La nostra storia passa anche da Sanremo

Per anni il Festival di Sanremo ha formato nostra vox populi: motivetti, slogan, battute e canzoni partoriti al Casinò o all’Ariston sono tuttora tra noi. E Sanremo story. 60 anni di canzoni in mostra, esposizione ideata da Pepi Morgia e allestita a Genova, negli spazi Magazzini del Cotone al Porto Antico, intende celebrare la più nota rassegna musicale italiana ripercorrendo un itinerario che attraverso le canzoni, i personaggi e i luoghi che lo hanno alimentato, analizza i contesti, i cambiamenti e l’evoluzione dei costumi del nostro Paese. E in sessant’anni di foto, voci e suoni c’è buona parte della storia almeno quattro generazioni: dal dopoguerra al boom economico, dalla contestazione giovanile agli anni della Milano da bere; da Tangentopoli al nuovo millennio. Sono esposti cimeli, come la lettera che la Rai inviò alle case discografiche nel 1950, in cui s’invitava a partecipare con canzoni in lingua italiana; filmati delle teche Rai, abiti di scena prestati dagli artisti che hanno solcato l’ambito palco, memorabilia, dischi originali dell’epoca, copertine, pass, autografi e spartiti originali, e non mancano i quotidiani, i rotocalchi e le riviste specializzate con le copertine dedicate alla manifestazione. Il viaggio nella storia dei Sanremo è affrontato con la tecnologia attuale: nel percorso si incontrano anche schermi al plasma con touch screen che visualizzano tutte le edizioni del Festival di dieci anni in dieci anni. I link permettono di conoscere le curiosità di quel periodo: il costume, la moda ma anche i direttori d’orchestra, i presentatori e la Miss Italia di ogni anno. Altri 60 monitor, uno per ogni anno, mostrano tutte le curiosità e gli avvenimenti dei decenni, mentre apposite capsule permettono di fruire, al loro interno, delle immagini dei vari Festival in quadrifonia.La musica avvolge i visitatori in un percorso unico, di grande impatto, circondata da gigantografie di alcune scenografie festivaliere e vari libri dedicati alla storia della kermesse. Tra le immagini “simbolo” quella di Nilla Pizzi con un vestito alla Rita Hayworth ; il “reuccio” Claudio Villa che arriva a Sanremo in treno; Modugno scatenato in una pubblicità per una marca di apparecchi radio; Celentano ripreso dietro una selva di garofani che canta spalle al pubblico; Mina agli esordi; Mike Bongiorno alla prima esperienza ma che già si capisce che è padrone del video; le prime scandalose trasparenze di Patty Pravo. Da non perdere la foto di cantanti e musicisti a messa dai Frati Cappuccini prima dell’apertura; oppure quella di Gino Cervi-Maigret che s’aggira con la sua pipa per i camerini a controllare che sia tutto regolare e il faccione stupito di Louis Armstrong, costretto da Pippo Baudo ad abbandonare anzitempo il palco e non poter suonare When the saints go marchin per pure esigenze di palinsesto. La mostra è aperta tutti i giorni fino al 19 febbraio 2011, in contemporanea con la chiusura dell’edizione 2011 del Festival di Sanremo, costa 5 euro.

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