Gli ottant’anni del Camparino

Il Camparisoda (che altro non è che Campari diluito con la soda) è il primo aperitivo monodose al mondo. La bevanda nasce a Milano, intorno agli anni Trenta, al bar in piazza Duomo angolo Galleria Vittorio Emanuele II (allora Gran Bar Zucca), dove un barman serviva alla Milano bene  che si accalcava al ancone nell’ora dell’aperitivo, un bicchiere di Campari con selz, freddo al punto giusto.

Sembra una miscela facile e banale, eppure il “Camparino” servito in quel bar in centro è diverso dagli altri, per tre motivi: viene servito in un bicchiere lungo per evitare la dispersione dell’aroma, è fresco al punto giusto e spruzzato di soda solo in superficie, per assaporarne le diverse gradazioni, dalla più leggera alla più intensa. È così che a Davide viene l’idea di dare la possibilità a tutti l’opportunità di gustare l’aperitivo a base di Campari come si beve Milano.

Nel 1931 inizia i primi esperimenti che fa assaggiare ai clienti del bar. Una volta trovato il giusto dosaggio, si decide di cominciare la produzione industriale.  Ma manca una cosa, ancora: il contenitore, cioè la bottiglia. E, per aperitivo moderno, dinamico e originale, occorre qualcosa di speciale. Così è stato, perché se da ottant’anni Camparisoda è tra gli aperitivi più bevuti nel mondo, il motivo oltre che per il gusto, è probabilmente anche frutto della forma della bottiglietta che, col tempo, è diventata uno dei simboli del design italiano.

A idearla è Fortunato Depero, tra i più famosi artisti futuristi del tempo che collabora già diversi anni con l’azienda milanese svolgendo i compiti che oggi si delegano a un’agenzia di comunicazione. L’artista presenta una bottiglietta di 9,8 cl. a forma conica, una sorta di calice rovesciato, col vetro smerigliato e Davide Campari, figlio del fondatore dell’azienda Gaspare, dopo aver deciso con coraggio di eliminare l’etichetta per far risaltare l’intensa tonalità di rosso attraverso il vetro e far stampare – in rilievo – la dicitura “Preparazione speciale, Davide Campari & C. Milano – Campari Soda” e dà il via alla produzione presso la Vetreria Bordoni.

Oggi questa mitica bottiglietta, ancora identica all’originale, è distribuita in 190 Paesi nel mondo.

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