Gli Ottanta – L’Italia tra evasione e illusione

Bevivino Editore – 424 pagine. 18 €

Il libro racconta la cronaca degli Anni Ottanta, il decennio vissuto dalla prima generazione post-ideologica, dove la “leggerezza” si contrappone alla “pesantezza” dei Settanta, dove l’evasione e il non-sense si sono sostituiti all’impegno e alle ideologie; dove modaioli, creativi e pubblicitari sono i nuovi modelli di riferimento e propongono una sorta di fai-da-te della felicità. La musica e il cinema diventano “usa e getta”, si viaggia di più e si è convinti di essere moderni e cosmopoliti: in realtà, si è un po’ naif e si finisce con l’imitare lo yuppismo americano. E poi i giovani: una generazione educata a colpi di serial e telefilm, di musica d’evasione, che non si ribella più ma, anzi, sembra perfettamente allineata al sistema.

All’invasione britannica di dark, new romantic, metallari e punk, l’Italia – e per prima Milano –  risponde con il Paninaro nostrano, teenager che ha come obiettivo il benessere a tutti i costi, all’insegna del “tutto e subito, e senza fatica”. Chi è nato in quegli anni non ha fatto nessuna guerra, non ha partecipato a nessuno scontro di piazza, non ha visto nessuna impresa spaziale, non ha né vissuto il terrorismo, né votato per il referendum sull’aborto. Ma ha dovuto ben presto scontarsi con il falso mito della leggerezza.

Il libro racconta la cronaca degli Anni Ottanta, il decennio vissuto dalla prima generazione post-ideologica, dove la “leggerezza” si contrappone alla “pesantezza” dei Settanta, dove l’evasione e il non-sense si sono sostituiti all’impegno e alle ideologie; dove modaioli, creativi e pubblicitari sono i nuovi modelli di riferimento e propongono una sorta di fai-da-te dellafelicità. La musica e il cinema diventano “usa e getta”, si viaggia di più e si è convinti di essere moderni e cosmopoliti: in realtà, si è un po’ naif e si finisce con l’imitare lo yuppismo americano. E poi i giovani: una generazione educata a colpi di serial e telefilm, di musica d’evasione, che non si ribella più ma, anzi, sembra perfettamente allineata al sistema. All’invasione britannica di dark, new romantic, metallari e punk, l’Italia – e per prima Milano –  risponde con il Paninaro nostrano, teenager che ha come obiettivo il benessere a tutti i costi, all’insegna del “tutto e subito, e senza fatica”.

Chi è nato in quegli anni non ha fatto nessuna guerra, non ha partecipato a nessuno scontro di piazza, non ha visto nessuna impresa spaziale, non ha né vissuto il terrorismo, né votato per il referendum sull’aborto. Ma ha dovuto ben presto scontarsi con il falso mito della leggerezza.