Totocalcio, nascita e morte del sogno consumista

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca, Sport

È stata la compagna della domenica preferita dagli italiani: raramente baciata o accarezzata, quasi sempre strapazzata, insultata o fatta a pezzi. Ma tant’è, la settimana dopo si voleva ancora passare la domenica in sua compagnia. La schedina del Totocalcio ha accompagnato l’Italia e gli italiani alla rinascita, a sogni milionari: un azzardo innocuo che negli anni Cinquanta infiamma un popolo distrutto dalla guerra ma pronto a scommettere. Così, in pochi anni, la crescita del montepremi cresce rapidamente, quasi come l’industria, il reddito medio e le strade. Il Totocalcio diventa una sorta di emblema del miracolo economico di un Paese ferito a pronto a rialzarsi. È il 1946, l’anno del referendum “monarchia-repubblica”. L’Italia si lecca le ferite di una lunga guerra: circolano pochissime automobili, la maggior parte viaggia in treno, stipati in carrozze di terza classe, e non sono pochi quelli che non sanno se, a fine giornata, riescono a cenare. Senza quella povertà non si capirebbe l’imminente trionfo del nuovo gioco popolare creato da un giornalista, Massimo Della Pergola, aiutato da due suoi colleghi, Fabio Jegher e Geo Molo, inventano “la schedina Sisal”, concorso a premi legato al campionato di calcio che, tra mille difficoltà logistiche, si apprestava a ricominciare con la serie A divisa in due gironi, uno al Nord, l’altro al Sud. Continua a leggere…

Arriva il Moplen e l’Italia si colora

Scritto da: luca  //  Categoria: Costume, Cronaca

Un’invenzione da nome difficile, polipropilene, diventa simbolo di un’Italia in movimento: sospesa tra la povertà del passato e la voglia di futuro. È l’11 marzo del 1954 quando Giulio Natta, futuro premio Nobel per la chimica (nel 1963) scrive sulla sua agenda: «Fatto il polipropilene». Il nuovo prodotto, che in seguito sarebbe stato chiamato Moplen, serve a fare di tutto: stoviglie, componenti per le auto, bacinelle per l’acquaio, giocattoli, divertente, tanto che a fare da testimoniale è stato scelto un comico: Gino Bramieri. E, soprattutto, colora la vita degli italiani in quelli che sono stati chiamati, grazie appunto a questa invenzione, gli “anni di plastica”. Anni importanti, in cui cominciano le trasmissioni televisive, si modificano anche ruoli tradizionalmente immutabili, come il lavoro delle donne, nasceva il weekend e, per la prima e unica volta (se si esclude l’Olivetti) grazie al Moplen l’Italia è all’avanguardia mondiale in una tecnologia innovativa. Continua a leggere…

Cento candeline per l’Alfa

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca

È il 24 giugno del 1910 quando nasce L’Alfa (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili): la sede è a Milano e a guidarla sono un gruppo di imprenditori che rilevano la filiale italiana della francese Darracq. La prima vettura che esce dallo stabilimento al Portello, in zona Fiera, è la 24 HP: il motore, di 4084 cm3 di 42 CV, permette di superare i 100 chilometri l’ora, velocità notevole per l’epoca. La sportività, d’altra parte, è una caratteristica che accompagnerà, per cento anni, quasi tutti i modelli della casa del biscione. Pochi anni più tardi, con lo scoppio della guerra, l’azienda versa in gravi difficoltà economiche: a salvarla è l’ingegnere Nicola Romeo, che unisce il proprio nome al marchio. E la prima auto con lo stemma “Alfa Romeo” è del 1930: si chiama Torpedo che un giovane pilota, Enzo Ferrari (sì, proprio lui) porta al secondo posto alla Targa Florio.  Le corse sono state sempre una grande vetrina per l’Alfa  Romeo, tanto che negli anni Cinquanta, per lanciare la 1900 Sprint viene coniato lo slogan “la macchina da famiglia che vince le corse”.

