Un telefono per sei milioni

Il 31 ottobre 1970 la teleselezione raggiunge tutta Italia: da questo giorno, 6 milioni e mezzo di italiani possono liberamente comunicare tra loro con il proprio telefono da casa, basta far precedere un numero del prefisso di una città e poi comporre il numero dell’abbonato, senza dover passare dal centralino centrale e dire «Pronto signorina, mi può passare questo numero?». Nel 1976,  per mezzo di una campagna sui giornali, la Sip (attuale Telecom) informa che in Italia è stato raggiunto il tetto dei 10 milioni di abbonati al telefono con 15 milioni di apparecchi, nel 1951 erano 1 milione e nel 1966 5 milioni che utilizzavano 6.400.000 telefoni. Telefoni che iniziano a cambiare: gli utenti, stufi del classico apparecchio da tavolo nero o bi-grigio con il discone trasparente in primo piano, vengono attratti dal design e il telefono diventa sempre più un elemento d’arredo, alla stregua di un soprammobile. Uno dei modelli di maggiore successo è il Grillo (foto sopra) prodotto dalla Siemens su disegno di Mario Zanuso. Design avanzato, colori pastello giallo, verde, rosso, grigio, ghiaccio, si apre e chiude a conchiglia; una volta aperto il disco numerico permette di fare il numero. Una soluzione che precorse i tempi e probabilmente nel corso degli anni suggerì ai designers moderni il concetto di flip che troviamo frequentemente nei cellulari (del tipo, appunto, a conchiglia). Un altro dei primi apparecchi con un design moderno è la Gondola, di forma rettangolare, originale perché la cornetta viene alloggiata sopra il disco.

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