I Moschettieri della terra rossa

FCoppaDavis_02Nicola Pietrangeli, il numero uno del tennis italiano, si ritira nel 1970 passando il testimone nelle mani del giovane Adriano Panatta, che lo ha già battuto nella finale dei campionati italiani. Assieme a Panatta, arrivano altri rinforzi: Paolo Bertolucci che, avendo come padre un maestro di tennis, si trova la racchetta in mano fin da bambino; Corrado Barazzutti, di superiore tenuta atletica e solidità, che arriva ad essere il numero 9 del mondo ed è ancora oggi l’unico italiano ad aver raggiunto le semifinali negli U.S. Open; e Tonino Zugarelli, che non riesce a sfruttare al meglio le sue ottime potenzialità a causa di una piccola, ma fondamentale, menomazione fisica: gli manca la falange del pollice. Zugarelli è riserva, tranne quando si gioca sulla superfici veloci, come il cemento, l’erba o il sintetico. La marcia di avvicinamento alla Coppa Davis da parte dei nostri Quattro Moschettieri inizia nel 1973: raggiungono la finale europea (persa contro la Cecoslovacchia) nel 1974 quella interzona (persa contro il Sudafrica); nel 1975 la Francia di Leconte e Noah ci elimina al primo turno. Arriva il 1976, il migliore anno che il nostro tennis ricordi: Panatta vince gli Internazionali d’Italia e di Francia, Zugarelli arriva in semifinale a Wimbledon, Barazzutti entra tra i primi dieci della classifica Atp e la squadra azzurra vince la Davis battendo in finale il Cile. La finale si tiene il 17 dicembre a Santiago del Cile. La squadra cilena non è molto forte ma è giunta in finale anche grazie al fatto che diverse federazioni avevano rinunciato a giocare in segno di protesta contro il regime di Pinochet. Prima della finale anche in Italia le polemiche non mancano, il governo italiano non vede di buon occhio il regime cileno, e c’è chi teme per l’incolumità della squadra e molti che spingevano verso il boicottaggio della finale. Pietrangeli, capitano non giocatore, si batte con forza per disputare la finale ed alla fine è il presidente del Coni a prendere la decisione di schierare la squadra. La finale ha poca storia, nei primi due singolari Barazzutti sconfigge Fillol (numero 1 cileno) e Panatta vince su Cornejo. Il punto decisivo arriva già alla seconda giornata con il doppio Panatta-Bertolucci. Quella del 1976 resta ad oggi l’unica coppa Davis vinta dall’italia, nonostante le altre 4 finali disputate.  L’impresa, però, non è stata quella di aver vinto l’incontro di finale contro un modesto Cile, ma di aver eliminato la Svezia di Borg e di battere gli inglesi a casa loro, sull’erba di Wimbledon.

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