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	<title>Commenti a: Hammond, dal sacro al profano</title>
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		<title>Di: enrico mazzucca</title>
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		<dc:creator>enrico mazzucca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 12:22:44 +0000</pubDate>
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		<description>Sono assolutamente lieto del ritorno di fiamma (se così si può dire, in quanto tra i veri appassionati l&#039;Hammond ha sempre rappresentato un&#039;icona insostituibile da qualsiasi tipo di clone -il &quot;grrr&quot; del B3 o del C3 e le inimitabili percussioni sono rappresentate dai cloni con buona fedeltà  ma senza restiruire quell&#039;inconfondibile feeling sotto le mani) dell&#039;Hammond. Mi fa altresì piacere vedere di nuovo sui palchi (da parte di chi se lo può permettere, sia per le ovvie problematiche di trasporto sia di costi...ahinoi..) la presenza del VERO Hammond, e non dei suoi numerosi e pur buoni cloni. Una grandissima citazione la riserverei per Joey DeFrancesco,  che con John McLughlin e Dennis Chambers ha dato vita a un super trio (anche se sembravano in quattro, in quanto il buon Joey riesce a dare l&#039;impressione che vi sia dietro un grande bassista) che credo abbia attualizzato, sia per il fraseggio sia per la modernità del linguaggio, uno strumento straordinariamente versatile che vale, da solo, mille supersintetizzatori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono assolutamente lieto del ritorno di fiamma (se così si può dire, in quanto tra i veri appassionati l&#8217;Hammond ha sempre rappresentato un&#8217;icona insostituibile da qualsiasi tipo di clone -il &#8220;grrr&#8221; del B3 o del C3 e le inimitabili percussioni sono rappresentate dai cloni con buona fedeltà  ma senza restiruire quell&#8217;inconfondibile feeling sotto le mani) dell&#8217;Hammond. Mi fa altresì piacere vedere di nuovo sui palchi (da parte di chi se lo può permettere, sia per le ovvie problematiche di trasporto sia di costi&#8230;ahinoi..) la presenza del VERO Hammond, e non dei suoi numerosi e pur buoni cloni. Una grandissima citazione la riserverei per Joey DeFrancesco,  che con John McLughlin e Dennis Chambers ha dato vita a un super trio (anche se sembravano in quattro, in quanto il buon Joey riesce a dare l&#8217;impressione che vi sia dietro un grande bassista) che credo abbia attualizzato, sia per il fraseggio sia per la modernità del linguaggio, uno strumento straordinariamente versatile che vale, da solo, mille supersintetizzatori.</p>
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