Un Cavallino tra lambrusco e tortellini

È il 1929: a Bologna, una sera di un piovoso ottobre, Enzo Ferrari partecipa a una cena organizzata dall’Automobile Club, per festeggiare Baconin (Umberto) Borzacchini che, al volante di una Maserati, ha appena conquistato il record del Mondo sui dieci chilometri. A tavola, si parla di corse, auto e piloti. E quella sera a Ferrari viene l’idea di fondare una scuderia per far correre i clienti facoltosi con vetture sportive Alfa Romeo, auto per la quale il giovane ingegnere di Maranello (ha trent’anni) aveva corso per diversi anni e per la quale ora era diventato rappresentante alla vendita per le regioni Emilia e Marche. La neonata Scuderia Ferrari debutta ufficialmente nelle corse automobilistiche il 12 e 13 aprile 1930 durante la IV Mille Miglia. Siccome al via ci sono anche della Alfa Romeo ufficiali (cioè preparate direttamente dalla casa di Arese) Ferrari distingue le “sue” macchine facendo applicare il cavallino rampante sul cofano. Il binomio sportivo Scuderia Ferrari-Alfa Romeo dura fino al 1939, quando Ferrari, liquidato dalla Casa milanese dopo anni di sodalizio, investe la liquidazione nell’acquisto del Fondo Cavani in località Maranello, sede della sua futura fabbrica che, dal 1943 in poi, si chiamerà semplicemente Ferrari.

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