Cinquant’anni da complice

Eva-Kant_socialmeta_imageBionda, occhi verdi, bellissima: ha cinquant’anni ma è ancora di moda, con i capelli pettinati nell’immancabile chignon, il viso lungo, il fisico da modella con poco seno fasciato in un completo pantaloni nero, con ai piedi un paio di semplici ballerine.  Lei è Lady Eva Kant, vedova di Lord Anthony Kant, ambasciatore del Sudafrica morto in circostanze misteriose e sospette, sbranato da una pantera, ufficialmente nel corso di una battuta di caccia. Ma non sono in pochi quelli che sostengono che a spingerlo nelle fauci della belva sia stata proprio la moglie Eva. Il suo esordio è datato 1963 nell’avventura «L’arresto di Diabolik» dove è lei a salvare lui. All’epoca le donne nei fumetti sono tutte “sciaquette”, lei invece è diversa sia da tutte le eroine che l’hanno preceduta sia da tutte quelle che tenteranno, invano, di imitarne il fascino. Eva dimostra immediatamente una freddezza e una determinazione pari a quella di Diabolik, salvandolo in extremis dalla ghigliottina. Poi, scampato il pericolo e al sicuro in uno dei numerosi rifugi, lei dichiara, quasi vantandosene, di essere una donna pericolosa, con trascorsi di avventuriera e spia industriale. 1234524910959_010Nel tempo ammorbidisce la propria immagine con una sensualità raffinata e misteriosa, antitetica a ogni volgarità, costruendo un solido rapporto di coppia basato sulla condivisione dello stesso stile di vita e, diciamolo, degli stessi valori. Eva è la prima “donna a fumetti” che si confronta alla pari con il suo compagno. Una femminista a sua insaputa. Mentre è noto che per Diabolik le sorelle Giussani, Angela e Luciana, chiesero ai disegnatori di prendere a prestito lo sguardo magnetico dell’attore Robert Taylor, per Eva Kant si mormora che il “modello” di partenza fosse Grace Kelly. In realtà le fattezze del viso di Lady Kant si devono probabilmente a un’amica (rimasta anonima) delle geniali autrici milanesi. Dopo l’esordio, per qualche anno Eva accetta un ruolo di spalla, subordinata alle decisioni del «Re del terrore». Ma poi comincia un vero e proprio percorso di crescita che la porta a essere sempre più autonoma, indipendente, libera. Diabolik le lascia sempre più spazio, perché capisce quanto abbia bisogno di lei, e quanto rispetto le debba. E il dovuto rispetto glielo ha portato anche Lucca Comics, la principale manifestazione del settore dei fumetti, che per festeggiarla ha dedicato una mostra solo per lei.

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