Gli immortali/2

Ecco un nuovo elenco di prodotti di uso comune resistenti alle mode, che hanno confitto il passare del tempo e fanno rivivere emozioni e ricordi.

Bacio Perugina Il bacio più famoso, e gustoso, del nostro Paese, da quasi un secolo fa cadere in tentazione gli italiani, è nato da una storia d’amore travagliata tra Luisa, moglie del proprietario della Perugina (allora piccola azienda dolciaria) e il giovane Giovanni, figlio della famiglia Buitoni, di 14 anni più giovane di lei. Un legame celebrato dall’invenzione di Luisa del cioccolatino tondeggiante, farcito con gianduia, granella e nocciola che Giovanni, in onore della donna amata, battezza semplicemente “Bacio Perugina”.  Sempre Giovanni chiama il pittore Seneca per disegnare la scatola: l’artista rielabora l’immagine de “Il bacio”, quadro di Francesco Hayez, su sfondo blu e ha l’intuizione di inserire in ciascuna confezione del cioccolatino, il bigliettino con le frasi d’amore. E forse anche a questi che il Bacio Perugina è passato indenne attraverso la storia.

Buondì Motta È il responsabile di una vera e propria svolta culturale nella colazione del mattino: negli anni Sessanta la Motta presenta il Buondì, la prima merendina confezionata che sostituisce il pane e marmellata casalingo e la brioche al bar.  E conquista subito la gola degli italiani, tanto che al bar i camerieri si sentono ordinare «cappuccino e Buondì». Per i bambini, poi, mangiare il Buondì ha un particolare rito: si comincia sempre dalla glassa superiore con zucchero, che viene staccata delicatamente e gustata da sola. Massima abilità se si riesce a rimuovere la glassa in un solo pezzo, mentre il resto è divorato dopo un’immersione rapida nel latte caldo. Dal 2002 il Buondì è diventato un prodotto della Bistefani che ha rilevato il marchio e ne prosegue la produzione anche in numerose varianti.

Campari Soda Il Campari Soda (che altro non è che Campari diluito con la soda) è il primo aperitivo monodose al mondo: nasce nel 1932, il design della bottiglia è di Fortunato Depero, tra i più famosi artisti futuristi del tempo. La conica bottiglietta diventerà uno dei simboli del design italiano, tutt’oggi ancora identica all’originale, una sorta di calice rovesciato. Davide Campari, figlio del fondatore dell’azienda Gaspare, denuda la bottiglia dell’etichetta per far risaltare l’intensa tonalità di rosso attraverso il vetro e stampa a rilievo il nome del marchio e della ditta: “Preparazione speciale, Davide Campari & C. Milano – Campari Soda”. Oggi la mitica bottiglietta – identica a quella di ottant’anni fa – è distribuita in 190 Paesi nel mondo.

Nutella Dal 1964 Nutella accompagna le prima colazione di milioni di famiglia, in Italia e nel mondo: una crema straordinaria a base di nocciole che Pietro Ferrero mette a punto con l’obiettivo di proporre un “dolce dei poveri” semplicemente da spalmare su una fetta di pane e che all’origine chiama Giandujot. In molti hanno tentato di imitarla, ma – ancora oggi – nessuno c’è riuscito: la Nutella ha un gusto unico.

Biscotti al Plasmon Da più di un secolo sono i biscotti che aiutano a crescere i bambini di tutta Italia. La tradizione comincia nel 1902 a Milano, quando Cesare Scotti, medico pediatra, fonda il Sindacato italiano del Plasmon, che importa e commercializza l’ingrediente base di diversi prodotti per l’infanzia, tra cui gli omonimi biscotti. La forma (perfetta per essere introdotta nel biberon e, dopo, in tutte le tazze), la consistenza (morbida ma non troppo) e il sapore (inconfondibile grazie a un retrogusto di vaniglia) hanno fatto sì che i Plasmon, da biscotti per l’infanzia, si sono trasformati in biscotti per tutte le età. Difficile farne a meno.

Pavesini Più che alla forma (simile a un cravattino)i biscotti Pavesini, nati nel 1952, devono il successo alla consistenza (leggerissimi, 32 biscotti pesano un etto), all’alto contenuto proteico (forniscono energia senza appesantire e per questo sono indicati nelle diete dei bambini) e, almeno fino agli anni Settanta, a un testimonial d’eccezione: Topo Gigio. E ancora oggi, nonostante Topo Gigio sia andato in pensione –  il suo posto è stato preso dalla nuotatrice Federica Pellegrini – la ricetta inventata da Mario Pavesi resiste al tempo.

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