Franceschi, il primo

manifesto-franceschi_1974_bassa-risolRoberto Franceschi nasce a Milano il 23 luglio 1952. Per ragioni di lavoro del padre tutta la famiglia si trasferisce per due anni in Sicilia, il primo anno a Gela dove egli termina il ciclo della scuola media dell’obbligo, il secondo anno a Catania dove frequenta il primo anno del liceo scientifico. Tornato a Milano e finisce il liceo al Vittorio Veneto. Viene scelto a rappresentare la scuola milanese in un viaggio, organizzato attraverso il Ministero della Pubblica Istruzione, per un gruppo di studenti italiani in Germania su invito delle autorità scolastiche di Bonn, ospite della famiglia del giudice Hans Stossel Presidente del Tribunale Regionale di Wurzburg. Inizia negli anni di liceo a sviluppare i suoi interessi sociali e politici aderendo al Movimento Studentesco. Dopo la maturità si iscrive alla facoltà di Economia politica all’università “Luigi Bocconi” dove, come leader del Movimento Studentesco,  s’impegna ad arginare l’insorgere di quella mentalità che voleva l’attività politica prioritaria rispetto all’impegno culturale e la ricerca della via facile nello studio, convinto che l’essere dalla parte degli sfruttati significa mettere a loro disposizione il meglio della ricerca scientifica. La sera del 23 gennaio 1973 era in programma un’assemblea del Movimento Studentesco presso l’Università Bocconi. Assemblee di questo tipo erano state fino ad allora autorizzate normalmente e non avevano mai dato adito a nessun incidente e, nel caso specifico, si trattava dell’aggiornamento di una assemblea già iniziata alcuni giorni prima; ma l’allora rettore dell’Università quella sera ordinò che potessero accedere solo studenti della Bocconi con il libretto universitario di riconoscimento, escludendo lavoratori o studenti di altre scuole o università. Ciò significava vietare l’assemblea e il rettore informò la polizia, che intervenne, con un reparto della celere, intenzionata a far rispettare il divieto con la forza. Ne nacque un breve scontro con gli studenti e i lavoratori e, mentre questi si allontanavano, poliziotti e funzionari spararono vari colpi d’arma da fuoco ad altezza d’uomo. Lo studente Roberto Franceschi fu raggiunto al capo, l’operaio Roberto Piacentini alla schiena. Entrambi caddero colpiti alle spalle. Franceschi è il primo studente caduto “in piazza”, con il suo omicidio ha inizio la scia di sangue che ha caratterizzato la lotta studentesca negli Anni Settanta.

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