenni ci mostrano sempre lo stesso volto, tanto che ormai consideriamo zie acquisite la compita signora del brodo o la più sciatta massaia dell’appretto con il manico. Quelli che tornano a visitarci anche quando dormiamo».