Graziella, e la bici cambiò per sempre

E’ il 1964, in pieno boom economico, e la bicicletta sta assumendo un’immagine diversa da quella di mezzo di trasporto per la classe operaia. A maggio la Carnielli presenta un modello che fa cambiare radicalmente la concezione della bici, destinato a rivoluzionare il mondo delle due ruote: la bicicletta pieghevole. Il progetto, di Rinaldo Donzelli, viene battezzato Graziella, facendo così subito intendere a chi è destinato. Appoggiata da un’intelligente campagna pubblicitaria, la Graziella incontra immediatamente i favori di una larga fascia di clienti per quella sua immagine raffinata, favorita anche dalla musicalità del suo nome gentile ed armonioso. Carta vincente della Graziella è  la sua straordinaria praticità: grazie al telaio pieghevole – possibile per via di una cerniera centrale – l’assenza della canna orizzontale, le ruote piccole, la sella e il manubrio sfilabili con la massima facilità, si può trasportare e caricare nell’abitacolo di un’utilitaria di piccole dimensioni. Queste caratteristiche identificano la Graziella come nuovo simbolo di libertà e di anticonformismo. Sulla scia di questo strepitoso successo nacquero ben presto agguerrite rivali della Graziella, che ne riproponevano la linea in chiave più essenziale e ad un prezzo decisamente inferiore: Atala, Legnano, Girardengo, Olmo,  Bianchi e innumerevoli marche meno note invadono  rapidamente il mercato contribuendo a far familiarizzare la gente con questo nuovo modello di due ruote. E così, nel 1971, la Carnielli sottopone la Graziella a un restyling. Il nuovo modello, pressoché simile al precedente se non qualche nuovo accorgimento come il cestino sul portapacchi o lo specchietto retrovisore, non delude le aspettative, al punto che la casa costruttrice le affianca delle versioni speciali: la Graziella Flor, dalle decorazioni floreali in stile hippie; la sportiva Graziella Cross, con cambio a cloche, e il chopper Graziella Leopard, corredato da una ricca serie di accessori dedicati ma costoso quasi come un ciclomotore. Poi, con il mercato invaso prima dai modelli da cross (come Saltafoss e Roma Sport) poi dalle BMX (lanciate dal film E.T) e da altre bici da signora, sicuramente più leggere, la Graziella scomparve silenziosamente dalle scene alla fine degli anni Ottanta.

 

un commento

1 commento

  1. Irene:

    Ciao a tutti
    volevo segnalarvi questo sito che ho trovato qualche giorno fa… http://www.lagraziella.com
    Tutti i miei sogni si sono realizzati, la Graziella sta tornando!!!
    Uscirà in estate 2012… chissà come sarà!!!

    Ciaoooooo

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