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Nuovi consigli per gli acquisti

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca, Libri

Ho scritto un nuovo libro. Non è stato semplice: perché si discosta dal mio solito genere (il costume, la storia) e, soprattutto per il tema. Ma mi è sembrato giusto cogliere l’occasione che mi ha offerto Luca Sprea, editore abbastanza coraggioso per stampare 160.000 copie di volume che tratta un argomento spinoso, difficile, scomodo (in Italia anche di più), un tema che meno se ne parla meglio è. Da vero editore popolare Sprea ha anche deciso di distribuire il libro nelle edicole, per raggiungere il maggior numero di lettori, e di venderlo a un prezzo popolare: 7,90 euro. Chapeau! Dal canto mio mi sono limitato a raccontare i fatti, mettere a posto un po’ le carte e, soprattutto, riproporre integralmente il dossier pubblicato dal New York Times, quello che inchioda Papa Ratzinger, allora prefetto della Congregazione della Dottrina per la Fede, in merito alle denunce su Padre Murphy. Non è stato difficile: è stato solo schifoso. E basta.

Un Cavallino tra lambrusco e tortellini

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca, Sport

È il 1929: a Bologna, una sera di un piovoso ottobre, Enzo Ferrari partecipa a una cena organizzata dall’Automobile Club, per festeggiare Baconin (Umberto) Borzacchini che, al volante di una Maserati, ha appena conquistato il record del Mondo sui dieci chilometri. A tavola, si parla di corse, auto e piloti. E quella sera a Ferrari viene l’idea di fondare una scuderia per far correre i clienti facoltosi con vetture sportive Alfa Romeo, auto per la quale il giovane ingegnere di Maranello (ha trent’anni) aveva corso per diversi anni e per la quale ora era diventato rappresentante alla vendita per le regioni Emilia e Marche. La neonata Scuderia Ferrari debutta ufficialmente nelle corse automobilistiche il 12 e 13 aprile 1930 durante la IV Mille Miglia. Siccome al via ci sono anche della Alfa Romeo ufficiali (cioè preparate direttamente dalla casa di Arese) Ferrari distingue le “sue” macchine facendo applicare il cavallino rampante sul cofano. Il binomio sportivo Scuderia Ferrari-Alfa Romeo dura fino al 1939, quando Ferrari, liquidato dalla Casa milanese dopo anni di sodalizio, investe la liquidazione nell’acquisto del Fondo Cavani in località Maranello, sede della sua futura fabbrica che, dal 1943 in poi, si chiamerà semplicemente Ferrari.

La contestazione in Hit Parade

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca, Musica, Politica

lanuevacanÈ passato alla storia come gruppo ‘politico’, ma – in origine – è un gruppo di musica ‘popolare’ che, per caso, si trova in tournée in Italia l’11 settembre del 1973, il giorno del colpo di Stato in Cile per opera di Augusto Pinochet. Da allora gli Inti Illimani (www.inti-illimani.cl), gruppo acustico di musica andina con una formazione che varia tra i 6 e i 9 elementi, hanno fatto soltanto quello che molti cileni hanno fatto di fronte alla dittatura: combatterla. Impossibile, però, non identificarli con il brano El pueblo unido jamàs serà vencido, (http://www.youtube.com/watch?v=NwiML8pCB7E) canzone bandiera e simbolo di una stagione politica, non solo cilena, composta nel 1970 da Sergio Ortega, musicista cileno del gruppo musicale Quilapayùn. La frase «El pueblo unido jamàs serà vencido» prima di diventare il ritornello di una canzone, era uno slogan che si gridava per le strade di Santiago durante i tre anni di presidenza di Salvador Allende e, dopo il golpe che portò al potere i militari guidati da Pinochet, s’è trasformata in uno slogan-simbolo della lotta per il ritorno alla democrazia nel Cile e nel resto del mondo. Continua a leggere…

12 dicembre '69, iniziano gli Anni di Piombo

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca, Politica

strage-di-piazza-fontana-19681Il 12 dicembre 1969 un ordigno contenente sette chilogrammi di tritolo esplode alle 16,37, nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il bilancio delle vittime è di 16 morti e 87 feriti. Nei giorni successivi alla strage, solo a Milano, sono 84 le persone fermate tra anarchici, militanti di estrema sinistra e due appartenenti a formazioni di destra. Dal quel giorno l’Italia entra ufficialmente negli Anni di piombo, una fase storica che durerà per più di un decennio. Per la prima volta la gente muore non più per mano della mafia, di un rapinatore o della Polizia, ma per mano ‘ignota’. Il Sessantotto ha portato la gente in piazza, studenti e operai che manifestano per un ideale. Il ’69, ha portato le bombe.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca, Libri, Media

