Gli immortali

Li chiamano immortali, sono prodotti di uso quotidiano rimasti uguali nel tempo. Gli anni passano, le mode cambiano ma nulla e niente sembra intaccare il loro fascino. Il merito è da ricercare in più ambiti, e non è soltanto merito del design, della genialità dell’invenzione o della funzionalità dell’oggetto; ma possono anche aver cambiato il modo di vivere o ricordare qualcosa del nostro passato. La penna Bic, ad esempio, ci ha fatto scrivere alle elementari e, ancora oggi, la portiamo nel taschino o in borsetta. Oppure il segreto della longevità sta nelle ricette particolarmente indovinate: la Nutella non ha eguali, il suo sapore è unico e per questo viene spalmata sul pane da intere generazioni; così come la Coca Cola, stesso marchio e stessa bottiglietta di vetro dalle curve sinuose dal giorno della sua nascita, negli anni Venti, che è riuscita a dissetare popolazioni in cinque continenti, sopravvivendo a concorrenze spietate e persino a boicottaggi politici. Il merito può anche essere di comunicazioni geniali, come lo slogan “Il passatempo più sano ed economico” che sopravvive, assieme alla Settimana Enigmistica, sempre uguale a sé stessa, dal 23 gennaio del 1932, fregandosene allegramente di nuovi passatempi come videogiochi e multimedialità. I sociologi concordano nel sostenere che queste merci che hanno compiuto il miracolo della durata, fondano la quotidianità dell’individuo: il loro successo deriva semplicemente dall’insieme di unicità e qualità che, una volta sommate, producono la capacità di resistenza. Sono pochi gli oggetti che possono vantare percorsi luminosi e durevoli, che assumono il peso e l’onore di essere simbolo, cultura e persino emozione condivisa da persone, generazioni e Paesi distanti nella geografia e nel tempo. Con oggi pubblicherò, di volta in volta, una breve rassegna di questi oggetti “immortali”. E la prima non poteva essere che lei, la Coca Cola!

Coca Cola Doveva essere una semplice variazione del “vino di coca”, una bevanda digestiva in uso alla fine dell’Ottocento, invece il farmacista americano John Stith Pemberton, miscelando alcuni nuovi ingredienti, ha inventato la bibita più bevuta al mondo. Era il 1886, da allora la Coca Cola ha cominciato a dissetare il mondo intero: oggi la Coca Cola detiene il 50 per cento del mercato delle bibite, e solo negli Stati Uniti se ne bevono 125 milioni di litri di ogni anno. Nome e logo sono invece opera del contabile dell’azienda che pone solo alcuni piccole modifiche al carattere Spencerian Script uno tra più comuni e utilizzati del tempo. Le mitiche bottigliette di vetro, tonde e sinuose, sono invece comparse più tardi, nel 1916, e sono ispirate alle “curve” dell’attrice Mae West che indossava sempre abiti molto aderenti.

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