Il treno dei sogni

Grazie all’Alta Velocità tra un mese, dal 14 dicembre, sarà possibile percorrere la tratta Roma-Milano in 3 ore e 30 e la Bologna-Milano in 65 minuti. A portarci sarà il Frecciarossa, un treno tutto nuovo color rosso e argento. Ne partirà uno ogni quarto d’ora nelle ore di punta e viaggerà a 300 chilometri all’ora; un supertreno che farà diretta concorrenza all’aereo, tanto che – per mettere le cose in chiaro – le Fs hanno coniato il motto: «Per viaggiare veloce non serve volare».

Quarant’anni fa, invece, a farci sognare era il Settebello. La realizzazione del treno avvenne nello strettissimo riserbo, tanto che i tecnici della Breda lavorarono quasi di nascosto. Il primo treno cominciò le prove nel 1952 sulla linea Milano e Firenze. Un giorno, nella stazione di Santa Maria Novella, un giornalista, che rimane incantato dalla linea dei vagoni, chiede al macchinista se il treno ha un nome. Il macchinista risponde che per la bellezza, e il numero delle carrozze, gli operai della Breda l’avevano soprannominato “Settebello”. Il giorno La Nazione, il giornale di Firenze, titola a nove colonne “È arrivato il Settebello” battezzando di fatto il convoglio.

L’ufficialità del nome, però, si ha solo nel 1958 quando, sulla prima e sull’ultima carrozza, le FS applicano la scritta “Il Settebello” seguita da un rombo verde al cui interno sono disegnate delle carte da gioco con, in evidenza, il sette di denari. La gioventù del Settebello è caratterizzata da numerosi inconvenienti strutturali, a cui si aggiungono le polemiche sull’eccessivo costo del convoglio in un momento poco felice per le finanze italiane ma, nell’immaginario degli italiani, è il treno dei sogni: nel 1970, dopo la sostituzione di carrelli e motori, il Settebello raggiunge i 200 km/h. Pochi anni dopo, però, comincia il declino: il nostro miglior treno si vede surclassato, in termini di comodità, dalle nuove carrozze gran comfort di prima classe dei Rapidi e dai TEE. Negli anni Ottanta, sostituito sulla tratta Milano-Roma dal Pendolino, il Settebello viene impiegato su tratte secondarie fino ad arrivare alla pensione nel 1984. Il Frecciarossa è un ETR dalla linea filante ma la linea del Settebello resta inimitabile.

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