Una mattonella per telefono

Il 1973 è un anno fondamentale per la telecomunicazioni: dopo anni di studi, milioni di dollari spesi in ricerche, centinaia di ingegneri impiegati nelle ricerche, viene finalmente effettuata la prima telefonata da un telefono (il diminutivo “ino” è, come vedremo, ancora azzardato) cellulare: è il 3 aprile quando Martin Cooper, ingegnere della Motorola, chiama da una strada di Manhattan, il suo diretto concorrente, il direttore di ricerca dei Bell Laboratories dell’AT&T. L’apparecchio che ha in mano è unico, si tratta infatti un prototipo di quello che verrà messo in commercio molti anni dopo. Pesa 1130 grammi, non ha il display e nemmeno altre funzioni se non quelle di parlare, ascoltare e comporre un numero; la batteria ha 35 minuti di autonomia e impiega più di dieci ore a ricaricarsi. Eppure, rispetto ai telefoni da automobile in voga in quel periodo, le dimensioni, il peso e il consumo energetico si sono notevolmente ridotti: questo salto tecnologico è reso possibile, tra l’altro, dalla diffusione dei transistor. Devono passare altri dieci anni di ricerche ed essere spesi altri milioni di dollari di investimento prima che la Motorola decida di fare il grande passo, quello cioè di mettere in commercio il DynaTac 8000x, il modello che apre definitivamente la strada verso i telefoni cellulari di largo consumo e che in Europa viene venduto solo dal 1986. Anche se un po’ più ridotto nelle dimensioni (è alto 25 cm) e dimagrito rispetto al prototipo (ora pesa poco meno di un chilo) l’apparecchio ha l’aspetto di una mattonella, permette conversazioni di circa 45/60 minuti a fronte di una carica di 10 ore e si possono fare soltanto due cose, telefonare e rispondere (gli SMS, infatti, nascono nel dicembre del 1992). Il prezzo? Uno sproposito: sfiora il milione di lire. La vita del DynaTac dura ben 7 anni, tantissimo se si pensa a quanto durano i modelli di oggi: nel 1989, infatti, Motorola lancia il MicroTac, uno dei modelli di maggior successo della telefonia mobile. Una curiosità: la società aveva previsto che alla fine del secolo ci sarebbero stati un milione di utenti nel mondo; in realtà già nel 2000, solo negli Stati Uniti, gli abbonati erano già 109 milioni.

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