I 33 giorni del Papa scomodo

Papa Paolo VI, Giovanni Montini, muore il 6 agosto del 1978. Montini, che fu detto avesse sempre studiato da papa, non ha mai avuto una buona immagine pubblica, soprattutto per l’inevitabile paragone con Giovanni XXIII, suo predecessore, certamente più gioviale e spontaneo, mentre lui è sempre apparso introverso e austero. Dopo un conclave rapidissimo, che si conclude solo dopo tre votazioni, la scelta per il nuovo papa cade su Albino Luciani, bellunese. La sua elezione, il 26 agosto, è frutto di una mediazione tra diverse posizioni, quelle più conservative della Curia, che supportavano l’Arcivescovo di Genova Giuseppe Siri, e la parte sostenitrice delle riforme del Concilio Vaticano Secondo, che volevano l’Arcivescovo di Firenze Giovanni Benelli. L’altra candidatura in campo è quella del cardinale polacco Karol Wojtyla, presentata da parte di quei Cardinali che chiedono un’apertura internazionalista del Vaticano. Si capisce subito che Luciani non è un professionista della Curia, nemmeno un intellettuale e che avrebbe avuto difficoltà ad assumere un comando autocratico accentrato. Sceglie il nome papale Giovanni Paolo I, per ossequio verso i due papi che lo hanno preceduto (Papa Giovanni XXIII, che lo aveva nominato vescovo, Papa Paolo VI, che lo aveva nominato cardinale). ll regno è brevissimo, dura appena 33 giorni, ma riesce comunque a lasciare il segno nella storia. Abbandona il plurale majestatis, parlare di sé in termini umani, ammette per esempio che quando Paolo VI lo aveva nominato Patriarca di Venezia era divenuto completamente rosso dalla vergogna. Ammette anche la paura che lo colse quando si rese conto di essere stato eletto papa ed esprime ripetutamente la sua sensazione di inadeguatezza al ruolo, che forse non è solo vezzo d’umiltà. Rifiuta l’incoronazione, la tiara e la sedia gestatoria. Un colpo di scena si ha quando esprime qualche apertura sulla questione degli anticoncezionali dopo un convegno delle Nazioni Unite sul tema della sovrappopolazione, tanto che l’Osservatore Romano non pubblicò i suoi commenti. Pochi giorni prima di morire, convoca i principali responsabili delle finanze vaticane per verificare come venigoo gestiti gli ingenti fondi del tesoro vaticano, ma non fa a tempo ad approfondire l’argomento: muore il 28 settembre 1978 ed è sepolto nelle grotte vaticane. La morte, ufficialmente, è dovuta a cause naturali, anche se da molti è stata da interpretata come un delitto politico. Il giornalista statunitense David Yallop, ad esempio, espone nel suo libro In nome di Dio la tesi per la quale la morte sarebbe da attribuirsi ad avvelenamento, probabilmente per un veleno che abbia agito a livello cardiaco. Anche altri autori avanzano analoghi sospetti, segnalandosi che se comunque non si ha prova di un eventuale delitto, effettivamente non mancherebbero convincenti moventi.  Il 16 ottobre 1978 si ha una nuova fumata bianca: il cardinale Karol Wojtyla è eletto successore di Papa Giovanni Paolo I col nome di Giovanni Paolo II.

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