Quell’estate a seno nudo

In spiaggia, la prima pancia nuda di una donna appare nel 1940: il costume si chiama Self Ra: è un pantaloncino accompagnato da un super-reggiseno che “tira su” e copre le forme con “poco scandalo”. Negli anni Cinquanta scompare l’effetto pantaloncino: si abbassa la mutandina e il reggiseno si scolla di più. Nel 1960 è Raquel Welch a fare scalpore: la mutandina si riduce ancora di più (ai fianchi solo una stringa) e i due seni sono coperti da semplici coppe, unite anche loro da una stringa. Manca poco al gran salto. Il Paese che ha scoperto per la prima volta il seno femminile è forse il più puritano di tutti. È il 3 giugno del 1965 quando una bionda modella americana diciannovenne, Toni Lee Shelley,  si presenta su una spiaggia del Michigan vicino a Chicago, indossando sotto l’accappatoio un costume nero ascellare privo del reggiseno, sostenuto da due bretelline filiformi: il costume è opera dello stilista californiano Rudi Gernreich. Quando esce dall’acqua  trova non solo una frotta di fotografi, ma anche due agenti (nella foto dell’arresto) che l’accusano per  atti osceni in luogo pubblico. Da sottolineare il fatto che le foto del modello di costume dello stilista Gernreich, vennero rifiutate pochi giorni prima dal settimanale Life: «Il nostro è un giornale per famiglie, mica pornografico!» disse il direttore dell’epoca. Poi è la volta di Jane Fonda che nel 1966 ostenta un topless disinvolto in un bagno in piscina nella sua villa, e da allora tutto è cambiato.Nei negozi americani topless non vanno molto, c’è ancora molta timidezza da parte delle donne. Le vendite vanno molto meglio in Europa: a Londra lo vendono in due grandi magazzini a Oxford Street, a Parigi è arrivato sui banconi di Printemps. Ed è proprio in Francia che – nel 1967 – viene sdoganato ufficialmente: grazie a Brigitte Bardot, che sulla spiaggia di Saint Tropez dell’Hotel Byblos, viene immortalata a seno nudo. L’immagine viene pubblicata su tutti i giornali d’Europa, nessuno storce il naso.

Da allora, forse proprio grazie a BB, a esibire il seno nudo non sono solo le modelle o le ragazze da calendario. Il seno nudo, infatti, diventa “alla portata di tutti”, indipendentemente dalla classe sociale, dall’avvenenza e dall’età. I sociologi lo indicano come una sorta di affermazione di indipendenza e di libertà da parte delle donne. C’è il seno nudo degli hippie, quello di rock di Woodstock, quelli nobili di Jaqueline Onassis Kennedy esibito su un’isola greca o di Carolina di Monaco, e quello puramente femminista – dopo che le militanti bruciano i reggiseni davanti all’Hotel dove si svolge il concorso per Miss America. Ed è proprio di una miss il primo topless italiano: a esibirlo è Annie Papa che, nel 1976, è cacciata dal concorso perché sorpresa a seno nudo in spiaggia. E sempre nell’epoca pre-silicone i benpensanti si scatenano, i pretori si esercitano in una censura virtuosa, i sindaci fanno gli straordinari: fioccano arresti, multe, pubbliche ordinanze. Nell’82 a Pantelleria il Sindaco vieta il nudismo e depreca le donne che, si legge nell’ordinanza, poco politically-corret «il più delle volte espongono al sole seni che invece sono stomachevoli escrescenze carnose flaccide e bislunghe».

Poi, con il passare degli anni, il costume si adegua al comune senso del pudore. Fino ad oggi che – non è detto – che se si è più coperte non siano anche più volgari.

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