Lo scooter che aveva precorso i tempi

innocenti lui carte giocoNegli anni Sessanta l’Italia si divideva tra Mazzola e Rivera, tra Sofia Loren e Gina Lollobrigida, Gianni Morandi e Massimo Ranieri e tra la Vespa e la Lambretta. Quest’ultima, fabbricata dall’Innocenti di Milano, nel dopoguerra riesce a spezzare i monopoli degli scooter, fino a quel momento saldamente in mano alla Piaggio. A metà degli anni Sessanta la rivalità è al massimo storico: con una politica industriale dinamica e aggressiva le vendite crescono vertiginosamente e sono sempre di più gli scooteristi che tradiscono la Vespa per la Lambretta. E dopo aver conquistato il mercato del 200 cc con la Lambretta 200 X Special (presentata come lo scooter di serie più veloce del mondo) ecco che la fabbrica di Segrate, alle porte di Milano, nell’intento di trovare nuovi mercati nel settore giovanile, decide di puntare al mercato dei cinquantini. innocenti-lui-04Affida il progetto a Nuccio Bertone, il carrozziere più in voga all’epoca (dalla sua matita è uscita la Lamborghini Miura) che progetta uno scooter dalla linea moderna e essenziale, giovane e aggressiva, dai colori vivaci e col motore a vista.  Viene chiamato Lambretta 50 Lui (poi semplicemente Lui) e la presentazione avviene il 28 maggio 1968 e con lo slogan Lui per uno, Lui per tutti l’Innocenti lancia una martellante campagna pubblicitaria di grande portata su tutti i mezzi di comunicazione. Il Lui è disponibile in due versioni la “C” e la “CL”, quest’ultima con diverso disegno di manubrio e fanale, e costa 89.500 (95.000 lire la versione CL), per la cronaca la Vespa 50 N costa poco meno 107.000 lire. Lo scooter è senz’altro innovativo e, in alcune parti, persino rivoluzionario (prevede persino il miscelatore automatico), ha un design raffinato che oggi definiremo “minimalista”, ma che viene considerato spartano e povero e subisce non poche critiche: è assente il gancio appendi-borse, mancano gli attacchi per il parabrezza e della ruota di scorta e le dimensioni della pedana e dello scudo frontale sono davvero ridotte. In un anno sono venduti poco più di 37mila esemplari: tradotto in termini industriali un flop clamoroso, tanto che l’Innocenti decide di sospendere immediatamente la produzione dopo un solo anno.  Solo oggi, dopo più di quarant’anni, si può comprendere come l’unico difetto del Lui sia stato quello di aver precorso i tempi: perché visto da vicino sembra decisamente più attraente della maggior parte degli scooterini attualmente in circolazione.

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