Manzi, maestro di un milione di italiani

Il maestro elementare Alberto Manzi è stato una delle personalità più originali della pedagogia italiana contemporanea, il primo che ha saputo usare il mezzo televisivo per il sociale. Manzi ha infatti contribuito all’alfabetizzazione del Paese alla soglia del boom economico grazie a “Non è mai troppo tardi”, trasmissione televisiva dedicata ad adulti analfabeti, in onda sul primo canale (l’unico della Rai fino al 4 novembre 1961, quando inizia a trasmettere il secondo) dal 1959 al 1968 da lunedì al venerdì, nella fascia pre-serale, intorno alle 19. I segreti del successo di Manzi, signore garbato che si presenta in giacca e cravatta impugnando un gessetto con alle spalle una lavagna, sono il linguaggio, semplice colorito e mai pedante; e la struttura delle lezioni, a metà strada tra contenuto didattico e intrattenimento, facendo ricorso a scenette, brevi documentari, ospiti. Per supplire alla scarsa diffusione di apparecchi televisivi, la Rai allestisce migliaia di punti di ascolto nei quale gli allievi dispongono di un manuale, una sorta di sussidiario, edito dalla Eri, la casa editrice dell’ente televisivo di Stato. Il primo anno, grazie alle videolezioni di Non è mai troppo tardi, 35 mila telespettatori ottengono il diploma elementare. Poi, la frequenza alla scuola dell’obbligo aumenta di anno in anno e la trasmissione non ha più senso di esistere: così, nel 1968, è chiusa definitivamente. Al maestro Manzi la Regione Emilia Romagna, in collaborazione con i ministeri delle Comunicazioni e della Pubblica Istruzione, ha dedicato un Centro che ha lo scopo di far conoscere la figura e l’opera attraverso l’analisi del suo lavoro di educatore, di scrittore e di autore di programmi radio-televisivi «perché – si legge nella presentazione del Centro – il suo lavoro offre ancora stimoli innovativi a chi si occupa di educazione e d’insegnamento, di televisione e di nuovi media, ma anche a chi è impegnato nel sociale e a chi lavora per l’integrazione culturale». La trasmissione televisiva è stata rispolverata nel 2004 quando Rai Educational manda in onda Non è m@i troppo tardi, dove il simbolo della “chiocciola” anticipa l’argomento del programma: stavolta si parla di alfabetizzazione informatica.

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1 commento

  1. Luciano:

    Il Grande Maestro Alberto Manzi, insieme alla Rai,
    ha contribuito, negli anni ’60, con la trasmissione “non è mai troppo tardi”,
    a tanta parte degli italiani,di riscattarsi dall’analfabetismo e dalla povertà culturale,
    e a prendere pienamente coscienza dell’essere cittadini del ns.Paese.

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