L’autostrada che unì l'Italia

 

L’Autostrada del Sole è un po’ uno dei simboli dell’unità nazionale. Fortemente voluta dal governo negli anni Cinquanta per contribuire al rilancio dell’economia, ha contribuito a cambiare la fisionomia e il costume del nostro Paese: prima della sua costruzione i camion per andare da Napoli a Milano impiegavano due giorni di viaggio. La posa della prima pietra risale al 27 maggio del 1956: la cerimonia si svolge a San Donato Milanese alla presenza del presidente della Repubblica Gronchi e dell’Arcivescovo di Milano Montini, futuro papa Paolo VI, davanti a cento metri di autostrada fasulla, che in realtà nascondono che non si sa né dove si va né, tanto meno, quando finirà: si lavora ‘a vista’, senza un progetto definito. Ma l’opera va fatta, a qualunque costo. L’interessamento diretto delle istituzioni contribuisce a superare molti problemi burocratici. Ad esempio, dopo aver costruito a tempo di record il ponte sul Po, ci si accorge che manca una legge che detta le norme per collaudarlo: l’intoppo viene superato grazie all’esercito che mette a disposizione dieci carri armati che lo percorrono avanti e indietro. Due anni più tardi viene così inaugurato il primo tronco, quello che collega Milano a Parma, ma per arrivare a Roma bisogna aspettare la bellezza di altri sei anni, quando venne completato il tratto fra Chiusi e Orvieto. Il collegamento con Napoli è storia recente. Infatti, dal 1988, con la realizzazione del tratto Fiano Romano-San Cesareo, la A1 Milano-Roma e A2 Roma-Napoli sono unite: nasce la A1 Milano-Napoli e l’A2 viene eliminata dalla classificazione delle autostrade.

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