Lo schermo si colora con le Olimpiadi

L’Italia arriva a trasmettere a colori nel 1976, con un fortissimo ritardo, soprattutto per ragioni di austerità, rispetto agli altri Paesi europei. In questo anno la Rai si trova a fronteggiare l’agguerrita concorrenza delle tv private che, oltre ad avere inventato i messaggi promozionali nel bel mezzo dei programmi iniziando così a sottrarre pubblicità, trasmettono a colori attirando sempre più telespettatori, se non altro per la novità.

La Tv di Stato, quindi, oltre a introdurre gli spot pubblicitari, mandando in pensione lo storico Carosello, è costretta ad accelerare i tempi del progetto che riguarda le trasmissioni a colori. E il 17 luglio 1976, in occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Montreal in Canada, la Rai inizia ufficialmente le trasmissioni sperimentali a colori.

Il formato scelto è quello tedesco, in onda dal 1966, Pal (Phase alternation line/Righe ad alternanza di fase), scelto dalla stragrande maggioranza dei paesi europei in contrapposizione a quello francese Secam, (Sequentiel couleur mémoire/Memorie sequenziali di colori) adottato dal 1967 oltre che dalla Francia dai paesi africani dell’area mediterranea e dei paesi del blocco sovietico.

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