Tra pochi giorni uscirà in tutte (tutte? magari!) le librerie la seconda edizione de I Settanta – Gli anni che cambiarono l’Italia. Cinque anni fa, quando è stato pubblicato la prima volta, mai e poi mai avrei pensato di riuscire a fare la “seconda” edizione di un mio libro. E invece, non si sa come sia potuto accadere,  la prima edizione è andata esaurita, e il mio editore – Francesco Bevivino – ha pensato così di riproporre questa nuova versione de I Settanta che avrà anche  il compito di aprire la strada trainare, lanciare il nuovo libro, Gli Ottanta – L’Italia tra evasione e illusione, in uscita a febbraio, con la prefazione di Claudio Cecchetto. Tornando ai Settanta, il libro racconta la cronaca di un decennio che ha segnato, in modo indelebile, la storia del nostro Paese. Sono stati gli anni del terrorismo, della legge sul divorzio e sull’aborto, degli scontri di piazza e della crisi, sono nate le domeniche a piedi e le targhe alterne, le tv e le radio private. Anni in cui la generazione dei ventenni faceva domande alle quali, spesso, non veniva data risposta Perché erano domande scomode o perché, a quella generazione, non era consentito farle. Oggi, a distanza di quarant’anni, molte pagine degli Anni Settanta sono ancora d’attualità: il processo di piazza Fontana, il massacro del Circeo, l’omicidio di Pasolini, il rapimento di Aldo Moro, le gesta di Vallanzasca, la tv a colori e quella di Berlusconi… Sempre più spesso capita di guardare indietro, verso quegli anni, forse per cercare un ragionamento oppure per trovare la forza di uscire dall’ovatta che sembra foderare questo primo decennio del nuovo secolo.

Questa edizione si avvale di una nuova prefazione scritta da Claudio Rocchi, cantautore milanese simbolo di quel periodo, nuovi capitoli, illustrazioni e diversi aggiornamenti.

Dalla prefazione di Claudio Rocchi: «I più dormivano sonni di beata ignoranza cullati da anestetici in bianco e nero televisivo, epidermidi celate, democrazie cattoliche, sogni di plastica narcotizzanti. Poi, all’improvviso, l’onda lunga di uno tsunami trasversale ha travolto e inondato, spazzato via e distrutto, ucciso e trasformato il Vecchio Mondo».

Come nacquero i Movimenti giovanili in Italia/4

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca, Politica

03_ValleGiuliaIl primo marzo del 1968 a Roma, sulla collina della Facoltà di Architettura di Valle Giulia ai Parioli, gli studenti, per la prima volta, reagiscono alla violenza con la violenza: lanciano pietre, uova e oggetti ai poliziotti, ne incendiano gli automezzi, una vera e propria battaglia durata un giorno interno, durante la quale si affrontano 3000 studenti e 2000 agenti. C’è chi ha visto, in questo episodio, la nascita della componente violenta del Movimento che avrebbe portato, molti anni dopo, al terrorismo. In realtà si tratta di una reazione spontanea, estremamente disorganizzata, che ha successo solo perché la Polizia non si aspettava alcuna resistenza. Pier Paolo Pasolini, in quell’occasione, scrive Il Pci ai giovani, poesia in cui dichiara di simpatizzare con gli agenti perché «figli di poveri». Continua a leggere…

E Lucy, ora, è davvero in the sky

Scritto da: luca  //  Categoria: Cronaca, Musica

sgtPepper_1490607cÈ morta per una rara malattia autoimmunitari Lucy O’Donnell, 46 anni: è lei che ispirò nel 1967 la canzone dei Beatles Lucy in the Sky with Diamonds, inserita nell’album Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Il titolo è stato suggerito da Julian, figlio di John Lennon, che aveva portato a casa un suo disegno ispirato alla O’Donnell, sua compagna di classe, spiegando al papà: «È Lucy nel cielo con i diamanti». Lei allora aveva 3 anni, lui 4. Molti credono tuttora che il brano sia un riferimento all’Lsd (le iniziali del titolo), la famosa droga allucinogena, ma la stessa Lucy, in un’intervista alla Bbc di un paio di anni fa, ha rivelato due anni fa di esserne l’ignara ispiratrice: «Julian aveva fatto un disegno e quel giorno il padre è venuto con l’autista a prenderlo a scuola». Lucy Vodden, questo il nome da sposata, è morta all’ospedale St. Thomas di Londra dopo una lunga battaglia contro la malattia. Negli ultimi anni Julian era tornato in contatto con la ex compagna di classe.